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Problema al flusso di elio ritarda Artemis II: SLS tornerà al VAB

Un'anomalia nel flusso di elio nello stadio superiore ICPS rende necessaria la riparazione nel Vehicle Assembly Building, posticipando Artemis II dalla finestra di marzo a quella di aprile.

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NASA ha annunciato il rinvio della missione Artemis II, la prima con equipaggio del programma lunare, a seguito della scoperta di un problema tecnico che richiede interventi non eseguibili sulla rampa di lancio. I dati di mercato mostrano un aumento del sentiment di cautela tra gli investitori nei settori aerospaziale e della difesa dopo la comunicazione. Secondo le analisi quantitative disponibili, i test preliminari, compresi due Wet Dress Rehearsal completati con esiti favorevoli, avevano indicato procedure operative stabili. Successivamente, però, le rilevazioni hanno evidenziato un’anomalia nel sistema di pressurizzazione a elio dello stadio superiore, giudicata significativa per la sicurezza della missione.

I numeri

I test eseguiti includevano due Wet Dress Rehearsal con svolgimento regolare. Non sono stati forniti dati numerici pubblici su tempi di intervento stimati o sui costi aggiuntivi.

Il mercato ha reagito con volatilità su titoli aerospaziali, secondo il sentiment degli investitori.

Il contesto di mercato

Dal lato macroeconomico, il settore aerospaziale resta esposto a pressioni sui contratti di fornitura e sui costi di materiale. Le metriche finanziarie indicano attenzione degli operatori sui rischi tecnici che possono allungare le tempistiche di progetto e aumentare i costi operativi.

Le variabili in gioco

Le variabili principali sono la natura dell’anomalia di pressurizzazione, la possibilità di riparazione a terra e l’accesso alla rampa per interventi complessi. Gli esperti tecnici valutano il trade-off tra tempi di fermo e rischi per l’equipaggio.

Impatti settoriali

La sospensione temporanea può influire sui fornitori di componentistica e sulle tempistiche di altri programmi spaziali.

I settori della difesa e dell’aerospazio monitorano le ricadute sui contratti e sulle catene di fornitura.

Outlook

Le autorità tecniche valuteranno la necessità di interventi estesi; il prossimo sviluppo atteso riguarda la relazione tecnica che dettaglierà l’origine dell’anomalia e le opzioni di riparazione. Un dato di riferimento atteso è la tempistica aggiornata per la riprogrammazione del lancio.

Cos’è successo dopo i test

Tra la mezzanotte del 18 febbraio e le 04:18 del 20 febbraio si è svolto il secondo WDR dello Space Launch System (SLS). Durante l’esercizio sono state simulate tutte le procedure di pre-lancio, con esclusione dell’accensione dei motori. Il test aveva confermato la tenuta dei propellenti e aveva portato a programmare inizialmente il lancio per il 7 marzo alle 02:29 ora italiana.

Successivamente al collaudo, le operazioni a terra hanno rilevato un’interruzione del flusso di elio all’interno dell’Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS). L’ICPS è il componente responsabile dello spurgo dei motori e della pressurizzazione dei serbatoi di idrogeno e ossigeno liquidi. Il malfunzionamento ha quindi influenzato funzioni critiche per la sequenza di lancio.

Le squadre tecniche della NASA hanno avviato verifiche diagnostiche per isolare la causa dell’anomalia e valutare gli interventi necessari. I dati operativi mostrano che l’anomalia riguarda le linee di alimentazione dell’elio e i relativi sensori di pressione. Secondo le analisi quantitative, sarà necessario validare riparazioni o sostituzioni a sistema chiuso prima di riprogrammare la finestra di lancio.

Un dato di riferimento atteso rimane la tempistica aggiornata per la riprogrammazione del lancio.

Le autorità federali e i team di missione comunicheranno i passi successivi dopo il completamento delle ispezioni e dei test funzionali.

Perché l’elio è fondamentale

Il flusso di elio è essenziale per lo spurgo dei motori e la pressurizzazione dei serbatoi criogenici. La perdita di funzione può compromettere l’avvio del motore e la sicurezza della missione. Il problema non si è manifestato durante i due WDR precedenti, ma è emerso durante operazioni di routine serali dedicate alla ripressurizzazione del sistema. Dal punto di vista operativo, l’assenza temporanea di elio interrompe sequenze automatiche critiche con possibili necessità di intervento manuale o di rinvio delle attività.

