Garante aggiorna le regole sui cookie e la profilazione: cosa cambia per le aziende
Dal punto di vista normativo, il Garante per la protezione dei dati ha pubblicato orientamenti che aggiornano le regole su cookie e profilazione. Recentemente l’autorità ha chiarito aspetti critici relativi a consenso, durata delle memorie e informativa obbligatoria. Il rischio compliance è reale: molte pratiche consolidate potrebbero non resistere a una verifica ispettiva.
Il Garante ha stabilito che il consenso deve essere specifico, libero e documentabile. Dal punto di vista operativo, l’orientamento richiede procedure per gestire revoca e conservazione dei consensi. Il testo sottolinea inoltre l’importanza di informazioni trasparenti sull’uso dei dati per finalità di profilazione. Le aziende dovranno adeguare le misure per garantire GDPR compliance e ridurre il rischio di sanzioni, in vista di un incremento dei controlli amministrativi.
1. Normativa e orientamenti in questione
A valle degli orientamenti del Garante, il quadro applicativo sui meccanismi di tracciamento online risulta più stringente. GDPR compliance e Codice privacy restano i riferimenti primari per la raccolta dei consensi e la gestione dei dati.
Dal punto di vista normativo, il Garante ha precisato che il consenso alla profilazione deve essere specifico, informato e liberamente espresso. Sono richieste documentazione delle scelte degli interessati e prove tecniche dell’effettiva possibilità di rifiuto dei cookie non essenziali.
Il provvedimento definisce inoltre limiti alla conservazione dei dati raccolti tramite tracciamento. Le aziende devono motivare e documentare i periodi di retention, applicando criteri di minimizzazione e anonimizzazione quando possibile.
Dal punto di vista operativo, il Garante richiede che le informative siano chiare e accessibili.
Le bande di scelta devono offrire opzioni attive per l’accettazione o il rifiuto delle diverse finalità di trattamento, comprese quelle di marketing e profilazione.
Il rischio compliance è reale: i requisiti tecnici e organizzativi indicati dall’autorità aumentano l’esposizione a ispezioni e sanzioni amministrative. In particolare, la mancata conservazione delle evidenze sul consenso o l’uso improprio di cookie di terze parti possono comportare contestazioni formali.
Per le imprese il primo passo pratico consiste in una mappatura dei flussi di dati legati al tracciamento. Successivamente occorre aggiornare le informative, i meccanismi di raccolta del consenso e le politiche di retention, integrando controlli di sicurezza e procedure di audit.
Il Garante ha stabilito che l’adozione di misure tecniche e organizzative documentate riduce il rischio di sanzioni ma non lo elimina.
L’implementazione di soluzioni RegTech e di processi di governance della data protection facilita la dimostrazione della compliance in sede ispettiva.
2. Interpretazione e implicazioni pratiche
Dal punto di vista normativo, il nuovo orientamento richiama cinque misure operative. Primo: occorre una distinzione netta fra cookie tecnici e cookie non tecnici. Secondo: il consenso deve essere granularmente modulato per le finalità di profilazione. Terzo: è obbligatorio documentare il meccanismo di raccolta e la relativa base giuridica. Quarto: la conservazione dei dati deve essere limitata temporalmente e giustificata. Quinto: si rafforza la responsabilità condivisa tra titolari e responsabili, inclusi i provider di advertising.
Per le aziende la conseguenza pratica è la revisione di molte implementazioni standard, tra cui banner cookie e vendor list. Data protection non resta una semplice dichiarazione: richiede evidenze tecniche, come log e proof of consent, e flussi documentali aggiornati.
Dal punto di vista operativo, l’adozione di soluzioni RegTech e di processi di governance agevola la dimostrazione della compliance in sede ispettiva; pertanto è prevedibile un aumento degli audit interni e dell’aggiornamento delle politiche di conservazione dei dati.
3. Cosa devono fare le aziende
In seguito all’aumento degli audit e all’aggiornamento delle politiche di conservazione, le imprese devono adottare misure operative chiare e documentate.
- Rivedere il registro dei consensi: verificare che il consenso sia specifico, libero e tracciabile per ciascuna finalità di profilazione.
