Green Tour è un nuovo programma televisivo che mette insieme racconto del territorio e promozione di pratiche sostenibili. In onda su La7, la trasmissione racconta realtà locali in cui il rispetto ambientale diventa un vantaggio competitivo per imprese, comunità e offerta turistica. La prima puntata, in programma il 1° marzo, esplora le Marche partendo dalla provincia di Ancona.
Le carte visionate descrivono un piano editoriale costruito su storie di prossimità: filiere corte, economia circolare e interventi per la tutela del paesaggio. Il materiale promozionale destinato alla stampa traccia itinerari e profili di piccole e medie realtà produttive, con l’intento dichiarato di collegare turismo responsabile e sviluppo economico locale.
Per l’esordio la produzione ha messo a punto tappe mirate nella provincia dorica: incontri con produttori agricoli, cooperative e amministrazioni comunali, riprese sul campo e interviste.
Il montaggio mescola reportage, segmenti culinari e conversazioni con esperti, per mettere in luce sia le pratiche concrete sia il valore culturale dei territori visitati.
Al timone ci sono Edoardo Raspelli, voce nota della gastronomia italiana, e l’attrice e conduttrice Sofia Bruscoli. Raspelli porta un approccio esperienziale e sensoriale alle filiere alimentari; Bruscoli enfatizza invece la narrazione del patrimonio culturale e la comunicazione delle comunità. A loro si affiancano esperti locali e rappresentanti istituzionali, che contribuiscono a dare profondità alle storie raccontate.
Il format non è un semplice travel show. Prodotto da Tvcom con il supporto di CNA, Green Tour costruisce una trama che mette in relazione paesaggio, impresa e ospitalità: l’idea è dimostrare come la tutela del territorio si possa trasformare in opportunità economiche e occupazionali, promuovendo un turismo più consapevole che vede il paesaggio come capitale da preservare.
Le testimonianze raccolte mostrano esempi concreti: aziende che investono in fonti rinnovabili e in efficientamento energetico, strutture ricettive che puntano su esperienze lente e soggiorni prolungati, chef e filiere locali che lavorano insieme per valorizzare prodotti a km zero. Sono pratiche replicabili che riducono i costi, limitano le emissioni e rafforzano il legame tra produzione e comunità.
Nel dettaglio, la puntata di Ancona affronta progetti di energia pulita e interventi di efficienza; a Senigallia si indaga l’ospitalità orientata all’esperienza; a Jesi si raccontano le colline del Verdicchio, esempio di come tradizione vitivinicola e innovazione possano convivere. Questi casi compongono un mosaico di buone pratiche capaci di generare valore sia ambientale sia economico.
Dal punto di vista mediatico, collocare il programma in una fascia di grande ascolto domenicale può dare una visibilità significativa alle imprese coinvolte, favorendo il marketing territoriale e la promozione delle filiere locali.
La collaborazione con enti come CNA Ancona e la Camera di Commercio delle Marche facilita le riprese e aiuta a rappresentare i luoghi in modo coordinato: fare sistema viene percepito come una leva fondamentale per crescita e innovazione.
Il progetto non si esaurisce nella messa in onda. È previsto un monitoraggio degli effetti sulle comunità locali e sulle economie del territorio, con l’obiettivo di misurare risultati e criticità. Seguire l’evoluzione delle iniziative raccontate permetterà di capire se la vetrina televisiva traduce davvero curiosità in visite e se quelle visite si trasformano in benefici duraturi.
Green Tour propone quindi uno spunto pratico: mostrare scelte quotidiane e modelli d’impresa che chiunque, in piccolo, può adottare—dall’acquisto di prodotti locali a comportamenti che rispettano il paesaggio.
Il vero banco di prova sarà la capacità delle comunità di governare i flussi turistici e di integrare sostenibilità e sviluppo economico senza snaturare i propri valori.

