Lego presenta lo Smart Brick a Billund
Lego, nel suo quartier generale di Billund, ha avviato un progetto per integrare tecnologia e gioco fisico.
Il team del Creative Play Lab ha sviluppato lo Smart Brick, un mattone 2×4 che conserva le dimensioni classiche e incorpora sensori e componenti elettronici.
I sensori rilevano movimento, luce e suono per attivare risposte sonore e luminose direttamente nel pezzo. L’obiettivo dichiarato è creare un ecosistema di elementi intelligenti che comunichino fra loro senza schermi né configurazioni complesse.
Il progetto punta ad amplificare l’immaginazione dei bambini mantenendo la natura tattile del gioco fisico, favorendo interazioni immediate e modulari nel costruire.
Un’idea che nasce dal fai-da-te e cresce in laboratorio
La visione originaria, formulata da Tom Donaldson nel 2017 durante una pausa dai lavori domestici, proponeva l’impiego di molteplici micro-tecnologie diffuse anziché poche soluzioni monolitiche.
Quella intuizione ha guidato il percorso del Creative Play Lab, team di 237 persone con sedi a Londra, Boston e Singapore, nella progettazione e nel consolidamento dei prototipi. Il gruppo ha quindi affidato la fase di ingegnerizzazione a Cambridge Consultants per trasformare le sperimentazioni in un prodotto industrializzabile. L’obiettivo rimaneva amplificare l’immaginazione dei bambini preservando la natura tattile del gioco fisico e favorendo interazioni modulari e immediate nella costruzione.
Dalla prototipazione alla miniaturizzazione
I primi prototipi erano massicci e grezzi. Si trattava di grandi moduli stampati in 3D dotati di sensori di luce e suono per testare le modalità di interazione. Successivamente il lavoro è proseguito con esperimenti più piccoli, hackathon interni e decine di esemplari realizzati a mano per valutare ergonomia e robustezza.
La versione definitiva è un mattoncino 2×4 che integra un chip ASIC personalizzato, un accelerometro e sensori per luce e suono. Il dispositivo contiene inoltre mini altoparlante, led e batteria. Per la ricarica è stato adottato un sistema di ricarica wireless, scelto per mantenere l’approccio modulare e la semplicità d’uso.
Dal punto di vista tecnico, la sfida principale è stata ridurre dimensioni e consumi senza compromettere l’esperienza tattile del gioco. Il risultato mantiene la costruzione fisica immediata e favorisce interazioni modulari tra i mattoncini.
Come funziona il sistema e cosa lo rende diverso
La differenza fondamentale rispetto ai precedenti tentativi di Lego sta nell’integrazione. Lo Smart Brick non è un prodotto isolato ma è progettato per essere compatibile con il System in Play classico.
Questo approccio conserva l’esperienza tattile della costruzione e facilita l’adozione da parte degli utenti già familiari con il sistema.
Per far dialogare più mattoncini contemporaneamente è stato sviluppato un sistema di posizionamento brick-to-brick. Tale sistema sfrutta sottili bobine di rame incorporate nei borchi dei pezzi. Le bobine consentono il riconoscimento reciproco senza dipendere da un hub centrale.
La comunicazione tra i componenti avviene tramite un protocollo proprietario denominato BrickNet. BrickNet trasmette dati di distanza, orientamento e direzione fra i mattoncini. Il risultato è una rete distribuita che mantiene la modularità fisica delle costruzioni.
Dal punto di vista pratico, l’architettura riduce la complessità dell’installazione e permette aggiornamenti incrementali dei singoli pezzi. Il rischio compliance è reale: eventuali aggiornamenti del firmware e della privacy dei dati dovranno rispettare gli standard applicabili.
In prospettiva, lo sviluppo del protocollo sarà determinante per l’adozione commerciale e per la scalabilità del progetto.
Tag NFC e ricarica da uno a molti
Il progetto integra piccoli Smart Tag basati su NFC inseriti nelle minifigure e nei set. Questi tag contengono istruzioni simboliche che il sistema legge senza memoria locale estesa. Il riconoscimento della faccia del mattoncino avviene grazie al posizionamento NFC, che consente di determinare la posizione del tag e quindi il contesto d’uso.
Il team ha inoltre risolto il problema della ricarica wireless da uno a molti, permettendo la ricarica simultanea di più mattoncini sullo stesso caricatore anche in configurazioni sovrapposte. Dal punto di vista normativo, l’adozione commerciale richiederà verifiche su interoperabilità, sicurezza e conformità agli standard di trasmissione. Il successo commerciale dipenderà in larga parte dall’evoluzione del protocollo e dalla sua scalabilità tecnica.
