La missione Artemis II, iniziata il 1 aprile, ha restituito una galleria di immagini che ridefinisce la nostra prospettiva sul sistema Terra-Luna. Gli scatti, resi pubblici dalla NASA e disponibili in alta risoluzione su Flickr, sono stati realizzati con una combinazione di apparecchiature professionali e consumer: dalla reflex Nikon D5 alla mirrorless Nikon Z9, fino al iPhone 17 Pro Max e alle GoPro Max fissate sui pannelli solari della navicella Orion. Queste immagini documentano sia fenomeni atmosferici terrestri sia dettagli topografici della Luna, offrendo materiale prezioso per osservazione pubblica e ricerca.
La raccolta copre riprese effettuate tra il 2 e il 7 aprile 2026 durante le manovre translunari e il flyby del lato nascosto, inclusi momenti iconici come l’earthset e l’earthrise, oltre a un’eclissi solare osservata dalla navicella.
Le fotografie non sono solo suggestive dal punto di vista estetico: forniscono informazioni geologiche su bacini come l’Mare Orientale e il bacino del Polo Sud-Aitken, e documentano la posizione di crateri recenti quali Vavilov, Ohm e nuove denominazioni proposte come Integrity e Carroll.
Attrezzature e impostazioni: come sono state scattate le foto
Per catturare dettagli così differenti, gli astronauti hanno alternato strumenti e tecniche: la maggior parte dei long-tele è stata eseguita con la Nikon D5 equipaggiata con un obiettivo 80–400 mm f/4.5–5.6, mentre le viste grandangolari provengono anche da un 14–24 mm f/2.8. Un esempio tecnico chiave è la foto dopo l’inserzione in orbita translunare il 2 aprile, scattata con la Nikon D5 e l’ottica 14–24 mm impostata a f/4, 22 mm, tempo di esposizione 1/4 s e ISO 51200, che mette a fuoco contemporaneamente la Terra, aurore, luce zodiacale e il pianeta Venere.
Dettagli delle impostazioni
Per le riprese della Luna a lunga distanza si sono usati parametri conservativi per nitidezza: ad esempio il primo scatto lunare del 3 aprile è stato effettuato con Nikon D5 e obiettivo 80–400 mm a f/16, 400 mm, 1/500 s e ISO 500. Per scene ad alto contrasto, come l’eclissi, gli operatori hanno impiegato esposizioni e sensibilità estreme: la foto dell’eclissi è stata scattata con la Nikon D5 a 80 mm, f/4.5, 1/6 s e ISO 40000, evidenziando anche il riflesso di Venere sul bordo dell’inquadratura.
Scatti emblematici del flyby
Tra gli scatti più celebri c’è l’immagine soprannominata Earthset, che richiama la celebre foto di Apollo 8: la Terra tramonta dietro il profilo craterizzato della Luna con in primo piano il cratere Ohm.
Questo momento è stato registrato alle 00:41 (CEST) del 7 aprile 2026 e mostra la porzione illuminata del pianeta con sistemi nuvolosi visibili sopra Australia e Oceania, mentre la sua metà oscura resta immersa nella notte. Un’altra inquadratura, l’earthrise ripresa alle 01:22, cattura la Terra come una falce sottile, enfatizzando l’allineamento unico tra i due corpi celesti.
Eclissi e sorvoli del lato nascosto
Durante il flyby della notte tra il 6 e il 7 aprile 2026, l’equipaggio ha osservato un’eclissi totale di Sole dalla prospettiva dello spazio profondo: la Luna è apparsa sufficientemente grande da produrre quasi 54 minuti di totalità, molto più a lungo rispetto a qualsiasi eclissi visibile dalla Terra. Le immagini mostrano la corona solare e alcune stelle, oltre al debole bagliore della faccia lunare illuminata dalla luce cinerea.
In questa fase gli astronauti hanno indossato occhiali per eclissi — il primo uso noto di questi dispositivi sulla Luna — per proteggere la vista durante i momenti critici.
Cosa rivelano le immagini e il valore scientifico
Oltre all’impatto visivo, le foto forniscono dati utili per la ricerca: i cerchi concentrici del Mare Orientale e la struttura dell’Hertzsprung Basin permettono di studiare la morfologia causata da grandi impatti e l’origine di catene di crateri secondari generate dall’ejecta. Le fotografie a basso angolo di incidenza solare sul terminatore evidenziano rilievi, crateri come Jule, Birkhoff e Stebbins e consentono misurazioni topografiche migliorate rispetto alle immagini completamente illuminate.
In aggiunta ai dati geologici, la galleria pubblicata su Flickr e le annotazioni dell’equipaggio offrono un archivio visuale che la comunità scientifica potrà sfruttare per analisi comparative e mappature aggiornate. L’uso combinato di fotocamere professionali, dispositivi consumer e camere fisse ha dimostrato come strumenti diversi possano integrarsi per documentare fenomeni complessi e arricchire la documentazione della nuova era dell’esplorazione umana nello spazio profondo.

