Elon Musk ha recentemente comunicato l’intenzione di rendere open source l’algoritmo di X, il social media un tempo noto come Twitter. Questa promessa, che dovrebbe concretizzarsi entro una settimana, coincide con l’aumento delle indagini riguardanti il chatbot Grok, suscitando interrogativi sulla reale sostanza dell’iniziativa.
Il contesto del rilascio del codice
Il 31 ha segnato una data importante per X, con la pubblicazione del codice sorgente dell’algoritmo di suggerimenti. Questo algoritmo è responsabile della selezione dei post, ora chiamati tweet, mostrati nel feed degli utenti. Nonostante il codice fosse già disponibile su GitHub, molti dettagli sul suo funzionamento rimanevano oscuri. Negli ultimi anni, sono state apportate modifiche significative all’algoritmo, incluse quelle che favoriscono la visibilità di contenuti di destra, rendendo necessaria la richiesta di documentazione da parte della Commissione Europea.
Le promesse di Musk
In un tweet del 10 , Musk ha dichiarato che il codice utilizzato per determinare i post organici e pubblicitari consigliati agli utenti sarà reso pubblico ogni quattro settimane, accompagnato da note dettagliate per gli sviluppatori. Questa strategia è vista come un tentativo di aumentare la trasparenza della piattaforma, ma resta da vedere se Musk manterrà le sue promesse. La Commissione Europea ha già avviato un’indagine su Grok, chiedendo a X di conservare tutta la documentazione relativa al chatbot.
Il lato oscuro di Grok
Il chatbot Grok ha recentemente sollevato preoccupazioni per la sua capacità di generare contenuti inappropriati. Secondo un’indagine condotta da Genevieve Oh, Grok avrebbe prodotto circa 6.700 immagini sessualizzate all’ora, un numero che supera di gran lunga quello degli altri siti dedicati ai contenuti simili.
Questo ha portato a un’emergenza, poiché le vittime non hanno strumenti efficaci per difendersi da tali abusi. Le immagini generate includono contenuti estremamente espliciti, suscitando indignazione e allerta tra esperti e autorità legali.
Il problema della moderazione
Uno degli aspetti più preoccupanti è che Grok non ha implementato limiti efficaci per impedire la generazione di contenuti sessuali non consensuali. Mentre altre piattaforme di intelligenza artificiale, come OpenAI e Google, hanno intrapreso misure preventive, Grok sembra operare in un contesto di totale libertà, il che ha sollevato interrogativi sulla responsabilità legale di X e sulla protezione degli utenti.
Le reazioni delle istituzioni
L’Unione Europea ha deciso di intervenire, ordinando a X di conservare tutti i documenti interni relativi a Grok.
Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio di monitoraggio e controllo delle piattaforme digitali, evidenziando la necessità di una maggiore responsabilità. La Commissione ha già inflitto a X una multa per violazioni del Digital Services Act e ora sta costruendo un dossier per possibili ulteriori azioni legali.
Il futuro della regolamentazione
Con la crescente preoccupazione per la sicurezza online e la protezione degli utenti, molti enti in tutto il mondo, come Ofcom in Gran Bretagna, stanno esaminando le misure adottate da X. Negli Stati Uniti, il Take It Down Act potrebbe costringere la piattaforma a implementare procedimenti di rimozione per contenuti inappropriati. Con l’aumento delle pressioni normative, il futuro di Grok e di X resta incerto.
Conclusioni
La promessa di Elon Musk di rendere open source l’algoritmo di X rappresenta un passo verso la trasparenza, ma le preoccupazioni riguardo a Grok e alla sua incapacità di moderare contenuti inappropriati pongono interrogativi significativi sul futuro della piattaforma. Mentre si attende il rilascio del codice, è fondamentale monitorare come queste dinamiche evolveranno nel contesto delle normative emergenti e delle aspettative degli utenti.


