Il recente ripristino del pad 31/6 al cosmodromo di Baikonur, verificato con il lancio del cargo Progress MS-33, ha rappresentato una boccata d’ossigeno per l’apparato spaziale russo. Tuttavia, il progresso operativo è stato in parte oscurato dai risultati raggiunti dagli Stati Uniti con la missione Artemis II e dalle persistenti difficoltà nelle missioni robotiche verso la Luna gestite da Roscosmos. Questo contrasto mette in evidenza una dinamica dove singoli successi tecnici non bastano a compensare problemi strutturali più ampi.
Figura centrale nel dibattito è stato Sergey Chernyshev, vicepresidente dell’Accademia Russa delle Scienze, che ha sottolineato come il programma lunare sia oggi indietro rispetto alle aspettative. Già a gennaio si erano ipotizzati slittamenti di alcune missioni del programma Luna, e le decisioni recenti confermano quella tendenza: la gestione delle risorse finanziarie e tecniche sta infatti imponendo una ristrutturazione delle priorità e dei calendari.
Nuove date e priorità operative
Il fallimento della missione Luna-25 nella seconda metà del 2026 ha costretto Roscosmos a ripensare il piano di volo e ad adattare le scelte al budget disponibile. La riorganizzazione prevede ora lanci più distanziati: tra le principali novità ci sono le proiezioni su Luna-29 (potenzialmente nel 2032), Luna-30 (2034) e la posticipata Luna-28 (2036), quest’ultima pianificata dopo le altre a causa della complessità delle operazioni previste, che includono il ritorno di campioni di suolo lunare sulla Terra.
Il ruolo dell’orbiter e dei lander
In cima alle priorità rimane l’orbiter Luna-26, il cui lancio è ufficialmente previsto per la fine del 2028 ma che, realisticamente, potrebbe slittare al 2029.
A seguire sono programmati i due lander gemelli Luna-27A e Luna-27B, a distanza di circa un anno l’uno dall’altro, per supportare indagini in loco più dettagliate. Questa sequenza mostra come la strategia scientifica privilegi inizialmente il monitoraggio orbitale prima di operazioni più invasive sulla superficie.
Veicoli di lancio e rinvii tecnologici
L’industria dei lanci russi non è esente da ritardi: il vettore riutilizzabile Amur non volerà prima del 2030, mentre il debutto operativo del Soyuz-5 resta incerto dopo il mancato lancio suborbitale iniziale. Anche il razzo Start-1M è stato rimandato e al momento è previsto non prima del 2027. Questi slittamenti impattano la capacità di eseguire in modo tempestivo le missioni pianificate e obbligano a ricomporre il calendario in funzione delle risorse disponibili.
Conservare il ritmo dei lanci militari
In questo contesto, Roscosmos e le imprese collegate mantengono una certa continuità nel supporto alle missioni militari del Ministero della Difesa, grazie ai collaudati vettori Soyuz-2.1a/b. Il mantenimento di una cadenza di lancio per le esigenze strategiche nazionali appare fondamentale per tutelare capacità operative e competenze industriali, mentre si prepara la sostituzione o il pensionamento graduale di alcune piattaforme.
Cooperazione internazionale e impatto strategico
La possibile collaborazione con la CNSA (Agenzia spaziale cinese) può alleviare il carico economico di alcuni programmi russi, ma introduce anche un dilemma di immagine: ridurre i costi grazie a partner esterni potrebbe minare il prestigio di missioni condotte in modo autonomo. Nel frattempo, la presenza imminente di equipaggi di Stati Uniti e Cina sulla superficie lunare e l’avvio di infrastrutture per basi permanenti pongono una nuova sfida geopolitica ed economica.
Economia lunare e futuro della presenza umana
Se Stati Uniti e Cina riusciranno a stabilire sul lungo periodo una economia lunare sostenibile con il supporto del settore privato, ciò cambierà l’equilibrio competitivo. Per Roscosmos diventa quindi cruciale riallineare timeline e risorse per non perdere terreno su aspetti chiave come l’accesso ai campioni di suolo, la tecnologia dei lander e la capacità di operare in sinergia con partner nazionali e internazionali.
Conclusioni e prospettive
Il ripristino del pad 31/6 e il successo del lancio Progress MS-33 sono segnali positivi, ma non cancellano la realtà di un programma che sta riconsiderando tempistiche e strategie. Tra rinvii dei vettori come Amur, incertezze sul Soyuz-5 e la necessità di mantenere operativa la flotta Soyuz-2.1a/b per scopi militari, Roscosmos dovrà bilanciare ambizione scientifica, vincoli di bilancio e opportunità di cooperazione internazionale per ritrovare slancio e credibilità.

