Il biopic dedicato a Franco Battiato rappresenta un’opera audace, capace di immergersi nella vita di uno degli artisti più influenti della musica italiana. Diretto da Renato De Maria, noto per il suo lavoro sul fumettista Andrea Pazienza, il film affronta la sfida di raccontare un personaggio dalle mille sfaccettature. La sensibilità del regista si rivela fondamentale nel ritrarre la complessità di Battiato, un artista che ha saputo abbinare avanguardismo e popolarità.
La genesi del progetto
Quando la produttrice Francesca Chiappetta ha proposto il progetto a De Maria, la reazione iniziale è stata quella di un netto rifiuto. “L’idea di rappresentare Battiato mi sembrava impossibile”, ha confessato il regista. Tuttavia, la consapevolezza che un’opportunità come questa potrebbe non ripresentarsi mai più lo ha spinto ad accettare la sfida.
La sceneggiatura, scritta in collaborazione con Monica Rametta, ha dato vita a una narrazione ricca e articolata, che si distingue per la sua meticolosità.
L’attore protagonista
Il ruolo di Battiato è interpretato da Dario Aita, un attore che ha saputo incarnare l’essenza dell’artista siciliano. Aita ha lavorato intensamente per riprodurre non solo il suono della voce di Battiato, ma anche le sue movenze e la sua presenza scenica. “Ho scelto di concentrarmi sul suono”, ha dichiarato l’attore, rifacendosi a un’intervista in cui Battiato stesso affermava: “Dopo la mia morte, voglio che resti il suono”. La scelta di Aita si è rivelata azzeccata, tanto che la nipote di Battiato, Grazia Cristina, ha pianto di commozione durante il provino, riconoscendo in lui l’immagine dello zio.
Un viaggio attraverso la vita di Battiato
Il film si snoda attraverso i temi fondamentali della vita di Battiato, partendo dalla sua infanzia in Sicilia, caratterizzata da rapporti familiari complessi, fino ad arrivare al suo successo come musicista. La figura materna, interpretata da Simona Malato, gioca un ruolo cruciale nel racconto, evidenziando l’importanza della famiglia nella formazione dell’artista. Inoltre, il film esplora le sue interazioni con figure femminili significative, come la scrittrice Fleur Jaeggy, a cui è dedicato un ampio spazio nella narrazione.
Le influenze musicali
La musica è il filo conduttore di questo viaggio. Battiato, originario della Sicilia, ha saputo trasformarsi nel tempo, passando da melodie leggere a sperimentazioni audaci con sintetizzatori e suoni elettronici. La sua evoluzione è rappresentata attraverso album storici come Fetus e Pollution, fino ad arrivare a Clic, dove si definisce un “fantasma postapocalittico venuto dal futuro”.
Questa frase racchiude la sua personalità complessa e innovativa, capace di sorprendere e affascinare il pubblico.
Un tributo alla sua eredità artistica
Il film su Franco Battiato non è solo una celebrazione della sua musica, ma un viaggio interiore che esplora la profonda spiritualità e la ricerca artistica di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana. Con una narrazione ricca e una performance straordinaria, Franco Battiato: Il lungo viaggio invita gli spettatori a scoprire la bellezza e la complessità di un artista che ha saputo attraversare generi e stili, rimanendo sempre fedele a se stesso.