- Audit tecnico dei cookie: mappare tutti i cookie presenti, classificandoli per finalità, durata e fornitore, con evidenza delle dipendenze tecniche.
- Aggiornare banner e interfacce: implementare scelte granulari non pre‑selezionate e procedure semplici per il ritiro del consenso.
- Redigere accordi con terze parti: inserire clausole di data protection che definiscano responsabilità, tempi di conservazione e istruzioni operative per ad‑server e network pubblicitari.
- Formare il team: definire ruoli e procedure condivise tra marketing e IT per gestire richieste degli interessati e ispezioni del Garante.
Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: atteggiamenti passivi aumentano l’esposizione a sanzioni e ordini di adeguamento. Il prossimo sviluppo atteso riguarda un incremento delle verifiche amministrative da parte dell’autorità.
4. Rischi e sanzioni possibili
Il prossimo sviluppo atteso riguarda un incremento delle verifiche amministrative da parte dell’autorità. Il rischio compliance è reale: le violazioni sul consenso e sulla profilazione espongono a sanzioni amministrative severe ai sensi del GDPR. Le misure possono includere ordini di adeguamento, limitazioni operative e ispezioni approfondite.
Dal punto di vista normativo, il Garante valuta la responsabilità del titolare e la condotta dei fornitori tecnologici. Omessi o incompleti adempimenti documentali e lacune nel controllo dei vendor aggravano l’esposizione a provvedimenti. In casi gravi l’autorità può disporre il blocco dei trattamenti illeciti e infliggere sanzioni pecuniarie che possono arrivare a importi elevati.
Il rischio operativo e reputazionale si accompagna a potenziali azioni collettive degli interessati. Dal punto di vista pratico, la gestione tempestiva delle non conformità e la documentazione delle verifiche costituiscono elementi chiave per ridurre il rischio compliance e mitigare le sanzioni.
5. Best practice per compliance
Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: le imprese devono dimostrare procedure concrete e tracciabili. Si raccomandano misure pratiche e verificabili per ridurre l’esposizione normativa e amministrativa.
- Implementare un sistema di consenso centralizzato che registri la prova del consenso e renda operativa la revoca. Una Consent Management Platform facilita la conservazione dei consensi e la rendicontazione in caso di ispezione.
- Adottare politiche di retention che definiscano termini di conservazione per i dati di profilazione e prevedano la cancellazione automatica alla scadenza. La politica deve essere documentata e applicata con procedure ripetibili.
- Monitorare i vendor con due diligence iniziale e controlli periodici. Includere nei contratti audit rights e clausole sulle misure di sicurezza per poter verificare l’adeguatezza delle terze parti.
- Integrare la privacy by design nelle attività di marketing digitale mediante minimizzazione dei dati e pseudonimizzazione quando appropriato. Le scelte tecniche devono risultare da valutazioni d’impatto documentate.
- Documentare tutte le decisioni relative a finalità, basi giuridiche e misure tecniche e organizzative. La registrazione delle valutazioni e degli interventi costituisce prova essenziale per rispondere a richieste del Garante o ad accertamenti.
La registrazione delle valutazioni e degli interventi costituisce prova essenziale per rispondere a richieste del Garante o ad accertamenti. Dal punto di vista normativo, il nuovo orientamento del Garante ridefinisce regole operative stringenti su cookie e profilazione. Il consenso deve essere realmente libero, informato e tracciato; le imprese devono adeguare processi, contratti e tecnologie per ridurre il rischio di sanzioni. Il rischio compliance è reale: interventi tempestivi riducono esposizione e costi futuri.
Il Dr. Luca Ferretti e il suo studio legale forniscono supporto tecnico-giuridico per audit, revisione contrattuale e implementazione di soluzioni RegTech. Dal punto di vista operativo, le attività prioritarie sono documentare le decisioni, aggiornare clausole contrattuali e integrare controlli tecnici tracciabili. Il Garante ha stabilito che la prova documentale e la dimostrazione di ragionevoli misure di mitigazione influenzano la valutazione dell’eventuale illecito. Uno sviluppo atteso riguarda un prossimo aumento dei controlli ispettivi su profilazione e tecnologie di tracciamento.

