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MacBook Neo: perché l’ssd è molto più lento rispetto agli altri Mac

I benchmark mostrano un'SSD del MacBook Neo con prestazioni inferiori rispetto ad altri Mac: numeri, confronti e conseguenze pratiche

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Il MacBook Neo è stato accolto con attenzione come la proposta più economica dell’ecosistema Apple, ma le prime analisi hardware hanno messo in luce un punto critico: la velocità della sua unità SSD. I test pubblicati dal canale YouTube Dave2D con il Blackmagic Disk Speed Test hanno riportato valori di lettura e scrittura chiaramente al di sotto di quanto ci si aspetterebbe da un portatile moderno, introducendo dubbi sull’esperienza d’uso in scenari più esigenti.

Il quadro va valutato tenendo conto della strategia commerciale: il modello è pensato come entry level e presenta specifiche volte a contenere i costi, con compromessi evidenti sui componenti. Oltre ai risultati dell’SSD, è necessario considerare la dotazione di sistema come la memoria RAM non espandibile, la scelta della tastiera e il sistema operativo fornito.

Questi elementi insieme spiegano perché il prezzo può risultare aggressivo ma non privo di limitazioni pratiche.

I numeri emersi dai test

Le misurazioni indicate dal test di riferimento mostrano che il MacBook Neo con taglio da 256 GB raggiunge circa 1.591,2 MB/s in lettura e 1.574,2 MB/s in scrittura secondo il Blackmagic Disk Speed Test. Questi valori pongono l’unità al di sotto della soglia tipica delle unità PCIe NVMe Gen 3 e lontano dalle prestazioni dei modelli più costosi della gamma. È importante sottolineare che i risultati fanno riferimento alle prove condotte su un determinato esemplare e possono variare in funzione del taglio di memoria e della configurazione interna.

Confronto con gli altri Mac

Il confronto con i fratelli di prodotto è impietoso: i portatili dotati di chip M5 e di configurazioni più rapide registrano spesso valori di lettura e scrittura superiori di centinaia o migliaia di MB/s. In alcuni test, ad esempio, il MacBook Pro 14″ con M5 supera i 6.700 MB/s, mentre il MacBook Air M5 si avvicina ai 6.500 MB/s. Anche i modelli con M4 si attestano sopra i 2.800–2.900 MB/s, quindi nettamente al di sopra del MacBook Neo. Secondo alcune analisi, la differenza percentuale può arrivare fino al 316% rispetto al MacBook Air M5.

Perché la differenza di prestazioni

La spiegazione più plausibile è di natura economica: per offrire un prezzo di ingresso contenuto, il produttore ha adottato componenti meno performanti.

L’adozione di un SSD più lento riduce il costo di produzione e permette di vendere il portatile a cifre aggressive. A ciò si aggiungono altre scelte di design come una tastiera senza retroilluminazione e una dotazione minima di memoria, che insieme delineano la fascia d’uso prevista per il dispositivo: attività quotidiane e consumo multimediale leggero piuttosto che carichi professionali intensi.

Prezzo e variabili di mercato

Le comunicazioni attorno al prezzo non sono del tutto uniformi: alcune fonti indicano listini come 699 euro per la versione da 256 GB e 799 euro per quella da 512 GB, mentre altre menzionano un prezzo ancora più aggressivo vicino ai 599 euro come riferimento di mercato. Questa variabilità riflette anche le strategie promozionali e i confronti con concorrenti che mettono in dubbio la percezione del valore.

In ogni caso, il prezzo ridotto rimane il fattore che giustifica i tagli hardware adottati.

Implicazioni pratiche per l’uso quotidiano

Nonostante i numeri modesti, l’SSD del MacBook Neo dovrebbe risultare adeguato per operazioni di base come navigazione, streaming e lavoro su documenti. Tuttavia, emergono due limiti concreti: la capacità dell’unità e la memoria RAM di sistema. Il portatile integra infatti 8 GB di RAM non espandibili, il che può costringere il sistema a ricorrere allo swapping su disco quando il multitasking o le applicazioni più pesanti richiedono più memoria, con effetti negativi sulle prestazioni complessive.

Swapping e esperienza d’uso

Con swapping si intende l’uso dell’SSD come estensione temporanea della RAM. Se il sistema esaurisce gli 8 GB disponibili, macOS ricorre al disco per salvare pagine di memoria, e la velocità dell’unità diventa un fattore critico. In questo scenario, un SSD più lento si traduce in rallentamenti più marcati rispetto a soluzioni dotate di memoria più veloce, alterando l’esperienza in attività quali editing, compilazione o gestione di più applicazioni contemporaneamente.

In sintesi, il MacBook Neo rappresenta un tentativo di rendere l’ecosistema Apple più accessibile, ma lo fa attraverso scelte tecniche che limitano le prestazioni dell’unità SSD rispetto agli altri modelli. Chi valuta l’acquisto dovrà ponderare il rapporto tra prezzo e necessità operative, considerando che per utilizzi intensivi i modelli con SSD più veloci e maggiore RAM rimangono la scelta preferibile.

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Scritto da Staff

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