La NASA ha recentemente affrontato le preoccupazioni relative allo scudo termico della navicella Orion, in preparazione per la missione Artemis II. L’amministratore dell’agenzia, Jared Isaacman, ha espresso fiducia nell’operato degli ingegneri, sottolineando che l’analisi condotta ha portato a una strategia che garantirebbe la sicurezza necessaria per il volo.
Le problematiche emerse
La questione della sicurezza dello scudo termico di Orion ha suscitato accesi dibattiti. Le preoccupazioni sono emerse in seguito a un’analisi del primo volo della capsula, Artemis I, che ha visto la navicella orbitare attorno alla Luna. Al rientro, si sono osservati danni inaspettati sullo scudo, con crepe e sezioni di materiale protettivo che si erano staccate, situazione che non avrebbe dovuto verificarsi.
Le reazioni iniziali
Questi eventi hanno portato a numerose critiche nei confronti del progetto di Orion e alla gestione del problema da parte della NASA. L’astronauta Reid Wiseman, che parteciperà a Artemis II, aveva inizialmente espresso scetticismo sulla sicurezza dello scudo termico, ma ora ha cambiato idea dopo le recenti analisi.
La soluzione proposta dalla NASA
Dopo un’attenta valutazione, la NASA ha deciso di mantenere lo scudo termico attuale. È stata proposta una modifica al profilo di volo, riducendo il tempo di esposizione ai momenti critici durante il rientro atmosferico. Questa decisione ha inizialmente sollevato scetticismi tra i tecnici e gli astronauti coinvolti, ma con il tempo anche loro hanno iniziato a mostrare una certa apertura verso la soluzione.
Un incontro produttivo
Isaacman ha condotto incontri con esperti interni ed esterni, tra cui gli astronauti Charles Camarda e Danny Olivas, per discutere della situazione. Hanno partecipato anche alcuni giornalisti, un passo inusuale per la NASA, che ha permesso di chiarire ulteriormente la posizione dell’agenzia e il piano d’azione.
Dettagli tecnici dello scudo termico
Lo scudo termico di Orion è composto da 187 piastrelle realizzate in Avcoat, un materiale progettato per resistere a temperature estreme durante il rientro, che possono superare i 2700 °C. Tuttavia, durante il volo di Artemis I, si sono verificate perdite di materiale, poiché alcune piastrelle non riuscivano a “respirare”, causando la formazione di gas sotto di esse e, di conseguenza, la loro rottura.
Una proposta iniziale era quella di sostituire lo scudo con una versione più avanzata e permeabile, ma questa idea è stata scartata poiché la navicella era già assemblata e un cambiamento avrebbe comportato ritardi significativi.
La NASA ha quindi optato per modificare il profilo di volo, riducendo il tempo che la navicella trascorrerà in condizioni critiche durante il rientro.
Il nuovo profilo di volo
Con il nuovo piano, Orion trascorrerà circa 8 minuti in condizioni critiche, rispetto ai 14 minuti di Artemis I. Anche se i primi 2 minuti e mezzo rimarranno invariati, seguiranno modifiche che porteranno a un carico maggiore sulla navicella, riducendo così la formazione di gas e il rischio di danni allo scudo termico.


