Le novità introdotte dalla normativa per il 2026 ridefiniscono i criteri con cui le imprese possono accedere agli incentivi fiscali per gli investimenti orientati alla sostenibilità. Il testo spiega in termini pratici quando le agevolazioni diventano operative, chi può beneficiarne, quali sono le percentuali di maggiorazione e quali requisiti tecnici sono richiesti per qualificare un intervento come green. L’articolo fornisce una bussola operativa per pianificare investimenti volti a migliorare l’efficienza energetica e a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. Seguono indicazioni dettagliate sui criteri di ammissibilità e sulle procedure necessarie per presentare le richieste.
Tempistiche e operatività delle nuove misure
Le disposizioni collegano l’effetto dell’iperammortamento agli elementi dichiarati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2026.
Questa sequenza temporale incide sulla programmazione degli investimenti aziendali e sui flussi di cassa.
Per l’anno in corso le imprese soggette a IRES possono ancora utilizzare strumenti transitori, tra cui l’IRES premiale, intesa come misura ponte fino all’entrata a regime del nuovo pacchetto di agevolazioni. Le imprese dovranno verificare i requisiti di ammissibilità e le procedure di rendicontazione per non perdere benefici fiscali, in vista delle scadenze collegate alla dichiarazione 2027.
Soggetti ammessi e periodo di investimento
Possono usufruire dell’agevolazione i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a unità produttive situate in Italia. Il periodo utile per la maggiorazione comprende gli investimenti realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
L’agevolazione si applica esclusivamente agli interventi che determinano un miglioramento misurabile dell’efficienza energetica riferibile alla singola unità produttiva o a processi produttivi distinti. Per efficienza energetica si intende la riduzione del consumo energetico per unità di output produttivo, verificabile con indicatori tecnici. Le imprese devono dimostrare il rispetto dei requisiti di ammissibilità e seguire le procedure di rendicontazione previste per mantenere il beneficio fiscale.
Percentuali di maggiorazione e soglie di investimento
In continuità con le regole di ammissibilità, le maggiorazioni fiscali dipendono dall’importo dell’investimento e dal livello di efficientamento energetico raggiunto. Per gli investimenti che soddisfano i requisiti green le percentuali previste sono pari a 220% fino a 2,5 milioni di euro, 140% per la fascia tra 2,5 e 10 milioni e 90% per la fascia 10–20 milioni di euro.
Se i requisiti specifici non risultano soddisfatti, le aliquote si riducono rispettivamente a 180%, 100% e 50%. Tali soglie determinano l’entità del beneficio fiscale e influenzano la valutazione di convenienza economica degli interventi, nonché la pianificazione degli investimenti da parte dei soggetti titolari di reddito d’impresa.
Come leggere le maggiorazioni in pratica
Maggiorazione indica la possibilità di dedurre fiscalmente una quota superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto. Con una maggiorazione del 220% l’impresa può ammortizzare fiscalmente una base di costo significativamente maggiore rispetto al prezzo pagato, riducendo la base imponibile.
La valutazione della convenienza richiede l’integrazione del beneficio fiscale con il risparmio energetico operativo. È necessaria una simulazione che confronti cash flow, periodo di payback e impatto sulla liquidità.
Per decisioni informate è opportuno combinare la pianificazione fiscale con un’analisi tecnico-economica degli interventi e verifiche di conformità normativa. L’ultimo passaggio consiste in simulazioni pratiche per quantificare il vantaggio complessivo prima dell’investimento.
Requisiti tecnici per qualificare un investimento come green
Dopo le simulazioni pratiche per quantificare il vantaggio, la normativa definisce criteri misurabili per riconoscere un investimento green. Un intervento è qualificabile se assicura una riduzione dei consumi energetici di almeno 3% sull’intera unità produttiva oppure del 5% sui singoli processi produttivi interessati. Il requisito è volto a garantire un miglioramento effettivo e misurabile dell’efficienza energetica.
Il risparmio deve essere documentato con una diagnosi energetica effettuata ex ante e ex post. La verifica finale richiede la certificazione da parte di un valutatore indipendente, come un EGE o una ESCo. In assenza di tale certificazione il progetto non potrà beneficiare delle aliquote massime di maggiorazione previste.
Integrazione digitale e interconnessione
In assenza della certificazione richiesta, il progetto non potrà beneficiare delle aliquote massime di maggiorazione previste. A partire da tale vincolo, la normativa richiede anche l’interconnessione dei beni con i sistemi gestionali aziendali. Per interconnessione si intende il collegamento digitale che rende accessibili dati di funzionamento e stato operativo agli strumenti di controllo aziendale.
L’obiettivo non è limitato all’installazione di nuovo hardware. È richiesta l’integrazione digitale dei dati e dei processi aziendali in ottica Industria 4.0. Ciò consente di centralizzare informazioni su consumi, prestazioni e anomalie.
Soluzioni come il MES di TeamSystem permettono di collegare macchinari, ERP e WMS. Il sistema raccoglie dati di consumo e performance e rende disponibili indicatori energetici in tempo reale.
Questa configurazione facilita la dimostrazione del risparmio energetico e supporta la gestione della manutenzione predittiva. Inoltre, l’accesso continuo ai dati agevola la rendicontazione tecnica richiesta per la qualificazione degli investimenti.
Semplificazioni per contratti EPC e continuità normativa
Per i progetti realizzati mediante contratti EPC stipulati con ESCo, la normativa prevede una semplificazione del requisito di risparmio energetico. Il requisito si considera soddisfatto quando è previsto contrattualmente, con conseguente riduzione degli oneri amministrativi e maggiore prevedibilità per le imprese. Questa misura, unita all’accesso continuo ai dati, agevola la rendicontazione tecnica richiesta per la qualificazione degli investimenti. Inoltre, molte disposizioni richiamano criteri già noti dal percorso del Piano Transizione 5.0, garantendo continuità e favorendo la programmazione degli interventi con maggiore certezza sull’ammissibilità.
Consigli per le imprese
Prima di avviare investimenti le imprese devono svolgere una diagnosi energetica professionale e definire l’integrazione digitale necessaria. È opportuno valutare l’impiego di ESCo tramite contratti che trasferiscano competenze e rischi tecnici. Le tempistiche vanno pianificate in funzione della finestra 2026–2028 e delle scadenze amministrative collegate. Si raccomanda inoltre di confrontare scenari economici con diverse maggiorazioni per ottimizzare il ritorno finanziario e i benefici ambientali. Le agevolazioni rappresentano una leva fiscale rilevante a condizione che i requisiti tecnici siano rispettati e documentati secondo la normativa vigente. L’ultimo elemento di attenzione riguarda la documentazione: prove di conformità e monitoraggi periodici facilitano l’ammissibilità e la rendicontazione delle misure.

