Recentemente, l’Autorità garante per le comunicazioni, conosciuta come Agcom, ha imposto a Cloudflare una multa di oltre 14 milioni di euro per la violazione delle norme relative alla lotta contro la pirateria online. Questa decisione rappresenta una tappa significativa nella lotta dell’Agcom contro la diffusione di contenuti illeciti, in particolare film, eventi sportivi e serie televisive.
Il contesto della sanzione
La sanzione è stata adottata durante una riunione del Consiglio dell’Agcom del 29 e successivamente notificata a Cloudflare l’8 gennaio 2026. La decisione è stata presa nonostante il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, il che evidenzia le divergenze interne all’Autorità riguardo all’efficacia delle misure adottate. La multa è il risultato di un procedimento avviato per l’inottemperanza a un ordine precedente emesso dall’Agcom.
Il mancato rispetto dell’ordine
Il provvedimento si basa sulla violazione della delibera 49 del 18 , in cui l’Agcom aveva richiesto a Cloudflare di disabilitare l’accesso a vari contenuti pirata. Questa richiesta rientrava nella legge antipirateria 93 del 2026, che ha istituito un sistema noto come Piracy Shield. Cloudflare, in qualità di fornitore di servizi internet, era tenuta a prendere misure per impedire l’accesso a siti e servizi illegali segnalati dai titolari dei diritti.
Le conseguenze della violazione
Secondo quanto accertato dall’Agcom, Cloudflare non ha intrapreso azioni adeguate per contrastare l’uso dei suoi servizi per la diffusione di contenuti illeciti, neppure dopo il ricevimento dell’ordine. Questa condotta è stata considerata una violazione continua delle normative antipirateria e delle disposizioni attuative, con gravi conseguenze legali.
Calcolo della sanzione
La legge prevede sanzioni fino al 2% del fatturato annuale per le aziende che non rispettano gli ordini dell’Agcom nel contesto della tutela del diritto d’autore. In questo caso, l’Autorità ha deciso di applicare una sanzione pari all’1% del fatturato globale di Cloudflare, con un totale che supera i 14 milioni di euro.
Il ruolo di Cloudflare nella rete
Il provvedimento dell’Agcom ha un’importanza cruciale anche per il ruolo strategico di Cloudflare nella rete. Infatti, una significativa percentuale dei siti bloccati dall’Autorità utilizza i servizi di Cloudflare per la diffusione di opere protette in modo illecito. Questo rende la posizione della società fondamentale nella lotta alla pirateria online.
Il Piracy Shield e la sua applicazione
Con questa sanzione, l’Agcom ribadisce l’importanza dell’applicazione della legge antipirateria, che ha ampliato il numero di attori obbligati a collaborare nel contrasto alla pirateria. Tra questi figurano tutti i fornitori di servizi internet coinvolti nell’accessibilità di contenuti illegali, inclusi i provider di VPN e i gestori di DNS, indipendentemente dalla loro localizzazione geografica.
Dal suo lancio nel , il sistema Piracy Shield ha portato alla disabilitazione di oltre 65 mila nomi di dominio e circa 14 mila indirizzi IP associati a contenuti pirata. Tuttavia, è importante notare che il sistema ha bloccato anche risorse innocue, il che ha suscitato critiche da parte di vari operatori, tra cui Cloudflare.
In conclusione, la multa a Cloudflare rappresenta un passo significativo nella battaglia contro la pirateria online, ma solleva anche interrogativi sull’efficacia e le conseguenze delle misure adottate dall’Agcom.
La contrastante opinione della commissaria Giomi suggerisce che ci siano questioni complesse che meritano ulteriori approfondimenti.