Diagnosi e ipotesi sulle cause

Gli aggiornamenti pubblicati dall’agenzia indicano diverse possibili cause. Tra queste figurano una valvola difettosa sul veicolo, un filtro ostruito o un malfunzionamento all’interfaccia Quick Disconnect (QD) tra le linee di terra e il razzo. La presenza di un guasto alla valvola era stata riscontrata anche in occasione di Artemis I, secondo le note tecniche diffuse in passato. Al momento non è stata individuata una causa definitiva; sono in corso ispezioni e analisi diagnostiche sui componenti interessati.

I dati tecnici raccolti durante le verifiche notturne verranno confrontati con i log dei WDR per isolare l’anomalia. Le analisi includono test di tenuta, verifica dei filtri e prove funzionali delle connessioni QD. Gli esperti di sistema e i fornitori dei componenti partecipano alle indagini per definire interventi correttivi e mitigazioni operative.

Ulteriori aggiornamenti saranno diffusi al termine delle ispezioni e dei test funzionali, quando sarà disponibile una valutazione tecnica definitiva.

Impatto tecnico e logistico

La natura dell’intervento rende impraticabile la riparazione sulla rampa. Il veicolo sarà trasferito nel Vehicle Assembly Building (VAB) per operazioni in ambiente controllato. Questo trasferimento è necessario per consentire accessi ai vani interni e test funzionali estesi.

Contestualmente è prevista la sostituzione delle batterie del Flight Termination System (FTS), inteso qui come sistema di interruzione controllata del volo. L’operazione richiede procedure di sicurezza dedicate e prove di integrazione elettrica. Lo spostamento espone il veicolo a vibrazioni che possono compromettere guarnizioni e componenti recentemente sostituiti. Ulteriori verifiche definiranno tempi e modalità dell’intervento e saranno comunicate al termine delle ispezioni tecniche.

Conseguenze sul calendario e stato dell’equipaggio

Dopo le ispezioni tecniche, il rollback ha reso impraticabile il lancio nella finestra inizialmente valutata. La NASA aveva considerato il 7 marzo alle 02:29 ora italiana, ma tale opportunità è stata annullata. La prossima finestra utile segnalata è il 1 aprile alle 18:24 UTC (22:24 in Italia).

Nel frattempo l’equipaggio — il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen — rimane in quarantena preventiva. Tale misura è finalizzata a preservare la loro salute e a ridurre i rischi di malattie prima del volo.

Prossime revisioni previste

La misura di quarantena prosegue per preservare la salute dell’equipaggio e ridurre i rischi di malattie prima del volo. Prima del decollo è prevista una Flight Readiness Review (FRR), una revisione tecnica completa della durata di più giorni. La NASA aveva indicato che la FRR sarebbe stata programmata per la fine della settimana, verosimilmente intorno al 27 o 28 febbraio. Parallelamente proseguono i test e l’installazione degli accessi al FTS, operazioni avviate dopo il secondo WDR che richiedono tempi supplementari. Tali attività determineranno eventuali aggiornamenti del calendario di lancio e delle procedure operative.

Le precedenti anomalie e le misure correttive

Le attività successive al WDR hanno confermato criticità sui sistemi criogenici e definito interventi mirati. Il primo WDR, svolto il 2-3 febbraio, fu interrotto sul finale per perdite di idrogeno liquido nell’interfaccia del tail service mast umbilical. Tra i lavori eseguiti sono state sostituite due guarnizioni difettose e levigate superfici che presentavano graffi. I tecnici rilevarono una riduzione delle perdite dal 6% osservato in Artemis I a circa 1,5%–1,6% dopo gli interventi.

Durante un successivo riempimento parziale del core stage si verificò un calo di flusso attribuito a un probabile intasamento di filtro. Le strumentazioni di terra furono pulite con azoto e il caricamento riprese regolarmente. Queste anomalie evidenziano la complessità delle procedure di integrazione criogenica e la sensibilità dei sistemi, elementi che influiranno sui prossimi aggiornamenti del calendario di lancio e sulle procedure operative.

Nei prossimi giorni la NASA fornirà aggiornamenti sulle indagini e sui tempi stimati per il trasferimento al VAB e sulle operazioni di riparazione. Il rinvio mette in evidenza come anche problemi apparentemente minori ai sistemi di supporto agli attivi criogenici possano determinare slittamenti significativi in missioni spaziali di alto profilo. Le informazioni successive definiranno il calendario aggiornato di lancio e le procedure operative da adottare.

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Scritto da Staff

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