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Perché Nvidia punta anche sulle cpu e cosa significa per Meta e il cloud

Nvidia amplia l'offerta oltre le gpu, Meta rilancia gli investimenti in infrastrutture AI e l'ecosistema tecnologico cerca alternative per soddisfare nuove esigenze di calcolo

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Il nuovo profilo di Nvidia

Negli ultimi anni il termine più associato a Nvidia è stato gpu. Tuttavia, segnali recenti indicano un’azienda che amplia il proprio raggio d’azione oltre la sola potenza di calcolo parallelo.

La diffusione crescente di applicazioni di intelligenza artificiale, in particolare delle soluzioni agentiche, ha introdotto esigenze diverse. Oltre all’addestramento su larga scala sono richieste architetture efficienti per l’inferenza, la gestione dei dati e l’integrazione con sistemi general-purpose.

Dal punto di vista strategico, questa evoluzione orienta Nvidia verso prodotti e soluzioni che combinano accelerazione hardware con stack software e servizi di integrazione. Il framework operativo del settore mostra una transizione dalla mera capacità di calcolo alla fornitura di piattaforme end-to-end.

L’intesa Nvidia‑Meta e le sue implicazioni

Il 17 febbraio Nvidia e Meta hanno annunciato un accordo pluriennale per la fornitura di grandi volumi di hardware. Meta acquisterà server e componenti Nvidia, incluse le cpu dell’azienda. L’intesa interessa la costruzione di data center hyperscale destinati sia all’training sia all’inferenza dei modelli di intelligenza artificiale.

Dal punto di vista strategico, l’accordo conferma la transizione verso piattaforme integrate che combinano calcolo, memoria e interconnessione. Meta progetterà infrastrutture in cui le gpu Blackwell, le nuove cpu e le tecnologie di interconnessione operano come un unico sistema. Questo approccio mira a ottimizzare i flussi di lavoro dall’addestramento all’inferenza e a ridurre i colli di bottiglia nella movimentazione dei dati.

I dati mostrano un trend chiaro: i grandi operatori cloud privilegiano soluzioni end-to-end per ottenere efficienza operativa e controllo sull’intera catena. Dal punto di vista operativo, la scelta di Meta indica un’accelerazione nella costruzione di infrastrutture proprietarie per sostenere modelli su larga scala. Il prossimo sviluppo atteso riguarda la roadmap di integrazione hardware-software e l’adozione su vasta scala delle nuove architetture annunciate da Nvidia.

Perché le cpu stanno tornando utili

La prossima fase della roadmap hardware‑software sposta l’attenzione verso soluzioni miste. I dati mostrano un trend chiaro: molte architetture ibride riducono costi e latenza complessiva senza richiedere acceleratori dedicati per ogni operazione.

Un motivo chiave è la diffusione dell’AI agentica. Per AI agentica si intende un insieme di componenti autonome che orchestrano task, gestiscono pipeline di dati e integrano servizi esterni.

Questi sistemi richiedono capacità di calcolo meno specializzate ma più flessibili rispetto ai carichi intensivi di training.

Gli analisti evidenziano che non tutte le fasi del workflow beneficiano dell’uso esclusivo di GPU. In molti casi è più efficiente eseguire parti dell’inferenza su cpu general‑purpose, che offrono migliori garanzie di compatibilità software e costi operativi inferiori per task a bassa intensità di calcolo.

La strategia di Nvidia: licenze, acquisizioni e superchip

Da dicembre Nvidia ha ampliato la strategia su hardware e proprietà intellettuale con un investimento da 20 miliardi di dollari. L’operazione riguarda l’acquisizione di tecnologie e risorse da un produttore di chip emergente e rappresenta la maggiore acquisizione del gruppo in termini di spesa per asset tecnologici.

La mossa completa l’approccio già orientato all’integrazione tra architetture diverse e si aggiunge all’offerta commerciale di sistemi capaci di orchestrare più tipi di processori. Dal punto di vista strategico, questa combinazione di licenze e talenti punta a garantire interoperabilità, velocizzare il time to market e contenere i costi operativi su task a bassa intensità di calcolo. Il risultato atteso è una maggiore capacità di posizionamento nelle infrastrutture AI eterogenee e una più ampia diffusione delle soluzioni proprietarie del gruppo.

L’ecosistema degli hyperscaler

Gli hyperscaler combinano una molteplicità di soluzioni hardware e software per le infrastrutture AI. Tra queste figurano acceleratori proprietari, componenti di terze parti e chip sviluppati internamente.

Questa pluralità risponde a esigenze tecniche e alla necessità di diversificare le fonti di fornitura e la capacità produttiva. Molte realtà investono in TPU e in progetti di hardware custom per controllare costi, prestazioni e integrazione con i servizi cloud offerti.

Concorrenza e diversificazione: chi entra nel gioco

Molte realtà investono in TPU e in progetti di hardware custom per controllare costi, prestazioni e integrazione con i servizi cloud offerti.

OpenAI mantiene contratti significativi con Nvidia, ma amplia il portafoglio fornitori e finanzia sviluppo di hardware proprietario con partner come Broadcom. Anthropic combina soluzioni diverse per esigenze specifiche, utilizzando GPU di fornitori terzi, TPU di Google e chip Amazon. Anche AMD ha siglato accordi per offrire capacità di calcolo a grandi operatori AI, valorizzando sia le proprie CPU sia la linea di acceleratori in crescita.

Perché la diversificazione è diventata urgente

Le grandi organizzazioni stanno accelerando la diversificazione perché la domanda di gpu ad alte prestazioni supera la capacità produttiva disponibile. Inoltre, alcuni carichi di lavoro richiedono caratteristiche non immediatamente supportate dagli acceleratori puri.

Dal punto di vista strategico, la possibilità di eseguire parti del flusso di lavoro su infrastrutture locali o su chip proprietari offre maggiore controllo sui costi e sulla sovranità dei dati. Per molte aziende la scelta ibrida riduce la dipendenza dalle catene di fornitura esterne e consente ottimizzazioni specifiche per carichi di lavoro critici.

La transizione completa verso architetture alternative avviene per fasi. In questo contesto, la diversificazione facilita integrazioni con stack cloud esistenti e apre spazio a soluzioni customizzate per esigenze di latenza, sicurezza e compliance. Gli operatori leader del mercato stanno già inserendo stack ibridi nelle roadmap tecnologiche.

Cosa cambia per il futuro dell’AI

Gli operatori leader del mercato stanno già inserendo stack ibridi nelle roadmap tecnologiche, determinando un cambiamento nelle scelte infrastrutturali. Per l’addestramento restano decisive le grandi flotte di gpu, mentre per inferenza, orchestrazione e riduzione della latenza cresce il ruolo di architetture miste che integrano cpu, acceleratori e soluzioni di interconnessione.

Dal punto di vista strategico, le aziende che progettano o adottano sistemi di intelligenza artificiale dovranno bilanciare prestazioni, costi e requisiti di integrazione. Il mercato evolve verso ecosistemi hardware completi, orientati a fornire efficienza, scalabilità e maggiore controllo dei dati; sono attese ulteriori integrazioni di stack ibridi nelle roadmap tecnologiche.

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Scritto da Staff

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