Manus, la startup acquisita da Meta alla fine di per una cifra riportata vicino ai 2 miliardi, ha lanciato il suo primo prodotto pubblico sotto l’ala del gruppo: Manus Agents. La novità porta l’idea di un agente AI personale direttamente nelle app di messaggistica, partendo da Telegram come canale iniziale disponibile per gli utenti.
Il rilascio è pensato per semplificare ciò che finora richiedeva installazioni e configurazioni complesse: collegare l’account, attivare l’agente e interagire in una chat dedicata. Subito dopo il lancio, però, Telegram ha sospeso almeno un account sempre attivo legato al servizio, introducendo un nodo operativo e di moderazione da seguire mentre Manus espande l’offerta.
Come si configura e cosa fa l’agente
L’onboarding parte dalla scheda Agents nell’interfaccia di Manus: dopo aver scelto Telegram l’utente scansiona un QR code con lo smartphone per collegare i due account.
Questo crea una chat dedicata che funge da porta d’ingresso sia dentro Manus sia nell’app di messaggistica.
Funzionalità principali
All’interno della chat l’agente è capace di eseguire richieste complesse: può effettuare ricerche, elaborare dati, trascrivere messaggi vocali, modificare immagini e analizzare documenti. Manus dichiara che tutte le feature del suo stack sono accessibili, incluse le capacità di ragionamento e le attività multi‑passo che consentono di portare avanti processi senza interventi continui dell’utente.
Personalizzazione e modelli
Gli utenti possono definire la personalità dell’agente (risposte concise, strutturate o conversazionali) e scegliere tra due modelli: Manus 1.6 Lite per compiti rapidi e meno intensivi, o Manus 1.6 Max per attività più complesse e approfondite. La scelta influenza velocità, costi e capacità di calcolo impiegata dall’agente.
Privacy, limiti e costi
Manus sottolinea che l’agente ha accesso soltanto ai messaggi inviati direttamente nella chat dedicata: in pratica non può leggere altre conversazioni, gruppi o contatti. Il servizio è offerto su tutti i piani di abbonamento di Manus, con partenza indicata a circa 20 dollari al mese per l’accesso base agli agenti, mentre alcune funzioni avanzate potrebbero richiedere crediti o livelli superiori.
Aspetti economici e sostenibilità
I flussi agent‑centrici tendono a consumare crediti più rapidamente: sessioni più lunghe, attività in background e operazioni continue possono aumentare il costo d’uso. Per questo motivo la trasparenza sui prezzi e sul consumo di risorse diventerà cruciale affinché l’offerta converta utenti mainstream e team professionali.
Piani di integrazione e reazioni del mercato
Manus ha annunciato l’intenzione di estendere il supporto ad altre piattaforme: tra le destinazioni previste ci sono WhatsApp, LINE, Slack e Discord, oltre a versioni native per Windows e macOS che permetteranno all’agente di gestire anche attività sul computer. Un co‑fondatore ha parlato di novità in arrivo nei “prossimi 30 giorni”, segnalando inoltre la possibilità di inserire agenti specializzati nelle chat di gruppo.
Il contesto competitivo è vivace: grandi attori come Meta, Google, Microsoft e OpenAI stanno esplorando soluzioni agentiche. La leva di Meta è la distribuzione su larga scala grazie a Instagram, Facebook e WhatsApp, mentre Manus porta l’esperienza tecnica degli agenti in una forma più immediata per chi usa principalmente le app di messaggistica.
Impatto sui creator e sui flussi di lavoro
Per chi crea contenuti l’arrivo di agenti AI integrati nelle piattaforme social può significare un forte alleggerimento delle attività analitiche e operative: strategie editoriali, analisi di performance e automazione di task ripetitivi diventano delegabili a un agente. Al tempo stesso la diffusione di agenti simili solleva il rischio di strategie omologate, rendendo la differenziazione ancora più dipendente dalla qualità degli obiettivi assegnati all’AI.
Il lancio su Telegram e la successiva sospensione mostrano che ci sono ancora nodi tecnici e normativi da sciogliere. Resta però l’idea centrale: portare un assistente esecutivo nelle tasche degli utenti attraverso la messaggistica potrebbe ridefinire il modo in cui deleghiamo compiti digitali quotidiani.

