Il World Economic Forum (WEF) si è svolto a Davos dal 20 al 24 gennaio 2026, in un contesto globale contraddistinto da incertezze e tensioni. L’evento ha accolto oltre 3.000 delegati provenienti da 130 nazioni, tra cui 64 leader di stati e governi. La significativa presenza di rappresentanti delle economie emergenti ha reso il summit un’importante piattaforma per il dialogo su questioni cruciali.
Tematiche centrali del forum
I lavori di Davos si sono concentrati su tre aree strategiche: rischio geopolitico, resilienza economica e innovazione tecnologica. Questi pilastri hanno guidato le discussioni nel tentativo di affrontare le sfide attuali e future.
Rischi geopolitici e protezionismo
Le tensioni tra le potenze globali continuano a occupare un posto centrale nel dibattito attuale.
I relatori hanno evidenziato che il protezionismo sta influenzando in modo negativo le relazioni internazionali e la cooperazione economica. Secondo gli esperti, è fondamentale trovare un equilibrio tra le esigenze nazionali e gli obiettivi globali, per prevenire ulteriori escalation di conflitti e garantire una stabilità duratura nei mercati.
L’era dell’elettricità e il futuro energetico
Fatih Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), ha annunciato che il mondo sta entrando in una nuova fase: l’era dell’elettricità. Durante il summit, Birol ha sottolineato l’importanza di una transizione energetica che abbandoni i combustibili fossili a favore di una totale elettrificazione. Questa necessità è resa urgente dalla crescente domanda di energia per data center, veicoli elettrici e sistemi di raffreddamento, tutti essenziali per contrastare il riscaldamento globale.
Il paradosso delle infrastrutture energetiche
Fatih Birol ha lanciato un appello ai leader europei, evidenziando un paradosso critico: nel 2026, l’Europa ha installato un record di 80 GW di nuova energia rinnovabile. Tuttavia, oltre 400 GW di potenziale energia pulita rimangono bloccati a causa di inadeguate infrastrutture e burocrazia. Questa situazione rappresenta un grave ostacolo per l’elettrificazione del continente e richiede un urgente snellimento delle procedure per i permessi.
Implicazioni economiche e competitive
La questione dei costi energetici è stata affrontata da Satya Nadella, CEO di Microsoft, che ha avvertito che la competizione globale nell’ambito dell’intelligenza artificiale sarà vinta da coloro che avranno costi energetici più competitivi. L’accessibilità dell’energia diventa così un fattore cruciale per la crescita del PIL dei Paesi.
Il rischio per l’Europa
Satya Nadella ha messo in guardia l’Europa, la cui industria rischia di perdere rilevanza a livello globale se non garantirà costi energetici competitivi. Ha esortato i leader europei a guardare oltre i propri confini e ad adottare una visione globale per mantenere la competitività.
Verso una resilienza energetica consapevole
Non è sufficiente adottare nuove tecnologie; è essenziale progettare sistemi resilienti in grado di affrontare le fluttuazioni climatiche e le tensioni geopolitiche. Investire in autoproduzione, sistemi di stoccaggio e diversificazione delle fonti rappresenta non solo una scelta ecologica, ma anche una strategia fondamentale per garantire la continuità operativa delle aziende.
Il WEF di Davos 2026 ha evidenziato come la transizione energetica e la gestione dei rischi geopolitici siano strettamente correlate alla competitività economica globale.
Per le aziende, risulta essenziale proteggere il proprio futuro attraverso scelte strategiche in un contesto in continua evoluzione. Le decisioni prese oggi influenzeranno non solo la loro sostenibilità, ma anche la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato e alle sfide emergenti.

