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Requisiti 2026 per pompe di calore: SCOP, ηs% e nuove regole per accedere agli incentivi

Dal 4 febbraio 2026 il D.Lgs. 5/2026 ridefinisce i parametri per ottenere Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico: il riferimento passa dal COP allo SCOP, si introduce il controllo di ηs% e diventano vincolanti le valvole termostatiche a bassa inerzia

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Marco Santini, esperto con alle spalle esperienze nel settore finanziario e oggi analista nel mondo fintech, richiama l’attenzione su un fatto semplice ma decisivo: sostituire una caldaia tradizionale con una pompa di calore non è più solo una questione di cambiare apparecchio. Il D.Lgs. 5/2026 ha introdotto i criteri Ecodesign nel quadro normativo e questo ribalta l’intero approccio progettuale: si valuta l’impianto nel suo insieme, non più soltanto la singola macchina. Per chi punta a Ecobonus, Bonus Casa o Conto Termico significa vincoli nuovi, parametri obbligatori e prescrizioni di sistema che impattano costi, tempi e modalità di verifica. Sul campo, tradotto in pratica, vuol dire documentazione tecnica più puntuale e controlli più rigorosi in fase di progettazione e collaudo.

Un cambiamento chiave riguarda i parametri con cui si misura l’efficienza: il vecchio COP — valore istantaneo calcolato in condizioni standard — lascia spazio al SCOP e alla ηs% (efficienza energetica stagionale). Mentre il COP fotografa la macchina in un momento preciso, il SCOP restituisce una visione d’insieme: considera il funzionamento a carichi parziali, i cicli di sbrinamento e i consumi ausiliari. In pratica fornisce una stima più realistica del consumo lungo tutta la stagione di riscaldamento, riducendo il divario tra prestazioni teoriche e rendimento effettivo.

Questo cambiamento penalizza le unità progettate per dare il massimo solo a pieno carico: in installazioni reali le pompe lavorano spesso al di sotto della potenza nominale. Chi progetta dovrà integrare meglio dimensionamento, controlli e misurazioni per dimostrare le prestazioni reali dell’impianto.

Le soglie minime previste dal decreto variano a seconda del tipo di macchina e della zona climatica:
– pompe aria/acqua: SCOP minimo 2,825 e ηs% minima 110% riferita alla zona climatica “average”;
– unità aria/aria fino a 12 kW: SCOP ≥ 3,8; se il refrigerante ha GWP ≥ 150 la ηs% richiesta è ≥ 149%, con GWP < 150 la soglia scende a ≥ 134%;
– pompe acqua/acqua: soggette a requisiti specifici dall’Ecodesign, con necessità di verifica della certificazione del produttore.

Questi numeri non sono semplici dati da trascrivere in una pratica: condizionano la progettazione, allungano o snelliscono l’iter di certificazione e possono ridurre le rilavorazioni in cantiere. Una documentazione chiara e completa, accompagnata da prove e certificati solidi, abbassa il rischio di contestazioni durante il collaudo.

Un altro aspetto operativo riguarda la regolazione: il decreto richiede l’installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia sui corpi scaldanti negli interventi che accedono agli incentivi. L’obiettivo è limitare i continui on/off che degradano il rendimento stagionale e aumentano i consumi. Con una regolazione rapida e precisa la pompa di calore può modulare meglio la potenza, mantenendo condizioni più stabili e preservando le prestazioni dichiarate.

Non tutte le installazioni però richiedono queste valvole. Le eccezioni tipiche sono gli impianti a pavimento o altri sistemi a bassa temperatura che mantengono il fluido sotto i 45 °C, oppure impianti già dotati di termoregolazione modulante elettronica. Anche vincoli strutturali possono rendere l’installazione impraticabile. Attenzione: le deroghe non sono automatiche; vanno documentate con rilievi e misure di campo che dimostrino l’assenza di perdita di efficienza.

Senza prove adeguate la deroga rischia di essere respinta in sede di collaudo.

Per i professionisti del settore la strada è chiara: progettare pensando a sistemi integrati, pre-vedere misure in esercizio e preparare una documentazione tecnica che copra tutte le verifiche richieste. Inoltre, è probabile che gli enti regolatori pubblichino linee guida pratiche per uniformare le procedure di misura e chiarire le modalità di verifica — un aiuto utile per ridurre ambiguità e interpretazioni difformi. Chi si muove per tempo, curando simulazioni, certificazioni e strumenti di controllo in esercizio, avrà meno sorprese e maggiori possibilità di accedere agli incentivi senza intoppi.

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Scritto da Staff

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