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Startup svizzera ottiene 40 milioni per veicoli che portano i satelliti in orbita in poche ore

PAVE Space ha chiuso un seed round da 40 milioni per costruire una famiglia di OTV che spostano satelliti tra orbite in meno di 24 ore

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Nell’ecosistema spaziale oggi emergono nuove esigenze logistiche: lanci più frequenti producono un surplus di piattaforme che restano temporaneamente bloccate in orbite basse, ritardando servizi e ricavi. La startup svizzera PAVE Space ha annunciato un seed round da 40 milioni di dollari guidato da Visionaries Club e Creandum, con la partecipazione di operatori finanziari come Lombard Odier Investment Managers, Atlantic Labs e altri. Il capitale servirà a sviluppare una famiglia di veicoli di trasferimento orbitale (OTV), pensati per portare carichi utili da LEO a orbite più alte in tempi drasticamente ridotti. Il modello tecnico e commerciale risponde a un collo di bottiglia reale della catena del valore spaziale, dove i mesi necessari per il trasferimento orbitale pesano sui conti e sulle tempistiche operative.

Come funziona la proposta tecnica

PAVE propone due architetture complementari: un heavy kickstage per trasferimenti energicamente impegnativi e una piattaforma mobile più piccola per missioni responsive e applicazioni dual-use. Il heavy kickstage è progettato per sostituire la lenta fase di orbit raising effettuata con propulsione elettrica a bordo del satellite, permettendo di raggiungere MEO, GEO e traiettorie lunari in meno di 24 ore. La scelta di bipropellenti stoccabili al posto di carburanti criogenici elimina i vincoli di boil-off all’interno del fairing e abilita missioni di lunga durata che con i sistemi criogenici sarebbero problematiche. Questa soluzione tecnica abbassa i tempi di attesa e può ridurre i costi complessivi di missione, offrendo un layer logistico in orbita più rapido e modulare.

Vantaggi per operatori commerciali e istituzionali

Per un operatore satellitare, il beneficio principale è la messa in servizio anticipata dei sistemi, che trasforma mesi di attesa in giorni o ore, accelerando il ritorno sull’investimento. Anche i clienti della difesa e le agenzie istituzionali traggono vantaggio dalla mobilità orbitale rapida e flessibile per esigenze di sicurezza, resilienza e posizionamento strategico. La piattaforma più piccola annunciata da PAVE è pensata espressamente per missioni responsive: spostare payload tra posizioni orbitali con tempi di reazione contenuti e supportare operazioni dual-use dove la capacità di muovere rapidamente asset in orbita diventa critica.

Posizionamento strategico in Europa

Lo sviluppo di PAVE arriva in un momento in cui l’Europa rafforza l’attenzione su autonomia e capacità sovrane nello spazio.

Con oltre 55 miliardi di euro indicati per spese di difesa nei prossimi anni, il continente sta ridefinendo priorità industriali e infrastrutturali; la logistica orbitale è sempre più vista come una capacità strategica. PAVE intende offrire un servizio launcher-agnostic, compatibile con vettori come Falcon 9, Ariane 6 e fornitori giapponesi, permettendo a clienti europei di ridurre la dipendenza da singole catene di fornitura estere e di raggiungere orbite strategiche con maggiore autonomia e flessibilità.

Integrazione con l’ecosistema dei lanci

Il modello operativo di PAVE punta sulla compatibilità con più lanciatori per massimizzare le opzioni degli operatori e minimizzare i vincoli logistici: un approccio che abilita missioni pianificate e missioni on-demand senza vincoli di vettore. Questa interoperabilità facilita anche accordi commerciali e contratti di prenotazione con produttori di satelliti, operatori di telecomunicazioni e clienti istituzionali, costruendo un livello di servizi orbitale paragonabile a una rete logistica terrestre ma estesa allo spazio vicino alla Terra.

Team, prototipi e tappe successive

PAVE è nata a Losanna nel 2026 ad opera di Julie Böhning (CEO) e Jérémy Marciacq (CTO), ingegneri cresciuti tecnicamente all’EPFL e attivi nel progetto Gruyère Space Program. Quel programma, sostenuto con circa CHF 250.000, portò a un dimostratore riutilizzabile con 53 voli di prova, esperienza che ha plasmato una cultura aziendale basata su iterazione rapida e controllo verticale della catena meccanica ed elettronica. Negli ultimi mesi il team ha realizzato e testato il sistema di propulsione per la prima piattaforma mobile e ha convertito una vecchia centrale alpina in un centro di prova per motori, dove sono previste le prime accensioni a terra.

Prossimi passi commerciali e impatto sul mercato

Il finanziamento da 40 milioni consentirà di accelerare lo sviluppo del heavy kickstage, effettuare la prima dimostrazione in orbita prevista per ottobre e ampliare il team su aree come propulsione, avionica e mission design. Sul fronte commerciale, PAVE ha già siglato otto accordi di prenotazione con operatori e produttori di satelliti e sta trattando con altri attori del settore. L’obiettivo dichiarato è costruire il backbone logistico che permetta a industrie e istituzioni di operare in modo scalabile oltre l’orbita terrestre, favorendo nuove applicazioni commerciali, difensive e scientifiche.

La sfida rimane complessa: trasformare un servizio tecnologico in una rete affidabile richiederà test rigorosi, certificazioni e una catena di clienti disposti a cambiare modelli operativi. Tuttavia, con un supporto finanziario significativo e una roadmap tecnica definita, PAVE punta a rendere la mobilità orbitale una componente ordinaria dell’infrastruttura spaziale, offrendo soluzioni che riducono tempi e costi e permettono all’Europa di avere strumenti propri per la gestione strategica delle risorse in orbita.

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Scritto da Staff

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