Il restauro dei beni culturali rappresenta un campo unico all’interno della sicurezza sul lavoro, richiedendo un delicato equilibrio tra la salvaguardia della salute degli operatori e la conservazione dell’integrità artistica dei beni stessi. Recenti documenti, come il factsheet pubblicato dal Dipartimento Innovazioni Tecnologiche dell’INAIL, offrono una panoramica sui rischi associati a queste attività e sulle misure di prevenzione necessarie.
Rischi biologici e chimici nel restauro
Nel contesto del restauro, i professionisti sono frequentemente esposti a una varietà di rischi chimici e biologici. Le tecniche tradizionali di restauro impiegano sostanze chimiche complesse come solventi, biocidi e pigmenti contenenti metalli pesanti. Questi materiali possono comportare pericoli significativi per la salute, tra cui l’inalazione di Composti Organici Volatili (COV) e il contatto cutaneo con sostanze tossiche.
Regolamentazioni e obblighi di sostituzione
È essenziale che i tecnici della sicurezza siano consapevoli delle normative vigenti, come l’articolo 15 del D.Lgs. 81/08, che impone l’obbligo di sostituire sostanze pericolose con alternative più sicure. Fortunatamente, l’industria del restauro inizia a beneficiare della chimica verde, che offre soluzioni innovative per mitigare i rischi.
Innovazioni nel settore del restauro
Una delle evoluzioni più significative nel campo del restauro è rappresentata dall’adozione di tecnologie più sicure. Ad esempio, il restauro cartaceo, tradizionalmente eseguito con metil-cellulosa, sta ora integrando l’uso di polisaccaridi derivati da alghe, riducendo così l’esposizione a composti nocivi. Questo approccio non solo migliora la sicurezza per gli operatori, ma preserva anche il valore dei materiali trattati.
Il Biorestauro e la riduzione dei rischi
Il Biorestauro rappresenta un’altra innovazione importante che, sebbene possa introdurre nuovi rischi biologici, spesso elimina l’uso di solventi aggressivi. Questo metodo costituisce un notevole passo avanti nella protezione della salute dei lavoratori, migliorando al contempo il bilancio della sicurezza nell’intero processo di restauro.
Il ruolo del tecnico della sicurezza
Con l’evoluzione delle tecniche di restauro, il ruolo del tecnico della sicurezza si sta ampliando. Non è più sufficiente garantire l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI), come maschere e guanti chimici. È fondamentale che i tecnici collaborino attivamente con i restauratori, condividendo conoscenze sulle nuove tecnologie e materiali innovativi.
La sicurezza nel restauro dei beni culturali richiede un approccio multidisciplinare che unisca la conoscenza dei materiali e l’adozione di innovazioni tecnologiche.
Solo così sarà possibile proteggere sia i lavoratori che il patrimonio artistico.


