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25 Agosto 2026

Sicurezza orbitale: Ares Shield e Lonestar Data Holdings siglano un accordo da 6 milioni di dollari

In un'epoca in cui lo spazio diventa sempre più conteso, Ares Shield e Lonestar Data Holdings uniscono le forze per garantire la sicurezza dei dati orbitali. Scopri come questa collaborazione sta ridefinendo gli standard di protezione.

Sicurezza orbitale: Ares Shield e Lonestar Data Holdings siglano un accordo da 6 milioni di dollari

Lo spazio è diventato un campo di battaglia sempre più affollato, e le aziende che operano in orbita stanno investendo in soluzioni di autodifesa. Tra queste, Lonestar Data Holdings, con sede in Florida, ha annunciato oggi un accordo con la startup polacca Ares Shield per proteggere i suoi centri di dati orbitali. L’accordo, del valore di fino a 6 milioni di dollari, rappresenta un passo significativo verso la sicurezza dei dati nello spazio.

“I nostri clienti ci affidano dati mission-critical, ed è per questo che consideriamo la sicurezza della nostra infrastruttura orbitale come il fondamento del nostro servizio”, ha dichiarato Stephen Eisele, CEO di Lonestar. “La tecnologia di Ares Shield offre una soluzione unica che ci permette di proteggere i nostri satelliti senza il rischio di generare detriti spaziali. Per un’azienda il cui prodotto è la sicurezza dei dati, è un’opzione molto convincente.”

La tecnologia di Ares Shield: una rivoluzione nella sicurezza orbitale

Ares Shield ha sviluppato un sistema avanzato che combina sensori, analisi basate su intelligenza artificiale e un emettitore di microonde ad alta potenza (HPM). Questo modulo, che si integra direttamente al satellite del cliente, è in grado di rilevare e classificare potenziali minacce, come satelliti “ispettori” che potrebbero tentare di rubare dati. La difesa può neutralizzare queste minacce tramite emissioni HPM che friggono l’elettronica, disabilitando i satelliti senza creare detriti spaziali.

Grzegorz Zwolinski, CEO di Ares Shield, ha spiegato che l’obiettivo principale non è distruggere i satelliti nemici, ma piuttosto dimostrare la capacità di causare malfunzionamenti o interferenze. “Il sistema di difesa può mostrare all’avversario che possiamo creare malfunzionamenti nel loro hardware, jammarli o effettuare attacchi a bassa energia”, ha dichiarato Zwolinski. “Così, realizzeranno che non vale la pena perdere il loro sistema su questa particolare infrastruttura che stiamo proteggendo.”

Lonestar Data Holdings: pionieri dei dati spaziali

Lonestar ha già testato la sua tecnologia di archiviazione dati in quattro missioni spaziali, tra cui due missioni lunari. Uno dei dispositivi dell’azienda è atterrato sulla superficie lunare a bordo del lander Athena di Intuitive Machines nel. Nonostante il lander si sia ribaltato poco dopo l’atterraggio, il mini centro dati di Lonestar ha raggiunto i suoi obiettivi previsti.

Questo lavoro ha contribuito allo sviluppo della prima offerta commerciale di Lonestar nello spazio: una piattaforma chiamata StarVault. StarVault combina le capacità avanzate di custodia delle chiavi crittografiche di Lonestar con l’infrastruttura di archiviazione dati spaziale, creando una nuova classe di resilienza digitale che estende la sicurezza dei dati oltre la Terra. Il primo carico utile di StarVault è previsto per il lancio a bordo del LizzieSat-4 di Sidus Space, come parte della missione Transporter 18 di SpaceX, prevista per la fine di ottobre.

Un futuro di sicurezza spaziale

La necessità di proteggere i satelliti è in costante aumento, soprattutto con l’aumento delle operazioni di sorveglianza spaziale e lo sviluppo di satelliti capaci di operazioni di rendez-vous e prossimità (RPO). Questi tipi di minacce sono diventati più frequenti negli ultimi anni, soprattutto a causa del conflitto in Ucraina e delle attività di Cina e Russia.

“Quando ho co-fondato SatRev nel 2016, c’erano principalmente azioni pacifiche, ma durante la guerra in Ucraina, sono iniziate a comparire azioni più ostili in orbita”, ha spiegato Zwolinski. “I robot ispettori e gli attacchi RPO sono diventati più frequenti. Russia e Cina stanno esercitando sempre più spesso questi attacchi sui satelliti NATO. Ci sono sempre più attori che producono questi robot ispettori.”

Zwolinski prevede che in futuro la maggior parte dei satelliti avrà bisogno di protezione. “Penso che in futuro la maggior parte dei satelliti avrà bisogno della nostra protezione”, ha affermato. “Questo bisogno aumenterà solo con l’aumento dei centri di dati in orbita.”

Ares Shield non si limita alla protezione dei satelliti. L’azienda sta sviluppando anche sistemi HPM per neutralizzare i droni a una distanza di 330 piedi (100 metri), con l’obiettivo di aumentare questa distanza a 2 chilometri nei prossimi cinque mesi.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.