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Nuovo PEGI: cosa cambia per acquisti in-game e gioco online

Il sistema PEGI introduce criteri più precisi su monetizzazione e meccaniche di engagement: cosa devono sapere genitori, editori e sviluppatori

Nuovo PEGI: cosa cambia per acquisti in-game e gioco online

Dopo oltre vent’anni d’attività, il sistema europeo di classificazione dei videogiochi PEGI si prepara a un aggiornamento sostanziale pensato per la realtà del gioco contemporaneo. Nato nel 2003, il PEGI ha finora segnalato contenuti come violenza o linguaggio esplicito, ma l’evoluzione delle piattaforme e la diffusione del free-to-play hanno reso necessario integrare criteri che considerino la dimensione online e le pratiche di monetizzazione.

Da giugno 2026 entreranno in vigore nuove indicazioni che collegano esplicitamente funzioni come gli acquisti in-game, le loot box e le meccaniche che incentivano il ritorno quotidiano a specifiche fasce d’età. Questo cambiamento punta a offrire ai consumatori, e in particolare ai genitori, informazioni più utili per valutare l’adeguatezza dei titoli per i minori e per responsabilizzare chi crea i videogiochi.

Perché il sistema è stato aggiornato

L’esigenza di rivedere il metodo di classificazione nasce da tre trasformazioni del settore: la diffusione del gioco online, la crescita dei modelli di monetizzazione e la presenza massiccia del mobile gaming. Secondo il direttore del PEGI, Dirk Bosmans, i genitori non chiedono solo quale contenuto sia presente, ma anche in quale contesto il gioco viene fruito: quanto si gioca, con chi si interagisce e se è possibile spendere denaro. Queste domande hanno spinto l’ente a integrare criteri più chiari, ispirandosi anche alle modifiche introdotte da USK in Germania nel 2026.

Obiettivi e principi guida

Le regole mirano a due risultati principali: migliorare la trasparenza per i consumatori e guidare gli sviluppatori verso progettazioni più responsabili.

Il PEGI continuerà a promuovere l’uso del controllo parentale, ma intende anche classificare direttamente elementi come le transazioni e le chat non moderate, così da ridurre l’incertezza per le famiglie e stimolare migliori pratiche nel settore.

Cosa cambia concretamente nelle etichette

Le nuove categorie collegano alcune meccaniche a fasce d’età precise: i titoli con offerte limitate nel tempo o nella quantità avranno una classificazione a partire da PEGI 12, mentre chi integra tecnologie come NFT o meccanismi basati su blockchain sarà etichettato come PEGI 18. I giochi che offrono oggetti a pagamento con esito casuale, come le loot box, riceveranno in genere PEGI 16 o, in casi più gravosi, PEGI 18.

Meccaniche di fidelizzazione e comunicazione

I sistemi che incoraggiano il ritorno quotidiano, le cosiddette missioni giornaliere o meccaniche di play-by-appointment, saranno classificati almeno PEGI 7, mentre se la mancata partecipazione comporta penalità o perdita di progressi la valutazione sale a PEGI 12.

Inoltre, i giochi con funzionalità di comunicazione privata senza strumenti di moderazione o blocco verranno segnalati con PEGI 18, per mettere in evidenza i rischi legati all’interazione non filtrata tra utenti.

Impatto su famiglie, editori e sviluppatori

Per le famiglie le novità dovrebbero tradursi in etichette più utili a orientare le scelte: non si tratta di demonizzare le meccaniche, ma di fornire informazioni chiare su cosa aspettarsi. Il PEGI continuerà a raccomandare il dialogo tra genitori e figli e l’uso del controllo parentale, mentre invita gli editori a dichiarare in modo più dettagliato le funzioni dei loro prodotti a partire da giugno 2026.

Reazioni del settore italiano

Secondo Nicoletta Serao, head del focus team Gaming & Esports di LCA Studio Legale, la modifica ha un valore soprattutto culturale: responsabilizza gli operatori a progettare meccaniche adeguate al pubblico e aiuta i genitori meno esperti a comprendere funzionamento e rischi.

LCA Studio Legale e IIDEA hanno lavorato con le aziende italiane per preparare le imprese a questa transizione normativa e informativa.

Questioni aperte e prospettive

Resta ancora da definire l’applicazione retroattiva delle nuove etichette, soprattutto per i live service che si aggiornano continuamente. Il PEGI ha riconosciuto che il catalogo esistente è vasto e che servirà tempo per rivedere i titoli già in commercio, ma ha anche sottolineato la necessità di adattare le classificazioni ai prodotti che evolvono nel tempo.

In sintesi, l’aggiornamento del PEGI rappresenta un passo significativo per allineare la classificazione alle pratiche contemporanee del mercato videoludico: più trasparenza per i consumatori, obblighi informativi per gli editori e un invito al dialogo per le famiglie, con l’obiettivo dichiarato di rendere il gioco online più sicuro e comprensibile per tutte le età.

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Scritto da Elena Parisi

Home & garden editor. 7 anni di guide pratiche per la casa.

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