Il Giappone è pronto a fare un passo da gigante nell’esplorazione spaziale con la missione Martian Moons eXploration (MMX). Questo ambizioso progetto mira a raccogliere campioni dalla superficie di Phobos una delle due lune di Marte, e riportarli sulla Terra per analisi approfondite. La missione, che rappresenta una prima assoluta, è stata presentata al Tanegashima Space Center il 13 agosto 2026, mostrando al mondo i moduli che compongono la sonda spaziale.
La missione MMX è un progetto di collaborazione internazionale che vede coinvolte agenzie spaziali come la NASA e l’ESA oltre a numerose università e aziende tecnologiche. Il lancio è previsto per il 19 alle 15:41 EDT (19:41 GMT; 4:41 del 20 ottobre ora giapponese), segnando l’inizio di un viaggio che durerà circa tre anni.
La missione MMX: obiettivi e sfide
Una volta raggiunta l’orbita marziana, la sonda MMX inizierà a mappare e studiare le due lune di Marte, Phobos e Deimos che hanno dimensioni rispettivamente di 22 chilometri e 12 chilometri di diametro. Uno degli obiettivi principali è determinare l’origine di queste lune, un argomento ancora dibattuto nella scienza planetaria. Le ipotesi includono la possibilità che siano frammenti di Marte formatisi dopo un impatto gigante o che siano asteroidi catturati dalla gravità del pianeta.
La sonda MMX rilascerà un rover di 25 chilogrammi, chiamato Idefix che esplorerà la superficie di Phobos utilizzando una varietà di strumenti scientifici. Successivamente, la sonda stessa si avvicinerà a Phobos per raccogliere circa 10 grammi di materiale. Questi campioni verranno poi riportati sulla Terra nel 2031 per essere analizzati in laboratorio.
Il rover Idefix e la sua missione
Il rover Idefix nome ispirato al cane del famoso fumetto francese Asterix è progettato per condurre osservazioni dettagliate della superficie di Phobos. Questo piccolo robot, pesante 55 libbre, è equipaggiato con strumenti avanzati che gli permetteranno di analizzare la composizione chimica e minerale della luna. I dati raccolti saranno fondamentali per comprendere meglio l’ambiente marziano e le sue origini.
Il passato e il futuro delle missioni verso Phobos
La missione MMX non è la prima a tentare di raccogliere campioni da Phobos. La Russia ha cercato di farlo con la missione Phobos-Grunt nel 2011, ma il tentativo è fallito poco dopo il lancio. Anche l’Unione Sovietica aveva inviato due sonde verso Phobos nel 1988, ma nessuna delle due ha raggiunto i suoi obiettivi. Tuttavia, il Giappone ha una storia di successo nelle missioni di ritorno di campioni, come dimostrato dalle missioni Hayabusa e Hayabusa2 che hanno portato sulla Terra campioni dagli asteroidi Itokawa e Ryugu.
La missione MMX rappresenta un passo cruciale non solo per la scienza planetaria, ma anche per le future esplorazioni umane di Marte. La possibilità di utilizzare Phobos come una sorta di stazione spaziale naturale potrebbe semplificare le missioni future verso il pianeta rosso, rendendo più fattibile l’obiettivo di inviare astronauti su Marte.


