Il panorama della privacy delle comunicazioni elettroniche subirà cambiamenti significativi nel prossimo futuro. I governi del Regno Unito e di altre nazioni stanno intensificando gli sforzi per raccogliere e analizzare dati sui cittadini, compromettendo la sicurezza delle comunicazioni private, in particolare quelle protette da criptografia end-to-end.
I fatti
Nei prossimi mesi, è attesa un’intensificazione della pressione normativa da parte delle autorità britanniche e europee per limitare l’uso di servizi di messaggistica e email criptati, come Signal e WhatsApp. Questa tendenza richiama alla mente le Crypto wars degli anni ’90, quando il governo degli Stati Uniti tentò, senza successo, di imporre l’installazione del Clipper chip nelle telecomunicazioni per consentire l’accesso della NSA.
La regolamentazione proposta
Il Parlamento e il Consiglio europeo stanno preparando l’adozione della controversa Regolamentazione sulla lotta contro gli abusi sessuali sui minori (CSAR).
Questa normativa prevede che le piattaforme di messaggistica effettuino scansioni volontarie delle comunicazioni private per identificare contenuti problematici. Tuttavia, critici come l’ex eurodeputato Patrick Breyer avvertono che tale misura potrebbe comportare una sorveglianza di massa, priva di garanzie e imprecisa, a scapito della privacy dei cittadini europei.
I rischi associati al Chat Control
Il sistema noto come Chat Control introduce controlli sull’età degli utenti, obbligando le persone a fornire documenti identificativi o scansioni facciali per accedere ai servizi di messaggistica. Questo approccio rischia di compromettere la comunicazione anonima, fondamentale per giornalisti e attivisti.
Implicazioni nel Regno Unito
In Gran Bretagna, l’Online Safety Act solleva preoccupazioni simili, poiché potrebbe obbligare le aziende tecnologiche a eseguire scansioni su messaggi criptati.
Signal ha già annunciato che potrebbe ritirare il proprio servizio dal mercato britannico se costretta a implementare un backdoor per l’accesso ai dati.
Il futuro della privacy digitale
Le dinamiche attuali mostrano un crescente disagio governativo nei confronti delle comunicazioni criptate. A, il Revisore indipendente della legislazione sulle minacce statali ha avvertito che gli sviluppatori di tecnologie di criptazione potrebbero subire fermi e interrogatori da parte delle forze dell’ordine.
Identità digitale e sorveglianza
Il governo britannico propone un sistema di identificazione digitale obbligatorio, mirato a combattere l’immigrazione illegale. Tuttavia, questa iniziativa ha suscitato scetticismo. Alcuni parlamentari avvertono che potrebbe ampliare il controllo statale sulla vita dei cittadini. Gus Hosein, direttore esecutivo di Privacy International, sottolinea che le argomentazioni attuali ricordano quelle utilizzate nel passato per introdurre una carta d’identità nazionale, che fu poi abbandonata.
Le sfide legali in arrivo
Il 2026 porterà un aumento delle sfide legali riguardanti la sorveglianza statale e le protezioni legali per giornalisti e avvocati. Uno dei casi in corso coinvolge il Police Service of Northern Ireland e il MI5, accusati di aver ottenuto illegalmente dati di comunicazione da un ex giornalista della BBC.
Un futuro incerto
Le decisioni attese dalla Corte europea dei diritti umani potrebbero influenzare l’equilibrio tra sorveglianza e diritti individuali. Questo scenario, insieme alle recenti operazioni di hacking da parte delle forze dell’ordine su reti di comunicazione criptata, continua a sollevare interrogativi sulla legalità e l’etica dell’intervento statale nella privacy delle comunicazioni degli individui.
Il 2026 si prospetta come un anno cruciale per la privacy digitale, con nuove normative che potrebbero alterare radicalmente il modo in cui le comunicazioni vengono gestite e protette.


