in

Guasto alla toilette di Orion durante Artemis II: come l’equipaggio si è organizzato

Artemis II si avvicina alla Luna mentre l'equipaggio affronta un'anomalia al sistema di scarico di Orion, risolta con strategie temporanee e procedure consolidate

Guasto alla toilette di Orion durante Artemis II: come l'equipaggio si è organizzato

La missione Artemis II prosegue il suo viaggio verso il satellite naturale: la navicella Orion è ora più vicina alla Luna che alla Terra e tra circa due giorni è previsto un passaggio ravvicinato. Dopo il lancio del 2 aprile e la fase iniziale di orbita, l’equipaggio ha completato una serie di operazioni critiche e sta gestendo alcune anomalie tecniche che non compromettono la traiettoria. In questo contesto si inserisce il problema più mediatizzato: un malfunzionamento al sistema di gestione dei rifiuti liquidi a bordo, che ha richiesto interventi sia degli astronauti sia dei centri di controllo a Terra.

La sequenza di controllo e diagnosi ha mostrato come, nonostante il disguido, le priorità operative siano rimaste intatte: mantenere la sicurezza dell’equipaggio e garantire che la navicella segua il piano di volo.

Tra le attività quotidiane a bordo non sono mancati esperimenti scientifici, osservazioni della Terra e pause per i pasti. Tuttavia, la gestione della toilette ha attirato l’attenzione pubblica e degli specialisti, perché ha coinvolto procedure tanto tecniche quanto pratiche, richiedendo soluzioni temporanee e una certa dose di creatività da parte degli astronauti.

La manovra che ha messo Orion sulla traiettoria lunare

La manovra di inserirsi sulla rotta lunare è stata eseguita con il motore del Modulo di Servizio Europeo (ESM), che ha fornito una spinta continuativa per circa sei minuti. Questa operazione, nota come manovra di inserzione translunare (TLI), ha trasformato l’orbita precedente e ha imbarcato la navicella su una traiettoria che in tre giorni porterà Orion nei pressi della Luna, consentendo anche di sfruttare la gravità lunare per il rientro.

I centri di controllo hanno quindi verificato parametri fondamentali come pressione dei serbatoi e temperature, raccogliendo dati cruciali per il prosieguo della missione.

Comunicazioni e prime anomalie registrate

Durante le prime fasi dopo il lancio si sono verificati alcuni inconvenienti minori: una breve interruzione delle comunicazioni con la Terra, problemi con applicazioni di bordo come Outlook e il malfunzionamento di una GoPro Max. Un altro episodio risolto rapidamente ha riguardato la toilette, riparata sul momento dall’astronauta Christina Koch che ha scherzato definendosi “un idraulico spaziale“. Tali interventi dimostrano come le procedure di bordo e la preparazione dell’equipaggio siano fondamentali per affrontare imprevisti quando si è fuori dall’atmosfera.

Il guasto alla toilette: cosa è successo e perché

Il sistema toilette di Orion ha funzionato inizialmente, con gli astronauti che hanno gestito lo scarico dei liquidi come previsto.

Mission control ha però rilevato che lo sfiato esterno potrebbe essersi ghiacciato a causa della dispersione di urina nello spazio, causando l’ostruzione del condotto. Per provare a risolvere il problema senza interventi meccanici esterni, il team ha orientato la navicella in modo da esporre al Sole il lato dove si trova l’apertura di scarico per circa due ore, con l’obiettivo di far tornare in fase liquida i residui congelati. I tecnici hanno specificato che questo cambiamento di assetto non influenzerà le tempistiche o la traiettoria della missione.

Conseguenze e riferimenti a soluzioni storiche

Il fenomeno del congelamento nelle maniche di scarico non è nuovo: anche nei voli dello Space Shuttle si registrarono episodi simili, risolti allora con l’intervento del braccio robotico per rimuovere il ghiaccio.

Orion, però, non è dotata di un braccio robotico e pertanto le opzioni disponibili sono diverse: orientazione della capsula, procedure operative di sblocco e l’uso di attrezzature di emergenza. Il confronto con esperienze passate ha aiutato gli ingegneri a scegliere le contromisure più sicure e praticabili in assenza di accesso esterno meccanico diretto.

Soluzioni temporanee e gestione dell’emergenza a bordo

Mentre il team terrestre valuta le azioni di lungo periodo, a bordo sono disponibili unità di emergenza per i bisogni fisiologici: le Collapsible Contingency Urinal (CCU) possono essere impiegate come alternativa temporanea per lo smaltimento dei liquidi. Gli astronauti sono addestrati all’uso di questi dispositivi e alle procedure di conservazione e gestione dei rifiuti, così da evitare disagi fino al ripristino definitivo del sistema principale. La priorità resta sempre la salute dell’equipaggio e la conservazione delle condizioni igieniche nello spazio chiuso della capsula.

Ruolo dell’equipaggio nella risoluzione

L’intervento manuale e la capacità di adattamento degli astronauti rimangono centrali: oltre alla pronta riparazione iniziale operata da Christina Koch, l’equipaggio continua a collaborare con i controllori a Terra per testare procedure, documentare anomalie e applicare soluzioni temporanee. Questa collaborazione dimostra come le competenze umane a bordo, unite all’esperienza degli specialisti a terra, costituiscano la principale risorsa per gestire problemi imprevisti durante missioni profonde come Artemis II.

La quotidianità di viaggio: scienza, esercizio e panorami

Nonostante gli impegni tecnici, a bordo non mancano momenti di scienza e svago: gli astronauti stanno conducendo esperimenti, tra cui lo strumento Avatar per misurare gli effetti delle radiazioni su tessuti su chip, e dedicano tempo all’esercizio fisico con una struttura simile a uno yo-yo per mantenere la forma. Hanno anche potuto ammirare scorci spettacolari della Terra dalle due finestre panoramiche, tanto da rinunciare al pranzo per scattare fotografie. Il menu include una selezione ampia di alimenti (circa 189 prodotti), bilanciati per durata, nutrizione e preferenze dell’equipaggio, a dimostrazione della cura logistica richiesta per le missioni umane nello spazio.

What do you think?

Scritto da Roberto Investigator

Tre scandali politici e due frodi finanziarie portate alla luce. Lavora con un metodo quasi scientifico: molteplici fonti, documenti verificati, zero assunzioni. Non pubblica finché non è a prova di proiettile. Un buon giornalismo investigativo richiede pazienza e paranoia in egual misura.

Risparmiare sulla VPN: CyberGhost con sconto dell’83% sul piano da 28 mesi

Risparmiare sulla VPN: CyberGhost con sconto dell’83% sul piano da 28 mesi