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Spinta verso il centro: come Texas e Midwest guidano la crescita dei datacenter

Un cambio geografico nella costruzione dei datacenter vede il Texas e gli stati del Midwest emergere come principali beneficiari, mentre Oregon e Nevada perdono terreno

Spinta verso il centro: come Texas e Midwest guidano la crescita dei datacenter

Negli Stati Uniti si sta definendo una nuova mappa dei datacenter: l’interesse degli iperscalatori si sta spostando dal litorale verso il centro del paese. Questo spostamento non è casuale, ma il risultato di una combinazione di fattori che abbracciano disponibilità di energia, vincoli ambientali e innovazioni tecniche come il passaggio a sistemi di raffreddamento meno idroesigenti. Le grandi aziende del cloud stanno rivedendo le loro strategie immobiliari per supportare carichi di lavoro sempre più intensivi in termini di potenza, in particolare per applicazioni di intelligenza artificiale ad alta densità.

Un’analisi del settore mostra numeri significativi: alla fine del 2026 esistevano 1.360 siti operativi dei principali operatori globali, di cui 580 negli Stati Uniti, e sono pianificati altri 437 datacenter nel paese (di 803 previsti a livello mondiale).

Questa pipeline è maggiormente orientata verso campus su scala gigawatt, pensati per ospitare cluster di calcolo enormi. Le decisioni di localizzazione riflettono quindi sia le esigenze energetiche che l’evoluzione delle tecnologie di raffreddamento e gestione delle risorse.

Perché il centro degli Stati Uniti attrae nuovi investimenti

Il cuore del paese offre vantaggi concreti: accesso a reti elettriche con capacità di connessione rapida, costi competitivi e territori meno esposti a pericoli naturali estremi. In particolare Texas si distingue per la sua rete gestita dall’Electric Reliability Council of Texas (ERCOT), che in molti casi ha permesso iter più rapidi per l’allaccio alla rete. Inoltre, aree emergenti come Abilene, Mount Pleasant, South Bend, El Paso, Boone County e Kansas City stanno ospitando progetti di grandi operatori, segnalando un trasferimento di massa verso regioni finora considerate secondarie.

Infrastrutture e potenza

Molti sviluppatori privilegiano regioni con disponibilità di energia elettrica e procedure di connessione efficienti, elementi che riducono tempi e costi di realizzazione. Contemporaneamente, la diffusione del closed-loop liquid cooling e altre soluzioni a circuito chiuso limita la dipendenza dall’acqua, mitigando il rischio legato a periodi di siccità. Questo è un fattore cruciale per stati come Texas, dove la scarsità idrica è una variabile rilevante: la conversione da sistemi evaporativi, che possono consumare decine di milioni di litri al giorno per sito, a soluzioni a circuito chiuso riduce sensibilmente l’impronta idrica dei campus.

Il ruolo di Virginia e il declino della costa ovest

Nonostante il flusso verso il centro, la Virginia continua a mantenere una posizione di rilievo come «datacentre alley»: fattori storici come la vicinanza a hub governativi e commerciali, la più alta densità mondiale di dark fibre e regimi fiscali favorevoli hanno alimentato la sua crescita.

Si stima che circa il 70% del traffico Internet globale transiti dalla regione, rendendola un nodo strategico. Tuttavia, anche qui si iniziano a vedere segnali di stress sulla rete elettrica, che potrebbero limitare la capacità di assorbire ulteriore domanda senza significativi investimenti infrastrutturali.

Problemi di Oregon e Nevada

Le regioni della costa ovest stanno invece affrontando una pressione inversa: aree mature come l’Oregon e il Nevada potrebbero perdere quote di mercato a causa di limiti alla rete, politiche fiscali meno generose e crescenti vincoli ambientali. In Oregon si segnalano sospensioni di agevolazioni e resistenze locali legate alla protezione di foreste e terreni agricoli, che restringono le possibilità di nuovi siti. Il Nevada, oltre a problemi di capacità elettrica, ha un obiettivo di energia rinnovabile vincolante del 50% entro il 2030, che complica ulteriormente la programmazione di grandi carichi elettrici per i datacenter senza consistenti incrementi della generazione locale.

Strategie degli operatori e mitigazioni tecnologiche

Le scelte degli operatori riflettono una volontà di bilanciare velocità di sviluppo e sostenibilità: Amazon, Google, Meta, Microsoft, OpenAI e CoreWeave, tra gli altri, stanno valutando campus gigawatt in regioni con potenza disponibile e percorsi chiari per l’approvvigionamento energetico. Il passaggio a tecnologie come il raffreddamento a liquido a circuito chiuso e l’uso intensivo di acqua riciclata nelle aree urbane rappresentano strategie pratiche per ridurre l’impatto idrico e ambientale, mentre permangono sfide legate alla capacità di rete e alla pianificazione territoriale.

In sintesi, il panorama dei datacenter negli Stati Uniti sta ridisegnando i suoi assi: da una dominance costiera a una distribuzione più centrale, con Texas e vari stati del Midwest pronti a raccogliere la nuova domanda. Allo stesso tempo, regioni storiche mantengono valore strategico ma affrontano limiti che potrebbero rallentare la crescita. Le decisioni future dipenderanno dall’evoluzione delle infrastrutture energetiche, dalle politiche locali e dall’adozione di tecnologie che riducano l’uso di risorse naturali.

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Scritto da Paolo Damiani

Consulente finanziario indipendente (OCF) e giornalista economico. 14 anni di esperienza.

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