Il Turkmenistan, noto per la sua economia fortemente ancorata al gas naturale, sta vivendo un cambiamento epocale nell’ambito delle criptovalute. A partire dal 1°, il governo ha deciso di legalizzare il mining e gli exchange di valute digitali, segnando un passo significativo verso la modernizzazione economica del paese. Questa decisione, presa dal presidente Serdar Berdimuhamedov, ha suscitato curiosità e interesse in un contesto tradizionalmente chiuso e fortemente controllato.
La nuova legge sugli asset virtuali
Il punto di partenza di questa apertura è rappresentato dalla legge sugli asset virtuali, firmata il 28. Questa normativa offre un quadro regolamentare preciso per la creazione, l’emissione e la gestione delle criptovalute, stabilendo un regime di licenze obbligatorie per chi desidera operare nel settore.
In questo modo, il governo intende garantire un controllo rigoroso, mantenendo la supervisione da parte della Banca centrale del Turkmenistan e delle autorità competenti.
Requisiti e restrizioni
La legge consente a privati e aziende di estrarre criptovalute e di gestire piattaforme di scambio, ma ogni attività deve essere registrata e approvata. Inoltre, le attrezzature utilizzate per il mining devono rispettare specifici requisiti tecnici e di sicurezza. I minatori devono fornire un portafoglio valido per operare legalmente. È importante notare che, sebbene le criptovalute possano essere detenute e scambiate, non sono considerate moneta legale e non possono essere utilizzate per pagamenti di beni o servizi.
Un approccio pragmatico verso l’economia
La scelta del Turkmenistan di legalizzare il mining di criptovalute sembra essere più una strategia pragmatica piuttosto che un’apertura ideologica.
L’economia del paese è vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi del gas naturale, e questa regolamentazione è vista come un modo per attrarre investimenti esteri e stimolare l’innovazione tecnologica. In tal modo, il Turkmenistan cerca di diversificare le sue fonti di reddito, allontanandosi da una dipendenza unicamente dagli idrocarburi.
Modernizzazione e riforme gradualiste
Questo sviluppo si inserisce in un contesto più ampio di riforme economiche, che include l’introduzione di visti elettronici e normative sulle tecnologie digitali. Questi cambiamenti segnano un allontanamento da una politica di isolamento che ha caratterizzato il paese per decenni. Tuttavia, l’approccio rimane fortemente controllato, con restrizioni che limitano la libertà di operare nel settore delle criptovalute.
Confronto con altri paesi della regione
Il Turkmenistan non è l’unico paese dell’Asia centrale a esplorare le opportunità offerte dalle criptovalute.
Stati come Uzbekistan e Kazakistan hanno già adottato normative in materia di mining e exchange. Tuttavia, il modello turkmeno si distingue per il suo elevato livello di controllo statale, riflettendo le caratteristiche politiche ed economiche del paese. Il regime di licenze e la sorveglianza della Banca centrale mirano a garantire che il settore rimanga sotto l’egida dello stato, bilanciando così innovazione e controllo.
In conclusione, la legalizzazione del mining di criptovalute in Turkmenistan rappresenta un passo avanti significativo, anche se con molte limitazioni. Le opportunità per un futuro sviluppo del settore rimangono incerte, e la strada da percorrere per una vera liberalizzazione è ancora lunga e tortuosa.

