Il 6 ottobre 2026 la Royal Swedish Academy of Sciences ha annunciato che il Nobel per la fisica è stato conferito a Francis Halzen professore dell’Università del Wisconsin-Madison, per il suo ruolo fondamentale nello IceCube Neutrino Observatory e nella dimostrazione dell’esistenza dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica. L’onorificenza, del valore di 12 milioni di corone svedesi, riconosce una ricerca iniziata negli anni ’80 e culminata con la prima cattura di questi “messaggeri fantasma” del cosmo nel 2013. Il premio è stato comunicato da Stoccolma, ma la notizia ha avuto eco anche a Bergamo, dove Halzen era intervenuto a Bergamoscienza.
Francis Halzen, nato a Tienen nel 1944, ha completato tutti i suoi studi universitari all’Università di Lovanio, conseguendo la laurea nel 1966, il dottorato nel 1969 e l’abilitazione nel 1972. Dopo una breve esperienza al CERN di Ginevra, si trasferì negli Stati Uniti, dove ha trascorso più di quattro decenni al dipartimento di fisica dell’Università del Wisconsin-Madison, raggiungendo la cattedra Hilldale e Gregory Breit Distinguished Professor. Negli ultimi anni, la sua figura ha attraversato il confine tra fisica delle particelle, astrofisica e cosmologia, ottenendo riconoscimenti come il Premio Balzan e la APS Medal for Exceptional Achievement in Research.
IceCube: il telescopio di ghiaccio antartico
IceCube è un rivelatore unico al mondo: utilizza un chilometro cubo di ghiaccio puro dell’Antartide, scavato a profondità superiori ai due chilometri, dove sono distribuiti più di cinque mila sensori ottici. Quando un neutrino interagisce con il ghiaccio, genera un lampo di luce Cherenkov che viene catturato dai fotomoltiplicatori. Analizzando tempi e intensità di questi lampi, gli scienziati possono ricostruire energia e direzione di provenienza della particella, trasformando il ghiaccio in un gigantesco “cervello” in grado di “vedere” l’universo senza l’uso di specchi o lenti.
Le prime scoperte di neutrini cosmici
Nel 2013, grazie a IceCube, è stata pubblicata su *Science* la prima evidenza statistica di un flusso di neutrini ad alta energia provenienti da fuori della Via Lattea. Queste particelle, quasi prive di massa e completamente neutre, attraversano materia e campi magnetici senza subire deviazioni, a differenza dei raggi cosmici tradizionali. La loro rilevazione ha confermato la possibilità di utilizzare i neutrini come “messaggeri” per osservare gli acceleratori più estremi dell’universo, superando le limitazioni della radiazione elettromagnetica.
Impatto scientifico e prospettive future
Le osservazioni di IceCube hanno rivoluzionato la astronomia multimessaggera. Nel 2018, un neutrino di energia estremamente elevata è stato associato al blazar TXS 0506+056, una galassia attiva a miliardi di anni luce di distanza. Successivamente, segnali analoghi sono stati individuati nella galassia NGC 1068 e persino nella nostra Via Lattea, fornendo indizi preziosi sull’origine dei raggi cosmici. Nel 2026, l’esperimento ha beneficiato di un upgrade che ha inserito centinaia di nuovi sensori, preparando il terreno per IceCube-Gen2, un progetto più ambizioso che promette una sensibilità incrementata di un ordine di grandezza.
Riconoscimenti e valore del premio
L’assegnazione del Nobel a Halzen è stata accolta con entusiasmo dalla comunità scientifica mondiale. Il presidente del comitato Nobel per la fisica, Mark Pearce, ha evidenziato la tenacia e la visione del ricercatore, sottolineando come il suo lavoro abbia aperto la strada a una nuova disciplina astronomica. Il montepremi di 12 milioni di corone svedesi (circa 1,2 milioni di dollari) sarà destinato al laboratorio di ricerca e all’estensione dei progetti di osservazione neutrini, consolidando ulteriormente la leadership dell’IceCube nella ricerca di fenomeni astrofisici estremi.



