Con l’avvicinarsi del 2026, il settore della sicurezza informatica si prepara ad affrontare una sfida senza precedenti. Il numero di vulnerabilità comuni e esposizioni (CVE) annunciate potrebbe superare i 100.000. Secondo il rapporto annuale del Forum of Incident Response and Security Teams (FIRST), le proiezioni per quest’anno indicano un totale che facilmente oltrepasserà quota 50.000.
Previsioni e metodologie
Il rapporto di FIRST, pubblicato di recente, stima un valore mediano di circa 59.000 CVE per il 2026. L’intervallo di confidenza del 90% varia da un minimo di 30.012 a un massimo di 117.673. Questa nuova metodologia statistica, sviluppata da FIRST, si basa su dati storici e tendenze di pubblicazione provenienti da fonti come il National Vulnerability Database (NVD) e MITRE.
Analisi delle tendenze
Negli ultimi anni, il numero di vulnerabilità è aumentato in modo esponenziale. Questo fenomeno è attribuibile principalmente all’adozione crescente di software open source e all’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale nella scoperta delle vulnerabilità. Tale evoluzione ha consentito una maggiore visibilità delle vulnerabilità già esistenti, le quali vengono ora catalogate e monitorate in modo più efficace.
Implicazioni per le organizzazioni
La previsione di un aumento significativo delle vulnerabilità evidenzia l’urgenza per le organizzazioni di rivedere e ottimizzare le proprie operazioni di sicurezza. Éireann Leverett, membro della squadra di previsione delle vulnerabilità di FIRST, sottolinea che le aziende devono porsi domande sulla preparazione dei loro processi e delle loro persone per gestire un volume crescente di CVE. È fondamentale che si dia priorità alle vulnerabilità che rappresentano un reale rischio per i dati.
Strategie di risposta
È essenziale che le organizzazioni sviluppino strategie efficaci per affrontare l’afflusso di informazioni. Leverett suggerisce che i team di sicurezza dovrebbero evolvere da una reazione a ogni nuova CVE verso decisioni strategiche su dove concentrare risorse limitate. Questo approccio non solo migliora l’efficacia delle misure di sicurezza, ma consente anche di evitare il sovraccarico di lavoro.
Prepararsi per il futuro
Per affrontare il previsto aumento delle vulnerabilità, le aziende devono effettuare una valutazione della propria capacità attuale. È fondamentale determinare se i team di sicurezza siano adeguatamente attrezzati per gestire oltre 50.000 CVE e sviluppare piani di contingenza per scenari ad alta intensità di vulnerabilità. La priorità dovrebbe essere data a quelle vulnerabilità che presentano il rischio maggiore per l’ambiente specifico dell’organizzazione, non solo a quelle con punteggi CVSS elevati.
Il 2026 si profila come un anno cruciale per la sicurezza informatica. Le aziende devono adattarsi e prepararsi a gestire non solo il numero crescente di vulnerabilità, ma anche a identificare e rispondere in modo efficace ai rischi più significativi. Solo così potranno garantire una protezione adeguata dei propri dati e sistemi, affrontando le sfide future con maggiore resilienza.

