Negli ultimi giorni sono emerse segnalazioni che stimano circa 30.000 posti di lavoro persi in Oracle, molteplici dei quali all’interno di Oracle Cloud Infrastructure. Questo avviene in un momento in cui l’azienda dichiara di avere $533bn di ordini da evadere e presenta una guida finanziaria che indica ricavi previsti di $67bn e spese in conto capitale di $50bn per il 2026, oltre a una proiezione di ricavi di $90bn per il 2027. Nonostante questi numeri, i documenti trimestrali non segnalarono variazioni ufficiali di organico, mentre le testimonianze dei dipendenti offerte tramite social professionali raccontano una realtà più complessa.
La situazione è percepita come una riduzione strutturale del personale che coinvolge figure tecniche e manageriali con responsabilità su prodotto, sicurezza e conformità.
Al tempo stesso, nelle comunicazioni pubbliche la leadership aziendale ha sottolineato il ruolo dell’intelligenza artificiale come leva per accelerare lo sviluppo software, permettendo a team più piccoli di consegnare soluzioni in minor tempo. Il contrasto tra dichiarazioni ufficiali e racconti sul campo alimenta dubbi sulle reali ragioni e sulle implicazioni per clienti e roadmap prodotto.
Chi è stato colpito e quali ruoli sono a rischio
I post rilanciati su LinkedIn descrivono tagli che hanno toccato persone con ruoli chiave: software engineer, service operations engineer, software development architect e software development manager. Tra le segnalazioni più diffuse ci sono contributi da chi si occupava di garantire la conformità a standard come PCI-DSS, HIPAA, PA-DSS e GDPR, con team dedicati a prodotti e servizi che devono rispondere a requisiti normativi stringenti.
Le testimonianze indicano inoltre la perdita di figure senior: principal staff engineer, security alert manager e ingegneri fondatori di servizi critici come il File Storage Service.
Voci dirette dai profili professionali
Un messaggio circolato lamenta che i tagli seguono «un algoritmo» che ha interessato contributori di alto livello e manager di fascia media, in particolare chi deteneva opzioni azionarie significative. Altri ex dipendenti hanno ricordato notti in chiamata per risolvere incidenti e un impegno diretto nello sviluppo di servizio, sottolineando che molti licenziati erano top performer. Queste narrazioni mettono in luce come la riduzione abbia interessato competenze operative e di prodotto, non solo ruoli amministrativi o di supporto.
AI, strategia e pressione finanziaria
Durante la call sui risultati del Q3 FY26 la dirigenza ha attribuito al machine learning e agli strumenti di coding basati su AI la possibilità di aumentare la produttività dei team: secondo le parole del co-CEO Mike Sicilia, l’uso interno di tool di AI permette a team più piccoli di fornire soluzioni più complete e veloci.
Anche Steve Miranda ha suggerito che l’AI può automatizzare attività operative in ambiti come l’ERP. Tuttavia, analisti esterni avvertono che i tagli potrebbero essere guidati anche da obiettivi di mercato: la performance azionaria di Oracle ha registrato cali importanti e la società ha annunciato l’intenzione di raccogliere fino a $50bn nel 2026 tramite debito ed equity.
Il parere degli analisti
Per alcuni osservatori, tra cui analisti di mercato citati nei resoconti, la sostituzione completa del lavoro umano con agentic AI è rara: ci sono pochi esempi di soluzioni mature in grado di replicare l’ampiezza di compiti svolti da team eterogenei. Il timore è che riduzioni di personale motivate da esigenze finanziarie possano precedere la disponibilità di sistemi in grado di svolgere efficacemente quei compiti senza impatti sulla qualità del prodotto o sui tempi di consegna.
Impatto su clienti, prodotti e prospettive
Al momento non risultano risposte ufficiali dettagliate da parte di Oracle relative all’impatto sui clienti e sulle roadmap dei prodotti. Questo genera incertezza su come verranno mantenuti livelli di servizio, aggiornamenti di sicurezza e attività di compliance gestite da team ora ridimensionati. In settori regolamentati la perdita di competenze specifiche può tradursi in rischi operativi, mentre in ambito cloud la continuità dei servizi infrastrutturali rimane una priorità per i clienti enterprise.
La vicenda invita a monitorare i prossimi bilanci e le comunicazioni ufficiali per capire se i tagli rappresentano un riallineamento temporaneo o una trasformazione più profonda nel modo in cui Oracle intende distribuire lavoro, tecnologia e automazione. Rimane centrale la necessità di trasparenza sul processo decisionale e sulle misure di supporto per i dipendenti colpiti, così come la chiarezza su come la spinta verso l’AI sarà tradotta in strumenti realmente in grado di sostituire compiti complessi senza sacrificare qualità e sicurezza.

