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Perché l’IA deve diventare sostenibile: l’appello di Verónica Bolón Canedo

Verónica Bolón Canedo unisce provocazione e dati per spiegare l'impatto ambientale dell'IA e per mettere in guardia gli studenti sull'eccessiva dipendenza dai chatbot

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Nel dibattito attuale sull’intelligenza artificiale emergono due questioni collegate: l’impatto ambientale dei grandi modelli e la trasformazione delle competenze richieste ai giovani professionisti. La professoressa Verónica Bolón Canedo, della Universidade da Coruña e direttrice della Cátedra UDC-Inditex di Intelligenza Artificiale in Algoritmi Verdi, ha posto entrambe le tematiche al centro del suo intervento pubblico, utilizzando immagini retoriche e proposte concrete per rendere visibile ciò che spesso resta nascosto.

Con una battuta fulminea — «Ogni volta che usi ChatGPT per creare un’immagine… muore un gattino» — Bolón ha voluto scuotere il pubblico e ricordare che ogni richiesta a un modello genera un consumo reale di energia, acqua e materie prime. Dietro questa ironia si cela un invito a misurare e ridurre l’impronta delle applicazioni di IA, puntando su pratiche e politiche che promuovono efficienza e trasparenza.

Ridurre l’impatto: principi della Green AI

La proposta di Bolón si fonda su alcuni pilastri chiari: progettare modelli orientati al compito e non spreconi, valutare le soluzioni con metriche legate al consumo energetico e preferire architetture che ottimizzino l’uso di risorse. L’idea di Green AI non significa rinunciare alle prestazioni, ma ottenere risultati migliori con meno risorse: si tratta di un approccio tecnico che privilegia efficienza, riproducibilità e misurabilità dell’impatto ambientale.

Modelli task-specific e valutazioni eco-aware

Un elemento pratico menzionato dall’accademica è l’adozione di modelli task-specific che, a differenza delle grandi architetture generaliste, vengono tarati su compiti precisi riducendo tempi di addestramento e richieste computazionali. Allo stesso tempo, Bolón promuove l’uso di metriche eco-aware per affiancare le classiche misure di accuratezza: così si passa da una valutazione esclusivamente qualitativa a una che include anche la footprint energetica e idrica.

Trasparenza digitale: etichette e responsabilità degli utenti

Un aspetto centrale dell’intervento riguarda la visibilità dell’impatto. Secondo Bolón, i consumatori e gli utenti finali non percepiscono l’energia utilizzata dai servizi basati su data center. Per questo motivo propone la sperimentazione di un sistema di etichettatura energetica per i servizi digitali, analogo a quello già presente per gli elettrodomestici, e a soluzioni che stimano la impronta di carbonio per attività come la prenotazione di voli.

Come funzionerebbe un marchio energetico digitale

Un’etichetta digitale potrebbe indicare valori stimati di consumo per query o per sessione d’uso, consentendo confronti tra servizi. Bolón sottolinea che tale trasparenza aiuterebbe non solo i consumatori ma anche i progettisti e le imprese a fare scelte più sostenibili: scegliendo infrastrutture meno impattanti, ottimizzando i modelli e comunicando costi reali legati all’uso dell’IA.

Formazione e mercato del lavoro: l’avvertimento agli studenti

Accanto alle questioni ambientali, Bolón ha lanciato un messaggio diretto agli studenti: «Se usate solo ChatGPT, un’azienda non vi assumerà». Con questa provocazione intende evidenziare che la capacità di impiegare strumenti di intelligenza artificiale non sostituisce la padronanza delle competenze fondamentali. Le aziende cercano persone in grado di applicare giudizio critico, creatività e competenze tecniche approfondite, non solo chi sa interrogare un chatbot.

La riflessione è stata inserita nel contesto del Foro Mujeres Referentes Quincemil 2026, tenutosi ad A Coruña presso il Club Cámara Noroeste, con il sostegno del Concello da Coruña e sponsor come Vegalsa-Eroski, Resonac, Xeal, Afigal e Royal Bliss. L’appello finale di Bolón unisce responsabilità ambientale e responsabilità educativa: usare l’IA per aumentare la produttività, ma continuare a sviluppare competenze proprie e a progettare soluzioni che riducano il costo ecologico delle tecnologie.

Infine, vale ricordare che la professoressa è anche relatrice del keynote intitolato “Green AI and Sustainable Futures” previsto per il 2026-05-22, un’occasione per approfondire protocolli tecnici e pratiche concrete volte a conciliare innovazione e sostenibilità. L’intervento di Bolón invita a non demonizzare l’IA, ma a orientarla con criteri etici e ambientali, trasformando la provocazione in un piano d’azione concreto.

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Scritto da Staff

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