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Milano Cortina e il divieto di Pfas: squalifiche, rischi e conseguenze ambientali

A Milano Cortina tre atleti esclusi per Pfas nella sciolina: la mappa del divieto, i rischi per tecnici e ambiente e le alternative in sviluppo

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Atleti esclusi a Milano Cortina per presenza di PFAS nelle scioline

Alle competizioni invernali di Milano Cortina tre atleti sono stati esclusi dopo i controllo sulle attrezzature. Gli esami hanno rilevato la presenza di PFAS nelle scioline. L’episodio ha attirato l’attenzione su questioni regolamentari, di salute pubblica e di tutela degli ecosistemi montani.

Le sostanze individuate appartengono al gruppo delle per- e polifluoroalchiliche, composti noti per persistenza ambientale e bioaccumulo. La rilevazione solleva dubbi sulle pratiche di preparazione degli sci e sulla possibile contaminazione delle aree di gara. Le autorità di controllo sportive e ambientali hanno avviato approfondimenti per chiarire responsabilità e rischi.

Il caso e le squalifiche

Gli atleti coinvolti comprendono lo snowboarder giapponese Masaki Shiba e due fondiste sudcoreane, Han Da-som e Lee Eui-jin.

Essi sono stati esclusi dalle rispettive gare dopo esami sull’attrezzatura.

I test hanno rilevato sulla superficie delle solette e delle basi composti appartenenti alla famiglia dei PFAS. I composti risultano utilizzati per ridurre l’attrito con la neve e migliorare la scorrevolezza.

Le analisi non hanno interessato campioni biologici degli atleti e Le esclusioni si basano unicamente sul riscontro nelle articolazioni tecniche dell’attrezzatura.

Le autorità di controllo sportive e ambientali hanno avviato approfondimenti per chiarire responsabilità e rischi. Gli organismi competenti procederanno con verifiche tecnico‑forensi e con la raccolta di evidenze sulla catena di fornitura delle scioline.

Al termine delle indagini le federazioni sportive decideranno eventuali provvedimenti disciplinari e misure cautelari. È atteso il deposito dei referti analitici che determineranno i passi successivi.

Le spiegazioni degli interessati

Dopo l’esclusione e in attesa del deposito dei referti analitici, Masaki Shiba ha rilasciato una dichiarazione ufficiale. Egli afferma di aver sempre utilizzato la stessa composizione di sciolina per tutta la stagione e di non aver mai avuto positività in controlli precedenti. Un fornitore coinvolto ha ipotizzato un errore del produttore, sostenendo l’uso accidentale di una cera diversa rispetto a quella dichiarata.

Al di là delle responsabilità individuali, il caso mette in luce pratiche consolidate e criticità nelle catene di fornitura. Tali criticità possono tradursi in effetti immediati sulla performance in gara e in conseguenze disciplinari. Le autorità sportive hanno avviato verifiche tecniche per ricostruire la filiera dei materiali e valutare eventuali responsabilità esterne.

Perché i PFAS sono vietati nello sport

La Federazione internazionale di sci e snowboard (FIS) ha disposto il divieto delle cere contenenti PFAS per la stagione 2026 e ha introdotto controlli sull’attrezzatura.

Il provvedimento risponde a due motivazioni. Dal punto di vista tecnico, le sostanze riducono l’attrito sulle superfici e favoriscono velocità maggiori, in particolare su neve umida. Dal punto di vista sanitario e ambientale, i PFAS sono composti estremamente persistenti e si accumulano nell’ambiente e negli organismi viventi.

Le autorità sportive hanno avviato verifiche tecniche per ricostruire la filiera dei materiali e valutare eventuali responsabilità esterne. I controlli prevedono ispezioni sull’attrezzatura e analisi di laboratorio per rilevare la presenza di PFAS.

Effetti tecnici e vantaggi competitivi

I controlli sull’attrezzatura e le analisi di laboratorio mirano a rilevare la presenza di PFAS e a limitare l’uso di scioline vietate. In competizioni decise per decimi o centesimi di secondo, anche piccoli incrementi di scorrevolezza possono determinare il risultato. Le cere fluorurate offrono quel margine: respingono l’acqua e mantengono bassa la resistenza al rotolamento sulla neve trasformata. Per questo motivo sono state diffuse sia a livello professionistico sia tra gli appassionati, malgrado i crescenti allarmi sui rischi.

