Il governo britannico ha lanciato una call for evidence per capire come tecnologie emergenti, dinamiche di mercato e norme influiranno sugli investimenti nelle reti mobili fino al 2030. L’obiettivo è raccogliere elementi concreti per sostenere la spesa, favorire l’innovazione e mantenere una concorrenza effettiva a vantaggio di cittadini e imprese.
Contesto e finalità La consultazione mira a raccogliere dati su costi, rischi e opportunità legati alla costruzione e all’operatività delle infrastrutture mobili. Le informazioni raccolte serviranno a valutare interventi normativi e incentivi finanziari in grado di garantire copertura e prestazioni nei prossimi anni, indirizzando la politica pubblica verso soluzioni che incentivino investimenti sostenibili e mercati competitivi.
Principi guida e impegni pubblici Il governo ha individuato quattro principi per la politica sulle infrastrutture digitali: ampliare e migliorare la connettività; assicurare benefici tangibili ai consumatori; promuovere l’innovazione come leva di crescita; e rendere le reti sicure e resilienti.
La ministra Liz Lloyd e la Technology Secretary Liz Kendall hanno avviato il dialogo con gli operatori per trasformare questi principi in misure operative, con l’intento di tradurli in norme, incentivi e meccanismi di monitoraggio.
Ambizione 5G e inclusione digitale Tra gli obiettivi spicca l’estensione del 5G standalone a tutte le aree popolate entro il 2030. Questo traguardo non riguarda solo la tecnologia: è pensato per ridurre il divario digitale e permettere a cittadini e imprese di accedere a servizi moderni e infrastrutture critiche. Le misure previste includono la rimozione di ostacoli amministrativi alla posa di rete e l’inclusione della connettività già nelle fasi di pianificazione delle opere infrastrutturali. Le modalità di attuazione saranno dettagliate nelle consultazioni successive, con roadmap operative e disposizioni normative a accompagnare l’implementazione.
Impegni dell’industria e quadro economico Gli operatori mobili britannici stanno investendo cifre rilevanti: la spesa media annua del settore si attesta intorno a 2 miliardi di sterline. Fra le iniziative più notevoli ci sono gli investimenti annunciati dopo l’aggregazione Vodafone–Three, stimati intorno a 11 miliardi di sterline per la rete combinata, e i piani di modernizzazione di BTEE e Virgin Media O2. BTEE ha dichiarato l’ambizione di coprire il 99% della popolazione con 5G standalone, ma restano da definire tempi e dettagli normativi necessari per trasformare le promesse in cantieri reali.
Criticità e opportunità del mercato Il settore è in una fase delicata: costi di deployment elevati, incertezze regolatorie e oscillazioni nelle priorità di investimento rendono complesso convertire gli stanziamenti in progetti esecutivi.
Per accelerare gli interventi servono regole chiare e un quadro stabile che attragga capitali a lungo termine senza indebolire la concorrenza. In pratica, occorrono incentivi ben definiti, responsabilità condivise e meccanismi di controllo trasparenti per ridurre il rischio finanziario.
Tutela dei consumatori: il Telecoms Consumer Charter Per rispondere alle trasformazioni del mercato è stato lanciato il nuovo Telecoms Consumer Charter, firmato l’11 febbraio da BT, Virgin Media O2, VodafoneThree, Sky e TalkTalk, insieme a esponenti governativi. Il charter contiene impegni volontari per evitare aumenti di prezzo imprevisti durante i contratti e per migliorare la chiarezza delle offerte: il prezzo indicato al momento della sottoscrizione deve rimanere quello effettivo, salvo che il consumatore venga informato per tempo. Le aziende si impegnano anche a semplificare i termini contrattuali e a potenziare gli strumenti informativi per gli utenti.
Sostegno alle famiglie vulnerabili Fra le misure previste dal charter ci sono interventi mirati a chi è in difficoltà economica: social tariffs, segnalazione proattiva dei benefici disponibili, possibilità di passare a piani più economici senza penalità, soluzioni di pagamento rateale e supporto per la riattivazione dei servizi. Ofcom stima che queste misure possano far risparmiare fino a 220 sterline l’anno per famiglia idonea. Le autorità verificheranno l’effettiva applicazione di queste azioni nell’ambito dei monitoraggi previsti.
Come partecipare alla consultazione e prossimi passi La call for evidence è aperta a operatori, fornitori di infrastrutture, imprese tecnologiche, autorità locali, enti pubblici, società civile, mondo accademico e investitori. Le risposte raccolte entro le 23:59 del 21 saranno utilizzate per calibrare politiche e interventi nei prossimi anni. Dalle consultazioni ci si attende una definizione più precisa di incentivi, tempistiche autorizzative e strumenti di monitoraggio, elementi indispensabili per trasformare gli impegni in investimenti concreti sul territorio.

