La Cina sta accelerando il suo impegno nello spazio con ambizioni che vanno oltre le missioni lunari già note. Dopo i successi delle missioni Chang’e e l’approdo complessivo di Tianwen-1 su Marte, Pechino ha varato un piano che mira a riportare sulla Terra materiali martiani: la missione Tianwen-3. Questo progetto si colloca in un contesto internazionale in cui alcune iniziative concorrenti hanno subito rallentamenti, ampliando la possibilità che la CNSA sia tra le prime agenzie a ottenere campioni di un altro pianeta.
Riportare campioni da Marte non è soltanto una questione di prestigio politico: si tratta di un passaggio cruciale per la comprensione della storia geologica e biologica del Pianeta Rosso. La missione affronta sfide complesse, dalla raccolta del materiale alla fase critica di ascesa dalla superficie marziana e infine all’incontro orbitale per il trasferimento dei campioni verso la Terra.
In questo articolo spieghiamo obiettivi, architettura tecnica e tempistiche note finora.
Obiettivi scientifici e valore dei campioni
L’obiettivo primario di Tianwen-3 è riportare sulla Terra almeno una quantità significativa di materiale marziano per analisi con strumenti terrestri avanzati. Il recupero di campioni permette lo studio approfondito della composizione chimica, delle tracce isotopiche e di eventuali segnali biologici che sarebbero difficili da rilevare con strumenti a bordo di un rover. Il termine regolite indica il materiale di superficie che potrebbe contenere indizi sulla storia ambientale di Marte; scavare e analizzare questo materiale offre opportunità per comprendere meglio processi di alterazione, presenza passata di acqua e possibili molecole organiche.
Perché il sottosuolo può nascondere informazioni chiave
Sulla superficie marziana la radiazione solare e l’atmosfera tenue degradano rapidamente le molecole organiche potenzialmente significative.
Per questo motivo il materiale prelevato a qualche decina di centimetri sotto la crosta superficiale è considerato particolarmente interessante: il substrato protetto può conservare tracce che la superficie esposta non mantiene. Analisi di campioni profondi possono rivelare segnali chimici o isotopici che aiutano a ricostruire la storia climatica e idrologica del pianeta, oltre a valutare in modo più robusto la possibilità di processi biologici passati.
Architettura tecnica e approccio operativo
La proposta di missione prevede il lancio di due vettori Lunga Marcia: uno porterà il modulo di discesa dotato di sistemi per la raccolta, la trivellazione e l’ascesa dalla superficie; l’altro sarà dedicato all’orbiter che svolgerà il ruolo di recupero e trasferimento orbitale dei campioni. Per ridurre i tempi rispetto a soluzioni basate su rover sofisticati, la CNSA impiegherà tre modalità di campionamento: un braccio robotico per raccolte superficiali, una trivella per prelievi profondi e un drone per esplorare aree più lontane dal lander.
Strumenti di raccolta: braccio, trivella e drone
Il braccio robotico sarà usato per prelievi diretti vicino al sito di atterraggio, mentre la trivella è progettata per estrarre materiale più profondo ritenuto più protetto dalle radiazioni. Il terzo strumento, un drone simile a Ingenuity, permetterà di raggiungere depositi situati a distanze maggiori dal lander, ampliando la diversità dei campioni raccolti. Ogni metodo presenta limiti e punti di forza: il drone avrà mobilità ma capacità di campionamento inferiori rispetto a una trivella, mentre il braccio garantisce prelievi mirati e controllati.
Fasi critiche: ascesa, incontro in orbita e ritorno
Una volta raccolti, i materiali verranno contenuti in una capsula che dovrà essere lanciata dalla superficie marziana verso l’orbita, dove un orbiter avrà il compito di intercettare e catturare il carico.
Questa manovra di cattura è una delle più complesse: richiede sincronizzazione, precisione di guida e sistemi di acquisizione in grado di operare in condizioni dinamiche. La fase di ascesa dalla superficie è altrettanto delicata, perché implica la messa in moto di un modulo con massa variabile contenente campioni sensibili e la sua inserzione in traiettoria verso l’orbiter.
Tempistiche dichiarate e impatto storico
Secondo le informazioni attuali, il lancio della missione principale è previsto per la fine del 2028, con la consegna dei campioni sulla Terra stimata per il 2031. Se il piano si realizzerà nei tempi indicati, sarà il primo ritorno di materiale da un pianeta diverso dalla Terra e dalla Luna nella storia dell’esplorazione umana. Oltre al valore scientifico, questo risultato avrebbe implicazioni tecnologiche e strategiche rilevanti per future missioni con equipaggio verso Marte e per la leadership nelle capacità di esplorazione interplanetaria.

