Il 8 gennaio ha segnato una data cruciale per il clima globale, poiché il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha annunciato con effetto immediato il ritiro degli Stati Uniti dal Green Climate Fund, un meccanismo fondamentale per il finanziamento delle iniziative climatiche sotto l’egida dell’UN Framework Convention on Climate Change (Unfccc). Questa mossa segna una rottura significativa nei legami tra Washington e gli sforzi di cooperazione internazionale per affrontare il cambiamento climatico.
Le ragioni del ritiro
Secondo Bessent, la decisione di abbandonare il Green Climate Fund è giustificata dalla necessità di non sostenere organizzazioni che, a suo avviso, promuovono obiettivi in contrasto con le politiche energetiche americane. Nella sua dichiarazione, ha affermato che un’energia accessibile e affidabile è essenziale per la crescita economica e per la lotta alla povertà.
Critiche e conseguenze
Questa scelta ha suscitato reazioni forti e immediate. Simon Stiell, il massimo responsabile delle Nazioni Unite per il clima, ha descritto il ritiro come un colossale autogol, avvertendo che tale decisione avrà ripercussioni negative sull’economia e sull’occupazione negli Stati Uniti, specialmente in un momento in cui eventi climatici estremi come incendi e inondazioni stanno aumentando in frequenza e intensità.
Reazioni internazionali e impatto sul multilateralismo
La reazione della comunità internazionale è stata altrettanto incisiva. Wopke Hoekstra, commissario europeo per il clima, ha definito il ritiro degli Stati Uniti come una scelta deplorevole, sottolineando che gli USA, essendo la più grande economia mondiale e il secondo paese per emissioni di gas serra, hanno un ruolo cruciale nella lotta contro il cambiamento climatico.
Senza il loro contributo, il multilateralismo climatico rischia di subire un colpo significativo.
La posizione degli Stati Uniti nel contesto globale
La decisione di Washington non è isolata, ma si inserisce in un quadro di disimpegno più ampio dal multilateralismo e da organismi internazionali. L’amministrazione Trump ha adottato una linea dura nei confronti di 66 enti internazionali, giudicati non in linea con gli interessi statunitensi. Questo approccio ha portato all’uscita anche dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), un organismo scientifico che ha visto il contributo fondamentale di numerosi scienziati americani.
Le conseguenze per il futuro
Uscire dall’Unfccc significa compromettere il quadro giuridico che ha permesso la creazione di accordi fondamentali come il Protocollo di Kyoto e gli Accordi di Parigi.
La mancanza di partecipazione degli Stati Uniti non è solo una perdita simbolica, ma rappresenta un segnale di disallineamento rispetto al consenso globale che si è consolidato negli ultimi anni. Questo passo indietro potrebbe influenzare negativamente le iniziative di riduzione delle emissioni e di supporto ai paesi più vulnerabili.
Il ritiro degli Stati Uniti dal Green Climate Fund è un argomento di grande rilevanza che solleva interrogativi sul futuro della cooperazione internazionale contro il cambiamento climatico. Con eventi climatici estremi che si intensificano e il bisogno di azioni collettive sempre più urgente, l’assenza degli Stati Uniti dal tavolo delle trattative potrebbe avere conseguenze devastanti non solo per il paese, ma per il pianeta intero.


