Impatto della nuova tassa sui pacchi extra-UE
L’introduzione della tassa didue eurosui pacchi provenienti da paesi extra-UE ha generato conseguenze inaspettate per il traffico aereo italiano. L’aeroporto diMilano Malpensa, considerato uno dei principali hub per le spedizioni cargo, ha registrato una significativa diminuzione del numero di voli cargo. In sole tre settimane, sono stati persi oltretrenta voli, un calo evidenziato dai dati forniti dall’Agenzia delle dogane e riportati dalCorriere della Sera.
Il contesto della nuova tassa
La tassa, entrata in vigore il1 gennaio 2026, è stata progettata per affrontare la crescente concorrenza delle piattaforme cinesi di e-commerce, comeTemu,SheineAliExpress, che inviano un gran numero di pacchi a basso costo in Europa. Prima della sua introduzione, i pacchi con un valore inferiore a150 euroerano esenti da dazi doganali grazie alla normativa comunitariade minimis, incentivando un afflusso massiccio di merci dalla Cina.
Conseguenze della tassa
La reazione del mercato è stata immediata. Le piattaforme cinesi hanno rapidamente modificato le loro rotte di spedizione, dirottando i pacchi verso paesi comeBelgio,GermaniaeUngheria, dove non è presente la tassa. La merce viene sdoganata in questi paesi e successivamente trasferita in Italia su strada. Questa situazione ha comportato un aumento del traffico su gomma, con conseguente maggiore impatto ambientale.
Implicazioni per la logistica italiana
La confederazione del trasporto,Confetra, ha evidenziato che la tassa ha prodotto effetti contrari a quelli previsti. Non solo non ha ridotto i flussi di merci, ma ha anche danneggiato il sistema logistico italiano, generando una situazione diconcorrenza slealea favore di altri hub europei. Dall’inizio di gennaio, il calo del traffico a Malpensa è stato notevole, mentre si è registrato un incremento dei transiti attraverso i valichi alpini.
Effetti sul mercato e sull’occupazione
Ilsistema aeroportuale italianosta affrontando sfide significative. La diminuzione dei voli cargo comporta una riduzione delle opportunità occupazionali per gli operatori del settore. Le pratiche doganali sono in calo e la domanda di servizi di magazzino è in contrazione. Gli operatori di logistica e i corrieri, Questo scenario complica ulteriormente il processo di consegna.
Una scelta politica contestabile
La decisione di introdurre questa tassa ha radici politiche e fiscali. Durante l’approvazione dellaLegge di Bilancio 2026, il governo ha cercato di compensare la cancellazione di una tassa sui dividendi finanziari. Tuttavia, l’approccio unilaterale dell’Italia risulta problematico senza una coordinazione a livello europeo. Le iniziative nazionali rischiano di essere facilmente aggirabili, come evidenziato dalle nuove rotte intraprese dai fornitori cinesi.
Prospettive future
La tassa sui pacchi da due euro ha generato problematiche significative per il sistema logistico italiano. Si è registrato un aumento delle spedizioni via gomma, con conseguente impatto ambientale negativo. Inoltre, questa situazione ha compromesso l’occupazione nel settore.Confetraha suggerito di posticipare l’entrata in vigore della tassa per consentire una migliore coordinazione a livello europeo. Solo un approccio unitario potrà prevenire distorsioni competitive e garantire la sostenibilità del mercato.