Impatto ambientale e rischi per la salute

I PFAS sono caratterizzati da persistenza ambientale: non si degradano facilmente e possono accumularsi nel suolo e nelle acque. Monitoraggi internazionali ne hanno rilevato tracce in aree remote, dalla neve artica alle carote di ghiaccio. L’uso ripetuto di scioline contenenti PFAS e lo scioglimento dei ghiacci possono riliberare questi composti negli ecosistemi a valle, ampliando l’area d’impatto. Studi tossicologici evidenziano inoltre la capacità di alcuni PFAS di bioaccumularsi nella catena alimentare, con possibili implicazioni per la salute pubblica.

Il mattone resta sempre un elemento di riferimento per il confronto dei costi, ma nel contesto degli sport invernali la variabile critica resta la performance della sciolina. I dati di laboratorio e i monitoraggi ambientali saranno determinanti per valutare l’efficacia delle misure di controllo e per ridurre il rischio di contaminazione a lungo termine.

La fase di applicazione della sciolina resta particolarmente critica per la salute degli operatori e degli atleti. Il riscaldamento della cera con il ferro aumenta la volatilità dei composti e quindi l’esposizione. Ricerche precedenti hanno riportato concentrazioni elevate di PFAS nel sangue di addetti alla sciolinatura, indicando un rischio professionale concreto.

Regole, controlli e il futuro delle scioline

Per migliorare i controlli la FIS ha introdotto metodi portatili di rilevazione. Questi strumenti consentono verifiche rapide e ripetibili prima delle gare. Considerata la persistenza dei PFAS, gli enti raccomandano spesso la sostituzione dell’attrezzatura contaminata piuttosto che la pulizia approfondita. La rimozione completa risulta infatti tecnicamente difficile e non sempre efficace.

Le attività di monitoraggio ambientale e biologico saranno determinanti per valutare l’efficacia delle misure. I dati di controllo contribuiranno a definire protocolli più stringenti e strategie di prevenzione. Nei prossimi mesi si attendono ulteriori analisi per misurare l’impatto delle restrizioni sull’esposizione professionale.

L’industria della sciolina ha reagito investendo in soluzioni alternative. Sono disponibili prodotti privi di PFAS, ma oggi nessuna formula replica esattamente le prestazioni delle cere fluorurate. La restrizione imposta dalla FIS dimostra tuttavia che, con regole chiare, il settore può adeguarsi e innovare. Le aziende stanno focalizzando ricerca e sviluppo su formulazioni a basso impatto e su processi produttivi che riducano l’esposizione professionale.

Il messaggio più ampio

Esperti di clima e sostenibilità considerano le sanzioni anche a valore educativo. Oltre a tutelare l’ambiente di gara, la scelta vuole inviare un segnale ai milioni di praticanti amatoriali. Per gli addetti allo sport la sfida è tecnica ed etica insieme: preservare il contesto naturale che rende possibile la disciplina implica talvolta accettare limiti alle prestazioni per la salute dell’ecosistema. Alcuni specialisti ricordano che PFAS indica la famiglia dei composti perfluoroalchilici, noti per persistenza ambientale e difficoltà di degradazione.

Nei prossimi mesi sono previste ulteriori analisi e monitoraggi per quantificare l’impatto delle restrizioni sull’esposizione professionale e sulle prestazioni agonistiche.

Le squalifiche per PFAS a Milano Cortina non sono episodi esclusivamente disciplinari. Rappresentano un punto di svolta nello sport agonistico. Il tema impone di valutare il rapporto tra massima performance e sostenibilità ambientale. L’industria della sciolina ha già avviato investimenti verso alternative, ma le formulazioni prive di PFAS non eguagliano ancora tutte le prestazioni tecniche. Occorrono ulteriori analisi e monitoraggi per quantificare l’impatto sull’esposizione professionale e sulle prestazioni agonistiche, come previsto dalle misure in corso. Il prosieguo della ricerca tecnologica e gli sviluppi normativi determineranno le scelte di atleti e produttori nei prossimi mesi.

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Scritto da Staff

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