Applicazioni pratiche: i set che portano il mattone in gioco
A seguire, l’azienda intende tradurre la tecnologia in prodotti concreti. Al lancio, previsto per il primo marzo, saranno presentati set che mostrano le potenzialità dell’innovazione. Tra gli esempi figurano versioni Star Wars con suoni dinamici e reattivi, il ronzio modulato del Tie di Darth Vader e il Millennium Falcon che attiva l’iperguida grazie all’accelerometro. Un altro modello, l’X-34 Landspeeder, regola gli effetti sonori in funzione di cadute o rifornimenti. Questi casi dimostrano che la tecnologia è pensata per estendere, non sostituire, l’esperienza di gioco tradizionale.
L’approccio evita la dipendenza da app o schermi: i mattoncini si auto-organizzano e si resettano in caso di cadute, mantenendo l’attenzione sulle costruzioni fisiche. Dal punto di vista normativo, il Dr. Luca Ferretti osserva che l’integrazione di tag NFC e sensori richiede attenzione alla data protection e al consenso informato per l’uso dei dati. Il rischio compliance è reale: le imprese devono prevedere misure di sicurezza, minimizzazione dei dati e procedure per la gestione delle richieste degli utenti. In termini pratici, l’adozione commerciale dipenderà dalla scalabilità tecnica del protocollo e dalla capacità del mercato di accettare componenti elettroniche integrate nei set.
Radici e continuità con il passato
LEGO ha sperimentato l’interattività con prodotti come Lego Dimensions (2015), Hidden Side (2019), la collaborazione con Nintendo per Super Mario () e la storica linea Mindstorms nata nel 1998. Tuttavia, secondo i designer, questi progetti non hanno replicato la longevità del sistema perché spesso erano soluzioni stand-alone. Lo Smart Brick punta a superare questo limite integrandosi nel processo industriale e nel flusso creativo dei bambini.
Dal punto di vista aziendale, l’innovazione avviene mentre LEGO mantiene una posizione di mercato solida: l’azienda a guida familiare ha registrato un fatturato di 11,8 miliardi di dollari, segno della forza del brand e della necessità di innovare senza tradire l’identità del prodotto. Dal punto di vista normativo, l’integrazione di componenti elettroniche richiede attenzione a GDPR compliance, sicurezza dei giocattoli e marcature CE; il rischio compliance è reale: le aziende devono predisporre valutazioni di impatto e procedure di gestione dei dati fin dalla progettazione.
Prospettive e bilanciamento tra tecnologia e gioco
Il successo dello Smart Brick dipenderà dalla capacità del dispositivo di integrarsi nel gioco senza sovrapporsi. Il team del Creative Play Lab ha condotto test iterativi con i bambini per individuare il punto in cui la tecnologia potenzia l’immaginazione senza sostituirla.
La soluzione si fonda su una combinazione di sensori, tag NFC e ricarica wireless, supportata da un protocollo di rete pensato per limitare la latenza e preservare l’esperienza tattile. L’obiettivo è mantenere intatto il valore dei mattoncini fisici, offrendo al contempo nuove modalità di interazione.
Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: il Garante ha stabilito che i dispositivi con capacità di raccolta dati richiedono valutazioni specifiche. Le aziende devono predisporre valutazioni di impatto e procedure di gestione dei dati fin dalla progettazione. In particolare, la conformità al GDPR richiede misure di privacy by design e minimizzazione dei dati raccolti.
Per le imprese produttive le implicazioni pratiche includono la criptazione dei flussi, aggiornamenti firmware sicuri, tracciabilità delle versioni e un piano di gestione delle vulnerabilità. Il rischio compliance implica possibili sanzioni amministrative e danni reputazionali in caso di violazioni della protezione dei dati.
Dal punto di vista operativo, le best practice raccomandate prevedono test di sicurezza indipendenti, audit sulla supply chain dei componenti elettronici e trasparenza sulle funzionalità di raccolta. Il monitoraggio post‑vendita e le procedure di patching sono elementi essenziali per la mitigazione del rischio.
Ulteriori sperimentazioni sul campo sono in corso per valutare l’impatto sull’esperienza utente e la sostenibilità dell’ecosistema tecnologico. Nei prossimi sviluppi i produttori dovranno dimostrare sia la robustezza tecnica sia la piena conformità alle normative di protezione dei dati.

