Proba-3, la missione europea che avrebbe dovuto creare un’eclissi artificiale per osservare la corona solare, ha subito una grave perdita di collegamento: l’Agenzia Spaziale Europea ha smesso di ricevere dati dal veicolo scientifico Coronagraph. Il progetto prevede due satelliti in formazione lanciati nel con un razzo PSLV-XL dell’ISRO. L’anomalia, comparsa tra il 14 e il 15 febbraio 2026, ha provocato un progressivo sbandamento dell’assetto, l’impossibilità di orientare i pannelli verso il Sole e un rapido esaurimento delle batterie, fino all’attivazione di una modalità di emergenza che limita le trasmissioni verso Terra.
Le prove raccolte dai team di controllo mostrano che i log telemetrici registrano un’anomalia d’assetto antecedente alla perdita definitiva del segnale. I dati evidenziano un calo della tensione delle batterie compatibile con una lunga esposizione errata dei pannelli solari; Al momento non sono emerse tracce di impatti esterni o collisioni con detriti catalogati.
Ricostruzione degli eventi L’incidente è stato rilevato nel weekend tra il 14 e il 15 febbraio. A partire da quel periodo il Coronagraph ha cominciato a deviare progressivamente il proprio assetto, con i pannelli ormai fuori allineamento rispetto al Sole. La sequenza temporale disponibile indica che, dopo il malfunzionamento iniziale, le batterie sono scese a livelli critici e la navicella è passata in una modalità di sicurezza pensata per preservare i sottosistemi essenziali. La causa scatenante dell’anomalia non è ancora stata identificata.
Chi sta intervenendo La missione è coordinata dall’Agenzia Spaziale Europea con supporto tecnico dell’ISRO, che ha curato il lancio. I team di controllo, distribuiti nei centri operativi europei, hanno già avviato le procedure standard per il recupero dell’assetto e il ripristino delle comunicazioni: ingegneri di volo, specialisti energetici e squadre di diagnostica telemetrica lavorano in sincronia per estrarre il massimo dalle informazioni residue.
Impatto sulla scienza La temporanea interruzione dei dati mette a rischio gli obiettivi primari della missione: senza l’allineamento preciso tra Occulter e Coronagraph non si genera l’ombra artificiale necessaria per studiare la corona vicina al disco solare. Questo significa una perdita significativa delle osservazioni sulle strutture filamentose e sulla dinamica delle particelle in prossimità del Sole. Alcuni esperimenti programmati potrebbero perdere gran parte del loro valore scientifico; restano però opzioni per riconfigurare la missione su dati secondari, seppure con ricadute informative drasticamente ridotte.
Strategie di recupero e ruolo di Occulter Gli ingegneri hanno messo a punto diverse strategie: dall’analisi approfondita dei telemetri a manovre remote per cercare di riallineare il veicolo. Una delle ipotesi in esame prevede di avvicinare Occulter a distanza di sicurezza per osservare il partner in difficoltà, valutare eventuali danni visibili e stimare la produzione dei pannelli.
La coppia è progettata per operare con precisione millimetrica, quindi l’impiego del secondo satellite come “osservatore mobile” è fattibile, ma comporta rischi operativi — dalla possibile perturbazione degli assetti a finestre di manovra molto ristrette e al rischio di collisione non intenzionale. Le decisioni saranno prese dopo ulteriori simulazioni e dopo il confronto con i vincoli di propellente e comunicazione.
Indagine sulle cause Le analisi proseguono su molteplici piste: guasti ai sistemi di controllo d’assetto, malfunzionamenti dei sensori di navigazione, anomalie software o eventi esterni come micrometeoriti o particelle cariche. I tecnici confrontano i log residui con le osservazioni dell’altra unità e stanno effettuando verifiche incrociate su sensori, firmware e possibili segnali d’impatto. Serviranno dati telemetrici aggiuntivi per escludere scenari concorrenti e arrivare a una diagnosi definitiva.
Contesto e conseguenze Proba-3 nasce come dimostrazione tecnologica e scientifica: dimostrare il volo in formazione di estrema precisione e ottenere osservazioni della corona non ripetibili con eclissi naturali. La missione, guidata da un consorzio con Sener e con un budget intorno ai 200 milioni di euro, ha una durata nominale di due anni. Un’interruzione prolungata del Coronagraph comprometterebbe i ritorni scientifici e offrirebbe poche evidenze per valutare procedure di controllo e recupero in orbita; inoltre, i ritardi nel ripristino potrebbero posticipare la divulgazione dei dati coronografici.
Prossimi passi I team continueranno con tentativi di riattivazione remota, approfondimenti sui log e simulazioni di recupero a basso rischio. Sono previste anche manovre di avvicinamento da parte di Occulter per ottenere osservazioni visive e radiometriche. Finché non arriveranno nuovi dati, l’attività principale resta la diagnosi: verificare i link di comunicazione, analizzare gli algoritmi di controllo dell’assetto e valutare le possibili sequenze di comando per ripristinare l’allineamento. Un aggiornamento ufficiale sarà fornito non appena emergeranno riscontri operativi significativi.
In breve, Proba-3 rimane un’eccellenza dell’ingegneria spaziale, ma l’episodio mette in luce quanto siano fragili le operazioni di precisione in orbita. Le squadre di missione stanno adottando tutte le misure possibili per recuperare il Coronagraph e riprendere lo studio della corona solare; nel frattempo il lavoro di analisi e mitigazione prosegue senza sosta.

