Il patrimonio costruito italiano rappresenta una risorsa culturale e ambientale unica, ma chiede approcci nuovi per rispondere alle sfide climatiche ed energetiche. Il rapporto 100 Italian Green Architectural Conservation Stories, promosso da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo in partnership con Assorestauro e la Camera di Commercio di Brescia, raccoglie cento interventi che mostrano come il restauro sostenibile possa essere motore di innovazione e qualità.
La presentazione del lavoro si è svolta a Venezia il 17 marzo 2026 presso l’Università Ca’ Foscari – Aula Magna Guido Cazzavillan, in un incontro che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e professionisti del settore. L’obiettivo del rapporto è valorizzare una filiera altamente specializzata, capace di conciliare tutela storica e miglioramento delle prestazioni energetiche senza consumo di nuovo suolo.
Perché il patrimonio richiede un nuovo approccio
Conservare edifici storici non è solo un atto di memoria: è anche un’opportunità per sperimentare soluzioni che riducono l’impatto ambientale. Il testo mette in evidenza come interventi mirati possano incrementare l’efficienza, migliorare il comfort e ridurre le emissioni, promuovendo al contempo la qualità architettonica. Il rapporto insiste sul valore della rigenerazione come strategia prioritaria rispetto al consumo di suolo, sottolineando l’importanza di competenze artigiane e tecnologiche integrate in processi progettuali condivisi.
Definizione pratica di restauro sostenibile
Nel documento il restauro sostenibile è presentato come la somma di tutela, interventi di miglioramento energetico e uso di materiali a bassa impronta ambientale. Tra le soluzioni più citate appaiono l’impiego della calce e di prodotti a minore impronta di carbonio, tecniche che rispettano sia il valore storico sia le esigenze di efficienza.
Questo approccio richiede studi preliminari accurati, monitoraggio delle tecniche e un dialogo costante tra progettisti, imprese e conservatori.
Il rapporto e la sua presentazione a Venezia
La pubblicazione raccoglie cento storie esemplari che spaziano da restauri monumentali a progetti di riqualificazione urbana. Nel corso dell’evento a Venezia, tra gli interventi introduttivi si sono succeduti Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, e Alessandro Trivillin, presidente e CEO del Gruppo Fassa Bortolo, seguiti da rappresentanti istituzionali come Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto. Paola Pierotti, architetto e giornalista, ha coordinato i lavori, che hanno coinvolto operatori, tecnici e rappresentanti della ricerca.
Attori e ruoli chiave
Oltre alle organizzazioni promotrici, il progetto ha visto il coinvolgimento di Assorestauro e della Camera di Commercio di Brescia, con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Tra i relatori presenti si segnalano Andrea Griletto (direttore Assorestauro), Massimo Ziletti (segretario generale della Camera di Commercio di Brescia) e la conclusione affidata a Stefano Micelli, professore di International Management presso l’Università Ca’ Foscari. L’evento ha voluto mettere in luce la contaminazione tra ricerca, produzione e tutela.
Impatto sulla filiera e prospettive operative
Il rapporto funge da catalizzatore per pratiche riproducibili: promuove investimenti in ricerca e innovazione, incoraggia la diffusione di materiali compatibili e mette in evidenza sistemi per la riqualificazione energetica. Le storie selezionate mostrano come processi condivisi possano alzare gli standard qualitativi del settore, favorendo inoltre la formazione di nuove competenze artigiane e tecnologiche. Per Fassa Bortolo il messaggio è chiaro: affiancare la sensibilizzazione a prodotti e soluzioni concrete è fondamentale per una trasformazione efficace del settore.
In ultima analisi, il volume non si limita a catalogare progetti, ma vuole essere uno strumento operativo per amministrazioni, imprese e professionisti che intendono vedere nel restauro non un costo, ma un investimento per il futuro. La combinazione di tutela, innovazione e sostenibilità delineata in queste pagine propone un modello replicabile che valorizza il patrimonio senza consumare nuovo suolo, confermando l’Italia come laboratorio di eccellenze nella conservazione green.

