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Green Game 2026: come la 2S dell’ITI Fermi ha conquistato il terzo posto a Roma

Uno sguardo sulla finale nazionale del Green Game 2026: la vittoria è andata a Isis Valceresio, secondo il Liceo Tosi, terzo l'ITI Fermi di Desio, con premi destinati alle scuole e un forte messaggio educativo sul riciclo

Green Game 2026: come la 2S dell'ITI Fermi ha conquistato il terzo posto a Roma

La finale nazionale del Green Game 2026 ha trasformato il PalaTiziano di Roma in un grande laboratorio di sostenibilità: circa 3.000 studenti provenienti da 290 scuole si sono confrontati in prove pensate per misurare conoscenza e velocità sull’uso e recupero degli imballaggi. Giunta alla tredicesima edizione, l’iniziativa ha consolidato negli anni la sua funzione educativa, portando nelle aule temi concreti come la raccolta differenziata e l’economia circolare.

Tra le classi partecipanti, l’ITI E. Fermi di Desio ha ottenuto un risultato notevole: la 2S del liceo scientifico scienze applicate ha centrato il terzo posto nazionale, mentre anche la 1S a curvatura biologico forense aveva superato le fasi regionali. A seguire gli studenti nella trasferta romana sono stati i docenti Francesca Fiorillo, Antonio Sorrenti, Deborah Peviani e Stefania Ravasio.

Questo piazzamento rappresenta il miglior esito per l’Istituto Fermi dalla prima partecipazione, che risale al maggio 2026, e testimonia un percorso di crescita costante.

La competizione e i risultati principali

La vittoria assoluta del Green Game 2026 è andata alla classe 1L dell’ISIS Valceresio di Bisuschio, in provincia di Varese. Al secondo posto si è piazzata la 2I del Liceo Scientifico Tosi di Busto Arsizio, mentre il terzo gradino è stato conquistato dalla 2S dell’ITI E. Fermi di Desio. Le prove, calibrate su domande a risposta rapida e quiz a tempo, hanno premiato non solo la correttezza ma anche la capacità di reazione: il tempo di risposta è stato spesso decisivo per la classifica finale.

Meccaniche di valutazione

Il format del concorso combina conoscenze tecniche e lavoro di squadra.

Le domande hanno toccato materiali come carta, vetro, alluminio, acciaio e plastica, valutando sia aspetti pratici (ad esempio se un contenitore è riciclabile) sia impatti ambientali (come il risparmio di CO2). L’approccio premia rapidità, precisione e coordinazione tra i membri della classe: in molte sfide il cronometro ha fatto la differenza tra un piazzamento e l’altro.

Organizzazione, partner e strumenti didattici

Il progetto è promosso dai consorzi nazionali della filiera degli imballaggi: Biorepack, Cial, Comieco, Corepla, Coreve e Ricrea. L’iniziativa si avvale di metodi digitali e attività interattive, con il supporto dei formatori di Peaktime, per rendere la didattica sul riciclo più partecipata e concreta. Inoltre l’evento gode del patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ne sottolinea la rilevanza istituzionale.

Numeri e storia del progetto

Nel corso delle tredici edizioni il Green Game ha raggiunto oltre 355.000 studenti, consolidandosi tra le principali iniziative di educazione ambientale nelle scuole italiane. La finale nazionale ha inoltre attirato l’attenzione di insegnanti e dirigenti scolastici, che vedono nell’evento una possibilità concreta di inserire nella programmazione scolastica contenuti pratici legati alla sostenibilità.

Premi, ricadute pratiche e prospettive

Per l’edizione 2026 erano previsti contributi economici destinati alle scuole vincitrici: 1.500 euro per il primo posto, 1.000 euro per il secondo e 500 euro per il terzo, risorse pensate per materiali didattici e progetti di approfondimento. Tali premi rappresentano un incentivo concreto per investire in laboratori, kit didattici o iniziative di sensibilizzazione che consolidino le competenze acquisite durante il percorso del concorso.

L’impatto del Green Game va oltre il podio: si tratta di costruire abitudini quotidiane e una cultura della responsabilità ambientale. Come sottolineano i promotori, l’obiettivo è formare cittadini consapevoli attraverso esperienze pratiche e strumenti digitali che rendano la sostenibilità un tema vivente nelle classi. Per l’ITI E. Fermi di Desio il terzo posto non è solo una medaglia, ma un punto di partenza per nuovi progetti scolastici che coinvolgano studenti, insegnanti e comunità locale.

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Scritto da Francesca Neri

Formazione accademica d'eccellenza in innovazione e management, oggi analista dei trend che plasmeranno i prossimi anni. Ha previsto l'ascesa di tecnologie quando altri le ignoravano ancora. Non fa previsioni per stupire: le fa per chi deve prendere decisioni oggi pensando al domani. Il futuro non si indovina, si studia.

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