All’inizio dell’anno il CEO Neal Mohan ha anticipato una novità che coinvolge i creator: la possibilità di usare l’intelligenza artificiale per creare un avatar digitale da inserire nei Shorts di YouTube. La piattaforma ha messo a disposizione le istruzioni per la generazione di quello che molti chiamano deepfake, specificando però procedure e strumenti pensati per limitare abusi e contenuti fuorvianti. Al momento la funzione è in distribuzione graduale e, come riportato, non è attiva in Europa.
La scelta di introdurre avatar sintetici si inserisce in un contesto più ampio di moderazione: YouTube ha già annunciato l’intenzione di rimuovere contenuti generati dall’AI di scarsa qualità, definiti internamente come AI slop, per ridurre spam e clickbait. La mossa segue interventi operativi della piattaforma, tra cui la chiusura a fine gennaio di due canali con quasi sei milioni di iscritti complessivi, a conferma di un controllo più stringente sui contenuti automatizzati.
Come si crea un avatar e quali strumenti sono usati
Il processo per ottenere un avatar è pensato per essere semplice per il creator: dall’app mobile di YouTube si seguono i prompt a schermo che guidano alla registrazione di un selfie video e della voce. Il sistema usa queste registrazioni come campione per generare la versione digitale tramite il modello Google Veo, producendo clip della durata massima di otto secondi. È possibile creare contenuti ex novo o inserire l’avatar in Shorts già esistenti, e in alternativa si può ricorrere all’app YouTube Create per flussi creativi simili.
Verifica dell’identità e ruolo della procedura
Per utilizzare la funzione il creator deve avere almeno 18 anni ed essere proprietario del canale: è prevista una verifica con documento e l’invio di un video selfie come prova.
Quest’ultimo file serve non solo a modellare l’avatar, ma anche come riferimento che il sistema potrà usare in fase di identificazione quando qualche video con avatar verrà esaminato. L’obiettivo dichiarato è prevenire impersonificazioni e abusi, integrando elementi di sicurezza nel flusso di creazione.
Regole di conservazione, cancellazione e segnalazione
La piattaforma ha definito regole precise sulla durata e la rimozione degli avatar: quelli non utilizzati per tre anni vengono eliminati automaticamente, mentre il creator può cancellare un avatar manualmente senza rimuovere dai server i video che lo contengono. Al contrario, eliminando un video che contiene un avatar viene cancellato anche il riferimento relativo all’avatar. Tutti i contenuti generati con avatar saranno contrassegnati in modo chiaro e presenteranno watermark come SynthID e C2PA per facilitarne la tracciabilità.
Moderazione e qualità dei contenuti
Non è ancora del tutto chiaro come la piattaforma valuterà la qualità dei contenuti prodotti con avatar: sebbene YouTube abbia esplicitato la volontà di rimuovere l’AI slop, i criteri pratici di giudizio non sono stati completamente dettagliati. Restano confermate però le misure tecniche di trasparenza, come l’etichettatura esplicita e i watermark, e l’impegno a intervenire su account che sfruttano l’AI per diffondere spam o informazioni fuorvianti.
Impatto per creator, pubblico e brand
L’arrivo degli avatar sintetici apre nuove possibilità creative per i creator: rappresentano uno strumento rapido per ampliare la gamma espressiva nei formati brevi, consentendo sperimentazioni visive anche a chi ha risorse limitate. Allo stesso tempo, la novità solleva questioni di responsabilità: deepfake e contenuti sintetici possono essere utilizzati in modo improprio, quindi la presenza di SynthID e C2PA è pensata per aumentare la fiducia del pubblico e offrire ai brand segnali di autenticità durante campagne e collaborazioni.
Infine, l’implementazione verrà estesa gradualmente nei prossimi giorni a livello mondiale con l’esclusione dell’Europa, come indicato nelle note ufficiali. La scelta di limitare temporaneamente la disponibilità riflette la necessità di bilanciare innovazione e governance, lasciando spazio a revisioni e aggiustamenti in base all’uso reale da parte della community.
