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Semia Green inaugura lo stabilimento per il riciclo dei pannelli fotovoltaici a Rapolano

Un nuovo impianto in Toscana trasforma i moduli fotovoltaici a fine vita in risorse preziose

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A Rapolano Terme, in provincia di Siena, è operativo un impianto dedicato al riciclo dei pannelli fotovoltaici nato dalla società Semia Green, partecipata da Iren Ambiente e Sienambiente. L’investimento è di 4,5 milioni di euro e la struttura è autorizzata al trattamento di circa 9.000 tonnellate all’anno di moduli a fine vita. La capacità operativa iniziale prevede il trattamento di circa 1.000 pannelli al giorno del peso medio di 20 kg ciascuno, ponendo l’impianto come il primo del genere in Toscana e tra i pochi nel centro Italia.

Il progetto nasce con l’obiettivo di intercettare materiali che altrimenti finirebbero in discarica: vetro, telaio in alluminio, silicio, rame e componenti plastiche. Grazie a tecnologie di separazione meccanica lo stabilimento raggiunge un tasso di recupero pari a circa il 95% dei componenti dei moduli.

Questo approccio è esempio di economia circolare applicata alle energie rinnovabili e si inserisce nella logica dell’urban mining, ossia la trasformazione dei rifiuti urbani in materie prime riutilizzabili.

Il processo tecnologico e le linee di lavoro

La lavorazione è basata su fasi meccaniche che prevedono lo smontaggio del telaio in alluminio, la devetratura per separare il vetro dal resto del modulo, e operazioni successive per isolare il silicio, il rame e le materie plastiche. Questi materiali, una volta separati, vengono inviati alle filiere del riciclo per essere reimmessi nei cicli produttivi. La prima sezione dell’impianto è stata completata nel 2026 e la seconda linea produttiva è programmata per entrare in funzione nel 2026, consentendo così di aumentare la capacità operativa e la flessibilità di trattamento.

Linee, capacità e organico

Una volta operativo a pieno regime, lo stabilimento di Rapolano impiegherà circa 15 addetti tra operai, tecnici e personale amministrativo. Le due linee lavorative sono progettate per adattarsi a moduli di diversa generazione e a quantitativi variabili: la modularità consente di gestire sia i flussi locali sia arrivi da altre regioni. In termini pratici, il sito è autorizzato per 9.000 tonnellate annue e serve come riferimento regionale per la gestione dei pannelli a fine vita, contribuendo alla chiusura del ciclo dei rifiuti e alla fornitura di materie prime seconde alle industrie del riciclo.

Mercato, scenari e criticità

Il settore del riciclo dei moduli solari è in rapida evoluzione: oggi si stima un mercato domestico che tratta circa 100.000 tonnellate all’anno di pannelli a fine vita, con proiezioni che parlano di accumuli tra 2 e 2,5 milioni di tonnellate entro il 2050.

La domanda di materiali come silicio, alluminio, argento e rame cresce a livello globale, influenzando i prezzi delle commodities e la redditività degli impianti. Tuttavia, il settore è soggetto a oscillazioni di mercato e a variabili normative: la presenza di consorzi, gare d’appalto e il principio della prossimità possono incidere su costi di accesso e tariffe di trattamento.

Concorrenza e logiche di filiera

Il mercato vede la convivenza di impianti di recupero e flussi che ancora oggi seguono percorsi di smaltimento. La natura del rifiuto consente, però, il recupero quasi totale dei materiali, rendendo economicamente conveniente l’operazione quando si bilanciano correttamente costi e ricavi dalla vendita delle materie prime seconde. In questo contesto, gli operatori devono valutare rischi legati alla concorrenza e possibili variazioni delle tariffe di accesso: per questo motivo l’ingresso di strutture come quella di Rapolano aiuta a stabilizzare l’offerta e a garantire capacità impiantistica sul territorio.

Valore regionale e prospettive

L’apertura dell’impianto a Rapolano rappresenta un’importante aggiunta alla rete impiantistica della Toscana, integrandosi con altre iniziative locali nel settore ambientale. Sul piano territoriale, l’iniziativa offre ricadute occupazionali, nuove opportunità per le filiere del riciclo e un ruolo attivo nella transizione energetica: i pannelli che hanno contribuito alla decarbonizzazione diventano ora una fonte di materiali preziosi, definiti anche materiali critici, che rientrano nei cicli produttivi. La collaborazione tra Semia Green, Iren Ambiente e Sienambiente pone le basi per replicare modelli simili in altre aree, puntando a una gestione più sostenibile dell’intero ciclo di vita delle tecnologie fotovoltaiche.

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Scritto da Staff

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