Negli ultimi tempi a Torino il mercato sotterraneo dei garage ha assunto i connotati di un vero e proprio settore immobiliare a sé: vendite in aumento file di acquirenti alla ricerca di un posto sicuro per l’auto e quotazioni che variano drasticamente da quartiere a quartiere. In aree come il Centro e la Crocetta si registrano i prezzi più alti, mentre in periferia emergono opportunità più economiche.
Il fenomeno non riguarda solo la città sabauda: anche in altre realtà urbane, come Piacenza, i costi di un box possono superare il prezzo di un bilocale periferico. Dietro questa dinamica ci sono fattori pratici — scarsità di posti, preferenza per la proprietà del parcheggio — e normativi, con disposizioni fiscali che possono rendere conveniente l’investimento per chi rispetta requisiti specifici.
Quotazioni e aree più richieste a Torino
Nei quartieri centrali la domanda ha spinto i prezzi fino a livelli record: le valutazioni possono arrivare fino a 3.600 euro al metro quadro nelle zone più appetibili, mentre in altre parti della città si trovano valori intorno ai 650 euro al metro quadro. Zone come San Salvario, Vanchiglia e la Barriera sono ormai caratterizzate da una forte pressione sulla disponibilità di posti auto, con difficoltà crescenti a parcheggiare che alimentano la corsa all’acquisto.
Centro, Crocetta e periferia: il divario di prezzo
Nel dettaglio, il Centro storico e la Crocetta rappresentano i poli con le quotazioni più elevate: qui la domanda di sicurezza e vicinanza ai servizi spiega i rialzi. Al contrario, nelle periferie il mercato offre occasioni per chi non richiede una posizione centrale; tuttavia, la presenza di un maggior numero di box non sempre abbassa i prezzi in modo significativo, perché la richiesta rimane costante.
Perché i box valgono così tanto: fattori pratici e urbanistici
La spinta all’acquisto nasce da motivazioni pratiche: la crescente difficoltà di parcheggio, la volontà di proteggere il veicolo, e l’idea del garage come bene rifugio in un mercato immobiliare complesso. A livello urbano, i vincoli di spazio e le politiche di mobilità che favoriscono il trasporto pubblico rendono i posti auto privati un asset sempre più raro e quindi più pregiato.
Conseguenze per chi vende e per chi compra
Per il venditore la forte domanda è l’occasione per valorizzare un garage: un piccolo spazio sotterraneo può raggiungere quotazioni elevate. Per l’acquirente, invece, è necessario valutare dimensioni effettive, accessibilità e costi di gestione oltre al prezzo d’acquisto, perché non tutte le soluzioni disponibili sono equivalenti in termini di praticità.
Regole fiscali e detrazione Irpef per il posto auto pertinenziale
Accanto alla dinamica dei prezzi, esistono norme fiscali che influenzano le scelte d’acquisto. L’articolo 16-bis del Tuir prevede una detrazione Irpef ripartita in dieci quote annuali per interventi di recupero edilizio effettuati su unità abitative e relative pertinenze. Per le spese documentate sostenute nel 2026 e nel 2026 la detrazione ordinaria è del 36% elevata al 50% per interventi sull’abitazione principale fino a un limite di 96.000 euro per unità immobiliare.
Importante: la norma che vieta normalmente le nuove costruzioni agevolabili ammette un’esenzione per la realizzazione di autorimesse e posti auto pertinenziali, ma con condizioni precise. Non basta che il locale sia usato come parcheggio: deve esistere un rapporto di pertinenzialità giuridicamente riconoscibile e documentato.
Requisiti essenziali per beneficiare della detrazione
Per accedere all’agevolazione è necessario che la concessione edilizia indichi espressamente il vincolo di pertinenzialità collegato a un’unità abitativa. Inoltre, ai fini catastali il manufatto deve essere censito come categoria C/6 (autorimesse), mentre un’accatastamento in C/2 (magazzini e depositi) esclude il diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera d), del Tuir. Questi aspetti tecnici sono decisivi e spesso determinano l’effettiva convenienza dell’operazione.
Il risultato è un mercato in cui il posto auto non è più un accessorio, ma un bene con valore e regole proprie.


