MyPlant&Garden si conferma come il luogo d’incontro per vivaisti, flower designer e professionisti del paesaggio: tre giorni a Milano pensati per aggiornarsi, fare rete e discutere le sfide concrete del settore.
Cosa si vede e cosa si fa
La kermesse ospita un’offerta espositiva ampia — piante, fiori, tecnologie per la coltivazione e strumenti per la tutela delle produzioni vegetali — e un fitto calendario di incontri tecnici. Gli stand sono l’occasione per scoprire macchinari, soluzioni per l’irrigazione e prodotti innovativi; i workshop, invece, traducono questi contenuti in competenze immediatamente spendibili sul lavoro.
Spazio per il business e per la formazione
L’area espositiva è organizzata in settori chiari, su oltre 60.000 mq nei padiglioni di Fiera Milano, così da facilitare la ricerca di fornitori e partner.
Oltre agli scambi commerciali, il programma propone convegni e seminari su tecniche colturali, nuove tecnologie e gestione aziendale: un mix che mette sullo stesso piano opportunità di mercato e crescita professionale.
Normative e responsabilità operative
Chi opera nel vivaismo deve fare i conti con regole precise su sanità delle piante, trasporto internazionale e gestione dei dati agronomici. La conoscenza delle normative fito‑sanitarie e delle norme sulla privacy non è un optional: influisce direttamente sulla possibilità di esportare e sulla continuità delle filiere. Per questo motivo, molte sessioni della fiera sono dedicate proprio a questi aspetti, con l’obiettivo di ridurre errori procedurali e problemi burocratici.
Formazione continua: perché vale la pena partecipare
Accanto agli stand trova spazio un palinsesto didattico ricco di workshop, tavole rotonde e approfondimenti.
Alcuni appuntamenti offrono procedure pratiche e aggiornamenti tecnici; altri spiegano come adeguare i processi aziendali alle norme vigenti, dalla tracciabilità delle colture al rispetto della privacy. Partecipare vuol dire portarsi via strumenti utili per evitare sanzioni e per mantenere aperti i mercati esteri.
Focus su viticoltura e cambiamento climatico
Tra i temi centrali c’è l’impatto della variabilità climatica sulla viticoltura: temperature anomale, siccità e eventi meteorologici estremi mettono alla prova varietà e pratiche colturali. Il convegno del mattino del 18 febbraio raccoglie contributi di università e centri di ricerca, proponendo protocolli sperimentali, indicatori di resilienza e approcci agronomici per mitigare gli effetti del clima.
Ricerca applicata e soluzioni operative
Le presentazioni illustreranno casi concreti di ricerca applicata, con esempi utili per scegliere varietà più resilienti, ottimizzare la gestione idrica e rivedere le pratiche fitosanitarie.
In queste sessioni si trovano suggerimenti pronti da implementare in azienda, oltre a spunti per progetti di medio termine.
Riconoscimenti professionali e materiali utili
Il convegno promosso da GreenPlanner riconosce 0,375 CFP per i Dottori Agronomi e Forestali (Regolamento CONAF n.162/2026), un motivo in più per partecipare se si cerca un aggiornamento certificato. Ai partecipanti sarà inoltre distribuita la nuova edizione della GreenPlanner 2026, con dati, casi di studio e strumenti pratici pensati per consulenti e imprese.
Come organizzare la visita
Per sfruttare al meglio la fiera conviene pianificare in anticipo: selezionare sessioni e stand di interesse, fissare appuntamenti con espositori e prevedere momenti per il networking. GreenPlanner mette a disposizione biglietti gratuiti per i lettori; consultare il palinsesto ufficiale sul sito di MyPlant aiuta a costruire un’agenda mirata e produttiva.
Le sfide future del comparto
L’ortoflorovivaismo resta un settore rilevante per l’economia e richiede investimenti continui in innovazione e competenze. Tra le sfide principali ci sono la tutela fitosanitaria, la gestione delle risorse idriche, la concorrenza internazionale e l’adattamento al clima. Affrontarle significa aggiornare le procedure interne, digitalizzare il monitoraggio e creare reti di collaborazione tra aziende, fornitori e centri di ricerca.
Cosa si vede e cosa si fa
La kermesse ospita un’offerta espositiva ampia — piante, fiori, tecnologie per la coltivazione e strumenti per la tutela delle produzioni vegetali — e un fitto calendario di incontri tecnici. Gli stand sono l’occasione per scoprire macchinari, soluzioni per l’irrigazione e prodotti innovativi; i workshop, invece, traducono questi contenuti in competenze immediatamente spendibili sul lavoro.0

