Dal 19 novembre, l’Italia avvia una nuova fase nella battaglia contro le telefonate fraudolente grazie all’introduzione del filtro anti-spoofing. Questa iniziativa, promossa dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) in collaborazione con i principali operatori telefonici, si propone di ridurre drasticamente il numero di chiamate moleste che affliggono quotidianamente i cittadini.
La prima fase del progetto è iniziata lo scorso 19 agosto, con l’interdizione delle chiamate provenienti da numeri di rete fissa non identificabili, in particolare quelli dall’estero. Secondo i dati forniti dall’Agcom, nel mese di settembre sono state bloccate circa 20 milioni di chiamate, corrispondenti a quasi l’1,4% del totale delle comunicazioni in entrata. Questo dato segna una diminuzione significativa rispetto alla percentuale del 5,74% registrata nei mesi precedenti.
Estensione del filtro anti-spoofing
Con l’approvazione della delibera numero 271 del 2025, il raggio d’azione del filtro anti-spoofing si amplia per includere anche le chiamate provenienti da numerazioni mobili. Questa decisione è stata presa a seguito di consultazioni con diversi attori del settore, per garantire una protezione più efficace. Le nuove disposizioni comprendono numeri associati a servizi mobili specializzati, come quelli satellitari e le comunicazioni machine-to-machine.
Controlli e sanzioni per gli operatori non conformi
Inoltre, l’Agcom ha previsto che le chiamate da operatori mobili che non si adeguano alle norme stabilite saranno bloccate. In tal caso, il servizio di roaming per le chiamate in uscita verso l’Italia sarà sospeso fino al completamento delle misure necessarie.
Questo approccio mira a garantire che tutti gli operatori rispettino le regole, al fine di tutelare i consumatori.
Le sfide future e la necessità di educazione digitale
Nonostante le nuove misure, il commissario dell’Agcom, Massimiliano Capitanio, avverte che non si può considerare questa iniziativa come una soluzione definitiva. Sebbene si prevedano milioni di chiamate bloccate, è probabile che le organizzazioni criminali trovino nuove strade, come l’uso di prefissi esteri o messaggi fraudolenti. Pertanto, è essenziale unire gli sforzi per aumentare la consapevolezza e l’educazione digitale tra i cittadini.
Statistiche sulle frodi telefoniche in Italia
Nel 2025, quasi 3,9 milioni di italiani sono stati vittime di truffe telefoniche, con una perdita media di 124 euro per chiamate da mobile e 157 euro da rete fissa.
Le frodi sono spesso perpetrate da call center non autorizzati, che si mascherano da servizi legittimi. Inoltre, pratiche ingannevoli si sono diffuse anche attraverso piattaforme di messaggistica come WhatsApp e Telegram, dove i truffatori condividono link pericolosi.
Iniziative governative e responsabilizzazione dei consumatori
Alla fine di ottobre, Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera, ha presentato un’interrogazione per evidenziare l’emergere di nuove forme di truffa, come il vishing, che utilizza la clonazione vocale tramite intelligenza artificiale. Questa tecnica permette ai truffatori di registrare brevi messaggi vocali e riprodurli per ingannare le vittime. È fondamentale che il governo adotti misure concrete per tutelare i cittadini da questa nuova minaccia.
Le associazioni dei consumatori continuano a spingere per una maggiore collaborazione tra le autorità competenti per colpire i call center illegali e proteggere i consumatori da frodi sempre più sofisticate.
In attesa dell’efficacia delle nuove normative, i cittadini sono invitati a rimanere vigili e a segnalare eventuali tentativi di truffa.


