Rocket Lab ha aggiornato i risultati finanziari e ha comunicato ritardi nello sviluppo del razzo Neutron, un vettore medio riutilizzabile destinato al mercato dei lanci commerciali. A seguito di test su un serbatoio dedicato al nuovo prototipo, l’azienda ha rivisto il programma e indica ora il lancio inaugurale nel quarto trimestre del 2026.
L’indagine interna ha rilevato il cedimento di una zona critica del serbatoio, attribuibile a un difetto di fabbricazione. La prima unità era stata prodotta da un fornitore esterno con una tecnica di deposizione manuale delle fibre, soluzione che aveva accelerato le consegne ma si è dimostrata non conforme agli standard richiesti.
La natura del guasto e la risposta tecnica
Dopo l’accertamento della non conformità nella tecnica di deposizione manuale delle fibre, Rocket Lab ha avviato verifiche sul componente danneggiato.
I tecnici hanno rilevato una riduzione della resistenza strutturale in corrispondenza di una giunzione critica. Tale anomalia compromette la sicurezza e l’affidabilità del vettore nelle fasi di carico propellente e durante il volo.
Per individuare l’origine del difetto e ridurre la variabilità produttiva, l’azienda ha deciso di fabbricare internamente la seconda unità del serbatoio impiegando una macchina AFP (automated fiber placement). Il processo automatizzato consente depositi più controllati e ripetibili rispetto alla lavorazione manuale, con benefici attesi su qualità e tracciabilità dei materiali.
Le attività successive prevedono prove distruttive e non distruttive sulla nuova unità e una revisione dei criteri di collaudo. I risultati dei test determineranno la tempistica del ritorno alle attività di assemblaggio e sperimentazione del vettore.
Perché l’AFP cambia le carte in tavola
I risultati dei test determineranno la tempistica del ritorno alle attività di assemblaggio e sperimentazione del vettore. L’introduzione dell’AFP mira a eliminare la variabilità legata all’operatore umano applicando le fibre composite con precisione controllata.
Con l’automazione si riducono le inclusioni di resina incoerenti e la porosità, migliorando la qualità e la ripetibilità produttiva del componente sottoposto a sollecitazioni estreme. L’implementazione richiede tempi consistenti per installazione, calibrazione e qualifica dei processi, fattore che ha inciso sul rinvio del lancio. Nel mercato immobiliare la location è tutto; in ingegneria spaziale la precisione del processo assume lo stesso ruolo determinante. Le verifiche successive ai test definiranno il calendario per il ritorno alle prove operative.
Modifiche di design e impatto sul calendario
Le verifiche successive ai test definiranno il calendario per il ritorno alle prove operative. Oltre al cambio di metodo produttivo, la società ha introdotto un rafforzamento del design dell’area interessata per aumentare i margini di sicurezza. Le modifiche strutturali saranno oggetto di nuovi test di qualificazione. Tali prove allungheranno la fase di validazione e sposteranno la finestra di debutto verso la fine del 2026. I tempi comunicati derivano dalla combinazione tra riprogettazione, produzione con AFP e campagne di prova aggiuntive.
Il rischio di ulteriori slittamenti
Analisti e osservatori del settore richiamano la cosiddetta legge di Berger, che descrive la tendenza dei lanci programmati per la fine dell’anno a spostarsi nei mesi successivi.
Pur impegnandosi a rispettare la tabella di marcia per il Q4 2026, la società riconosce che nuove evidenze emerse durante i test di qualifica potrebbero rendere necessaria una ripianificazione. I fattori critici restano i risultati di prova, la tenuta dei fornitori e i tempi di certificazione.
Caratteristiche tecniche di Neutron
Il progetto Neutron adotta soluzioni architettoniche non convenzionali: i fairing sono integrati alla struttura del primo stadio, mentre il secondo stadio è interamente contenuto all’interno delle carenature, ricordando nella configurazione un kick-stage o un orbital transfer vehicle (OTV). Questa scelta influisce sulle dinamiche di recupero e sul profilo di separazione.
La configurazione con carenature che inglobano il secondo stadio modifica i carichi strutturali durante il lancio. Ciò richiede procedure di separazione più complesse e test specifici sulla tenuta meccanica dei giunti. I margini termici al rientro risultano ridotti e influenzano il progetto dei sistemi di protezione.
Dal punto di vista del recupero, l’integrazione dei fairing alla struttura del primo stadio rende più critico il controllo dell’assetto post-separazione. Questo elemento incide sulle traiettorie di rientro e aumenta le esigenze di precisione nella fase di disimpegno. Le verifiche in volo dovranno dimostrare la ripetibilità del processo.
I fornitori e la catena di fornitura devono garantire tolleranze più ristrette rispetto a un design convenzionale. I test di qualifica strutturale e le prove di separazione avranno priorità nel piano di certificazione. Il prossimo passo operativo consiste in campagne di prova dedicate alle sequenze di separazione e ai profili termici di rientro.
Prestazioni e dimensioni
Dalla fase di prova, il vettore mostra prestazioni nella fascia medio-pesante. La capacità è indicata in circa 13 tonnellate in LEO e fino a 1,5 tonnellate verso destinazioni interplanetarie come Marte o Venere. Il termine LEO indica l’orbita terrestre bassa, comunemente utilizzata per satelliti e rifornimenti orbital.
Il lanciatore ha un’altezza complessiva di 43 metri e un diametro massimo di 7 metri. Il fairing ha un diametro di 5 metri. La massa al decollo è pari a circa 480 tonnellate.
I propellenti selezionati sono metano e ossigeno liquido. Questa combinazione è sempre più diffusa nei veicoli riutilizzabili per il rapporto tra prestazioni e pulizia e per la possibilità di riaccensioni multiple durante la missione.
Implicazioni per il mercato dei lanci
Se Neutron raggiungerà le specifiche promesse, potrà competere in segmenti strategici del mercato lanci offrendo capacità di massa significativa e riusabilità. La capacità di rispettare i nuovi tempi e di superare i test senza ulteriori anomalie determinerà la credibilità commerciale del progetto e la fiducia degli stakeholder.
Rocket Lab ha avviato modifiche produttive e ingegneristiche dopo la scoperta del difetto, con il conseguente rinvio del debutto a Q4 2026. L’esito dei prossimi test, l’efficacia della produzione AFP e l’adeguatezza delle correzioni di design restano fattori decisivi per il futuro di Neutron e per il posizionamento dell’azienda nel settore dei lanci spaziali. I prossimi milestone di prova e i report tecnici attesi definiranno la tempistica operativa e la disponibilità commerciale del vettore.

