Un brevetto recentemente pubblicato da Tesla disegna un sistema pensato per affiancare al pacco principale del veicolo un’unità ausiliaria esterna. Il documento, depositato il 15 agosto 2026 e pubblicato il 19 febbraio 2026, mostra un’architettura che coordina due pacchi con tensioni diverse e un’interfaccia ad alta tensione per collegare anche un rimorchio con batteria al veicolo.
Tra gli inventori compare Wes Morrill, noto per il suo ruolo nello sviluppo del Cybertruck. L’obiettivo dichiarato è offrire maggiore flessibilità rispetto a un singolo pacco interno: si può scegliere tra una soluzione installata nel cassone o una versione trainabile che non sacrifica lo spazio di carico. Il brevetto dettaglia inoltre strategie di controllo energetico, ricarica rapida e gestione termica.
Il concetto tecnico di doppia batteria
Nel progetto descritto Tesla abbina un pacco principale a 800V con un’unità ausiliaria a 400V. Queste due sorgenti vengono collegate tramite convertitori DC/DC paralleli che gestiscono i flussi energetici in modo dinamico e adattivo. L’uso di convertitori permette di armonizzare tensioni e correnti, evitando inefficienze e proteggendo componenti sensibili. Il sistema non si limita a un semplice “collegamento”: comprende logiche software che decidono quale batteria fornire potenza in base allo stato operativo, alla destinazione e alle condizioni ambientali.
Modalità operative: bilanciamento e allineamento
Il brevetto illustra tre modalità principali. La prima, chiamata State of Energy (SOE) Balancing, distribuisce il carico di marcia tra i due pacchi per mantenere proporzionalmente simili i livelli di carica. In pratica, il controller favorisce l’unità con maggiore stato di energia fino a riequilibrare il sistema.
La seconda, Open Circuit Voltage (OCV) Matching, è pensata per preparare il sistema a una sosta di ricarica rapida: prima dell’arrivo al punto di ricarica il controllo sincronizza le tensioni a circuito aperto per poter poi collegare i pacchi in parallelo senza picchi pericolosi. La terza modalità, la ricarica parallela, consente di sfruttare colonnine DC ad alta potenza e ricaricare entrambe le unità insieme, con punte superiori a 500 kW quando le condizioni elettriche e termiche lo permettono.
Opzioni di montaggio: cassone o rimorchio
Il brevetto prevede due alloggiamenti per il pacco ausiliario. La prima scelta è il montaggio direttamente nel cassone del pickup, una soluzione che però riduce lo spazio utile per il carico. L’alternativa più intrigante è quella del rimorchio con batteria, collegato al veicolo tramite un gancio dotato di un’interfaccia ad alta tensione.
Questa opzione evita i compromessi sul volume del cassone e permette di trasformare il rimorchio in un vero e proprio ecosistema energetico mobile che segue il veicolo senza richiedere un motore aggiuntivo.
Impatto pratico e confronto con soluzioni esterne
Il rimorchio energetico risolve il problema classico del calo di autonomia durante il traino: invece di spostare energia dal veicolo al carico, il rimorchio mette a disposizione capacità aggiuntiva che alimenta il veicolo. Questa idea non è del tutto nuova sul mercato, ma l’approccio di Tesla punta sull’integrazione software e sugli standard di collegamento per facilitare l’uso quotidiano. Inoltre, l’installazione rimovibile facilita la gestione quando non serve la capacità extra.
Ricarica, integrazione solare e gestione termica
Oltre alla connessione ad alta potenza il brevetto contempla anche la possibilità di integrare fonti energetiche esterne, come pannelli solari collegabili tramite connettori MC4, per mantenere a livello la batteria ausiliaria durante le soste.
Un elemento particolarmente originale riguarda la gestione termica: invece di aggiungere resistenze dedicate, il sistema può generare intenzionalmente perdite controllate nei convertitori DC/DC per produrre calore e mantenere la batteria ausiliaria nella finestra di temperatura ottimale nei climi freddi, evitando così sistemi di riscaldamento separati per il rimorchio.
Questo sviluppo segue le vicende del Cybertruck: durante la presentazione del 2026 Tesla aveva già suggerito la possibilità di un pacco aggiuntivo opzionale, poi cancellato nelle iterazioni del 2026 con rimborsi agli acquirenti che avevano versato depositi. Il brevetto pubblicato nel 2026 indica però che l’azienda non ha abbandonato la ricerca sulle estensioni di autonomia, preferendo riconsiderare l’approccio per renderlo più modulare e meno invasivo.

