Il 11 febbraio il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera a una modifica delle regole doganali che riguarda i piccoli pacchi destinati ai consumatori. La novità più rilevante è la fine della franchigia per le spedizioni con valore dichiarato sotto i 150 euro: dal 1° luglio sarà introdotto un contributo forfettario di 3 euro per ogni categoria merceologica (sottovoce tariffaria) presente nel pacco. L’intervento è pensato come misura temporanea, valida fino all’entrata in funzione dell’EU Customs Data Hub, prevista, e nasce con l’obiettivo di recuperare gettito, contrastare pratiche di elusione e riequilibrare la concorrenza tra venditori intra‑UE e extra‑UE.
Come funziona, in pratica Il contributo si applicherà indipendentemente dal valore del singolo invio: per ogni sottovoce tariffaria identificata nella spedizione verranno addebitati 3 euro.
Non conta il numero di pezzi, ma la classificazione doganale delle tipologie di prodotto. Così, un pacco con tre categorie diverse comporterà un versamento complessivo di 9 euro; eventuali errori di classificazione potranno essere rettificati in sede doganale.
Perché è stata scelta questa strada Negli ultimi anni il boom dell’e‑commerce internazionale ha portato in Europa miliardi di piccoli invii, molti provenienti dall’Asia. Questo fenomeno ha favorito spedizioni frazionate e pratiche volte a contenere artificialmente il valore dichiarato, erodendo il gettito e creando un vantaggio competitivo per chi opera fuori dall’UE. La soluzione del contributo forfettario punta a semplificare la gestione amministrativa in attesa del nuovo sistema digitale, scoraggiando la frammentazione artificiale delle merci e riducendo le distorsioni di mercato legate a costi di conformità non omogenei.
Iter decisionale e basi tecniche La scelta politica è il risultato di analisi statistiche e valutazioni d’impatto: scenari comparativi sono stati esaminati prima di optare per un meccanismo semplice e immediato. L’idea di intervenire con una misura temporanea deriva dalla necessità di avere uno strumento operativo fino a quando il Data Hub non permetterà dichiarazioni doganali centralizzate e tracciamento più accurato dei flussi.
Implicazioni pratiche e operativi Nel periodo transitorio gli operatori logistici e i venditori dovranno adeguare i processi di classificazione e i sistemi di rendicontazione. Le amministrazioni prevedono verifiche pilota e sessioni informative per accompagnare l’attuazione. Sul piano operativo, la distinzione merceologica inciderà sui costi amministrativi degli importatori: da un lato potrebbe ridurre contestazioni legate al valore dichiarato; dall’altro richiederà maggiore attenzione sui codici doganali e, per alcuni piccoli operatori, comportare oneri aggiuntivi o ritardi temporanei nello sdoganamento.
Esempio concreto Un pacco che contiene una camicetta di seta e due camicette in lana rientra in due sottovoci differenti: il contributo sarebbe quindi di 3 euro per la categoria seta e 3 euro per la categoria lana, totale 6 euro, a prescindere dal numero degli indumenti.
Durata e transizione al sistema digitale Il contributo di 3 euro è concepito come misura transitoria fino al dispiegamento dell’EU Customs Data Hub, atteso. Quando il sistema sarà operativo, le dichiarazioni doganali potranno essere gestite in modo centralizzato e si tornerà a adottare, in misura più accurata, le tariffe ordinarie senza la soglia attuale. Sono previste procedure tecniche per la migrazione dei dati e per la verifica delle classificazioni.
Chi è coinvolto Nelle fasi preparatorie sono state coinvolte autorità doganali nazionali, uffici tecnici europei, operatori logistici, piattaforme di e‑commerce e associazioni di categoria.
Le consultazioni hanno evidenziato diversi temi: rischi operativi, costi di adeguamento e necessità di chiarimenti sui requisiti informatici e sui tempi di applicazione.
Effetti per l’Italia A livello nazionale la situazione va letta anche alla luce di provvedimenti già adottati: la Legge di bilancio aveva introdotto un contributo di 2 euro sui piccoli pacchi extra‑UE, sollevando potenziali sovrapposizioni con il nuovo regime comunitario. Il governo italiano sta valutando opzioni per ridurre duplicazioni e incertezze – tra cui l’allineamento normativo o una sospensione temporanea di alcune previsioni nazionali fino all’entrata a regime delle regole europee. Fondamentali saranno linee guida amministrative, interventi formativi e aggiornamenti dei sistemi informatici per garantire omogeneità applicativa sul territorio.
Prossimi passi Nei mesi a venire sono attese la finalizzazione delle specifiche tecniche per l’integrazione con il Data Hub, la pubblicazione delle linee guida unionali e incontri tecnici tra istituzioni nazionali e operatori per definire tempistiche e procedure. Fino alla piena operatività del sistema centralizzato, le rettifiche in sede doganale resteranno lo strumento per correggere classificazioni errate. Il contributo forfettario punta a semplificare la gestione doganale e a livellare la concorrenza, ma impone un adeguamento tecnico e operativo a imprese e amministrazioni. La sfida nei prossimi due anni sarà accompagnare la transizione tecnologica evitando sovrapposizioni normative e minimizzando i costi di adattamento per i soggetti coinvolti.

