Apple ha rinnovato la sua gamma di portatili professionali con il nuovo M5 Max. I primi benchmark sintetici pubblicati offrono una prima occhiata su quanto effettivamente cambi rispetto ai SoC precedenti, ma servono test più estesi per capire l’impatto nel mondo reale.
I risultati disponibili misurano sia la CPU sia la GPU, permettendo confronti con M4 Max, M3 Ultra e con soluzioni discrete del mercato. È utile ricordare che i test sintetici danno indicazioni sulle capacità grezze del chip, ma non sempre coincidono con l’esperienza d’uso quotidiana: ottimizzazioni software, profili energetici e scenari di lavoro concreti possono ribaltare o attenuare i vantaggi mostrati nei benchmark.
Prestazioni CPU: progresso evidente ma moderato
Su Geekbench 6 la versione 18‑core del M5 Max segna circa 4.268 punti in single‑core e 29.233 in multi‑core.
Rispetto al modello precedente con 16 core si tratta di un +5,4% in single‑core e di un +10,3% in multi‑core. Parte del guadagno deriva dall’aumento dei core, parte dalla nuova architettura Fusion, ma nel complesso non si tratta di una rivoluzione: i miglioramenti sono concreti, ma contenuti.
Questi numeri suggeriscono benefici misurabili nelle attività CPU‑bound, soprattutto in quelle che sfruttano forti singoli thread. Tuttavia, per comprendere il valore reale per professionisti e creativi serviranno benchmark su applicazioni professionali e workflow reali, non solo test sintetici.
Confronti con i rivali
Nei confronti con M3 Ultra emergono dinamiche interessanti: l’M5 Max spesso domina nei punteggi single‑core, con margini che in alcuni report arrivano fino al 31%, mentre in multi‑core il vantaggio si riduce e in alcune misurazioni si attesta intorno al 3–4%.
Questo riflette una tendenza già nota degli Apple Silicon: core ad alta potenza molto efficaci su carichi a thread singolo, mentre le prestazioni multi‑thread dipendono fortemente dalla topologia del die e dal numero complessivo di core. Di nuovo, la traduzione di questi numeri in produttività operativa dipenderà dalle applicazioni e dalle ottimizzazioni specifiche.
Prestazioni GPU: miglioramento concreto, non stravolgente
Nei test Metal il M5 Max si posiziona intorno ai 232.000 punti (rilevazioni attorno a 232.178–232.718), avvicinandosi ai risultati di un M3 Ultra con 80 core GPU, che raggiunge circa 248.000 punti. C’è quindi un passo avanti rispetto alla generazione precedente, ma non un salto netto che cambi radicalmente le carte in tavola.
Questo progresso è rilevante soprattutto per i flussi di lavoro di produzione e creazione di contenuti: editing, effetti e rendering trarranno vantaggio, ma non tutte le applicazioni vedranno un miglioramento spettacolare.
Per valutare l’effettivo guadagno nelle pipeline professionali serviranno benchmark su software reali e test prolungati su carichi pesanti.
Confronti con GPU discrete
Nei test OpenCL il M5 Max ha raggiunto punte intorno a 145.412, valori che lo collocano in prossimità di alcune GPU laptop come la GeForce RTX 5070, sebbene in molte suite la RTX 5070 registri punte più alte (es. ~207.061) e soluzioni come la RTX 5070 Ti mantengano margini superiori in specifici carichi. È però importante ricordare che Metal e OpenCL misurano aspetti diversi delle pipeline grafiche e non sono perfettamente confrontabili.
Dove i SoC Apple brillano è nell’efficienza energetica: a parità di prestazioni assumono spesso meno potenza, un vantaggio decisivo per laptop portatili e machine che devono mantenere un buon bilanciamento tra performance e autonomia.
Per carichi prolungati o workflow molto specifici, però, le GPU discrete possono ancora conservare il vantaggio.
Cosa cambia per gli utenti
Per chi lavora su task che privilegiano il single‑thread — ad esempio certi strumenti di sviluppo, fasi critiche di rendering o operazioni interattive — il M5 Max offre una reattività percepibile in più. Nei workflow fortemente paralleli il vantaggio è meno netto: la scelta dipenderà da memoria disponibile, I/O, ottimizzazioni applicative e dai profili energetici adottati dal produttore del portatile.
I risultati disponibili misurano sia la CPU sia la GPU, permettendo confronti con M4 Max, M3 Ultra e con soluzioni discrete del mercato. È utile ricordare che i test sintetici danno indicazioni sulle capacità grezze del chip, ma non sempre coincidono con l’esperienza d’uso quotidiana: ottimizzazioni software, profili energetici e scenari di lavoro concreti possono ribaltare o attenuare i vantaggi mostrati nei benchmark.0
I risultati disponibili misurano sia la CPU sia la GPU, permettendo confronti con M4 Max, M3 Ultra e con soluzioni discrete del mercato. È utile ricordare che i test sintetici danno indicazioni sulle capacità grezze del chip, ma non sempre coincidono con l’esperienza d’uso quotidiana: ottimizzazioni software, profili energetici e scenari di lavoro concreti possono ribaltare o attenuare i vantaggi mostrati nei benchmark.1


