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indagine brasiliana sul programma Jumpstart di Microsoft e la preinstallazione di Edge

Il CADE ha richiesto documenti e dati a diversi produttori per verificare se il programma Jumpstart limiti la concorrenza imponendo l'installazione esclusiva di Edge sui pc Windows

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Il CADE, l’autorità brasiliana per la concorrenza, ha avviato accertamenti sul rapporto commerciale tra Microsoft e i principali produttori di PC (OEM) nell’ambito del programma Jumpstart. La segnalazione presentata da Opera sostiene che alcune condizioni contrattuali avrebbero potuto limitare la libertà degli OEM nella scelta dei browser preinstallati sui dispositivi Windows. L’autorità ha chiesto chiarimenti contrattuali, dati sulle vendite e informazioni operative ai produttori coinvolti: l’esito dell’indagine potrebbe influire sulle pratiche di distribuzione del software preinstallato e, più in generale, sulla concorrenza tra browser nel mercato dei sistemi operativi.

Chi è coinvolto e cosa ha chiesto il CADE
Le parti al centro dell’inchiesta sono Microsoft, diversi produttori di PC e il denunciante Opera. Il CADE ha inviato richieste formali a dieci grandi OEM — Dell, HP, Lenovo, Asus, Acer, Samsung, LG, Positivo, Multilaser e Daten — per ottenere contratti, dati sui volumi di vendita dei dispositivi Windows e descrizioni operative del programma Jumpstart.

L’obiettivo dichiarato è verificare se le condizioni commerciali abbiano favorito Edge a scapito di browser concorrenti, riducendo così la possibilità per gli OEM di offrire alternative ai consumatori.

Tipologie di informazioni richieste
Tra i documenti sollecitati figurano i contratti stipulati con Microsoft, i numeri di unità vendute per periodo e sistema operativo, e la distinzione tra dispositivi venduti all’interno del programma Jumpstart e quelli fuori da esso. Il CADE ha chiesto anche il conteggio dei PC commercializzati con Windows in modalità S — che limita l’installazione di app allo store Microsoft — e la relativa documentazione commerciale. In pratica, l’autorità vuole ricostruire non solo i termini formali dei contratti, ma anche l’impatto operativo delle clausole su scelte e comportamenti degli OEM.

Contratti, clausole e possibili penali
Nel mirino del CADE ci sono eventuali clausole restrittive, penali per la non conformità e altri meccanismi che possano aver condizionato la preinstallazione di software di terze parti.

Le copie dei contratti serviranno a capire se la scelta dei produttori fosse effettivamente autonoma o condizionata da obblighi economici o commerciali. Un elemento chiave è capire se gli incentivi (o le sanzioni) previsti dalle intese abbiano reso proibitivo, dal punto di vista economico, rinunciare a determinati pacchetti software proposti da Microsoft.

Impatto sulla concorrenza e sugli OEM
Se emergessero clausole che favoriscono sistematicamente una soluzione preinstallata, il CADE potrebbe avviare ulteriori approfondimenti e, se del caso, imporre misure correttive. In termini pratici, vincoli contrattuali di questo tipo possono creare barriere all’ingresso per fornitori di browser alternativi, riducendo visibilità e quote di mercato dei concorrenti e limitando la scelta dei consumatori. L’autorità ha inoltre chiesto quale sarebbe l’impatto economico per un produttore che decidesse di uscire da Jumpstart, per capire se le condizioni offerte esercitino una pressione tale da rendere poco praticabile qualsiasi rifiuto.

Reazioni del mercato e prospettive
La Browser Choice Alliance — che riunisce operatori come Opera, Google Chrome e Vivaldi — ha salutato positivamente l’indagine, ritenendola un passo utile per contrastare pratiche che potrebbero comprimere la concorrenza. Microsoft, dal canto suo, non è sotto accusa per la qualità di Edge, quanto per le modalità di distribuzione e promozione: l’azienda dovrà dimostrare che eventuali misure adottate siano necessarie e proporzionate. In assenza di giustificazioni convincenti, il regolatore potrebbe disporre sanzioni o obblighi di adeguamento.

Prossime fasi
Nei prossimi mesi il CADE valuterà i contratti, i log di distribuzione e la documentazione raccolta per stabilire se siano presenti pratiche anticoncorrenziali. Le parti interessate potranno presentare osservazioni e prove a supporto. Una decisione con prescrizioni correttive potrebbe avere ripercussioni sui modelli di distribuzione del software a livello nazionale, spingendo verso maggiore trasparenza nei termini commerciali o obblighi di interoperabilità.

Il CADE cercherà di chiarire se le prassi contestate limitino effettivamente la concorrenza e la scelta degli utenti, con possibili conseguenze sulle relazioni commerciali tra Microsoft e gli OEM.

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Scritto da Staff

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