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25 Settembre 2026

Interni milanesi di Jeoffrey Romano: equilibrio tra storia e modernità

Un quartiere milanese, un edificio degli anni ’40 e un progetto che trasforma la memoria in design contemporaneo.

Interni milanesi di Jeoffrey Romano: equilibrio tra storia e modernità

Nel cuore di un vivace quartiere milanese, l’edificio degli anni quaranta che ospita l’appartamento di Jeoffrey Romano si è trasformato in una vera e propria narrazione di design. L’imprenditore, fondatore di JR Studio, ha scelto l’immobile non solo per la sua posizione, ma per la risonanza emotiva della planimetria, che gli ricordava la casa dei genitori e dei nonni a Napoli. Questa percezione di déjà-vu è diventata la base su cui l’architetto Dimitri Martino ha costruito il nuovo interno.

Contesto storico e motivazioni dell’acquirente

L’appartamento è inserito in una zona dove si alternano palazzi d’epoca e torri moderne, un contrasto che richiama per Jeoffrey Romano l’atmosfera di quartieri come Chelsea a New York. L’energia cosmopolita del posto, i locali vintage e le gallerie d’arte hanno influito sulla decisione di acquistare. Il proprietario descrive il suo legame con gli spazi come un “ascolto” più che una “trasformazione”, un invito a preservare la memoria architettonica dell’edificio.

Principi progettuali e interventi strutturali

Martino ha optato per una strategia di interpretazione anziché di rottura, mantenendo l’impianto originale, le porte d’epoca e il parquet, che è stato restaurato e scurito per conferirgli un carattere più attuale. L’unico cambiamento sostanziale è stato lo spostamento della cucina nella zona giorno, rispondendo alle esigenze di convivialità del committente. Il risultato è una continuità spaziale che evita l’effetto nostalgia, lasciando che gli ambienti dialoghino liberamente.

Scelta degli arredi: modernariato e contemporaneità

Gli arredi sono stati selezionati con grande attenzione: pezzi di modernariato collocati accanto a design contemporanei, tutti dosati per creare un equilibrio visivo. La poltrona di Paolo Buffa rivestita con tessuto effetto bambi, le maniglie in ottone fuso che ricordano il bambù e il marmo Rosso Levanto in cucina sono esempi di come Rom­ano abbia voluto che ogni oggetto riporti a un luogo, una persona o un periodo della sua vita.

Il ruolo del colore e del corridoio come spina dorsale

Il colore in questo progetto non è decorazione, ma vero strumento architettonico. La palette parte da un verde tenue lungo il corridoio, proseguendo con verdi laccati nella zona giorno, creando continuità visiva e definendo atmosfere diverse. Il verde funge da filo conduttore, collegando il parquet scuro, gli arredi e le pareti in tonalità brune smaltate. Il corridoio, invece di essere un mero passaggio, è stato valorizzato come “dromos”, la colonna vertebrale dell’abitazione, con porte originali smaltate e maniglie in ottone, amplificando la percezione di spazio.

Camera da letto: una galleria personale

Il luogo più intimo della casa è stato trasformato in una piccola galleria. Davanti al letto, Rom­ano ha allestito una parete con dipinti, fotografie e opere tramandate o acquistate nel tempo, creando una collezione d’emozioni che racconta la sua storia familiare. Questo spazio dimostra come l’arte possa diventare elemento di distensione e al contempo veicolo di identità.

La scelta dei materiali – resina, legno, ottone, marmo – e dei colori – verde bosco, rosso mora, nero rigoroso – crea un dialogo tra contrasto e armonia, trasformando l’ambiente in una vera testimonianza di stile e radici.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.