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Finanziamenti PowerBoost per le PMI: audit sull’innovazione energetica

PowerBoost offre alle PMI un contributo forfettario per realizzare un audit mirato all'innovazione energetica e migliorare efficienza, integrazione rinnovabili e resilienza di rete

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PowerBoost: finanziamenti europei per le PMI nella transizione energetica

Green Grid Europe ha avviato l’iniziativa PowerBoost per affiancare le imprese nella transizione energetica. L’intervento offre un’opportunità di finanziamento a cascata rivolta alle PMI. L’obiettivo è valutare il livello di innovazione e la maturità tecnologica delle aziende. Il fine è individuare interventi concreti per aumentare efficienza e flessibilità.

La misura si concentra su un audit specialistico: ogni azienda selezionata riceverà un contributo forfettario per finanziare un’analisi mirata. L’analisi copre digitalizzazione dei processi e integrazione di fonti rinnovabili. Possono partecipare le PMI costituite da almeno un anno al momento della domanda, secondo i criteri del bando. I dati di compravendita mostrano come progetti di efficientamento possano migliorare il ritorno sull’investimento delle imprese energetiche.

Obiettivi e ambito dell’intervento

I dati di compravendita mostrano come progetti di efficientamento possano migliorare il ritorno sull’investimento delle imprese energetiche. PowerBoost intende mettere a disposizione strumenti e risorse per identificare criticità operative e opportunità di miglioramento nelle PMI. L’intervento si concentra sull’ottimizzazione dei processi, sulla gestione delle risorse, sulla transizione digitale e sull’integrazione delle energie rinnovabili.

L’audit finanziato deve produrre una roadmap di innovazione che renda l’impresa più efficiente e la rete più resiliente e flessibile. Il documento dovrà includere analisi dei flussi operativi, valutazione del cash flow e stime di rivalutazione degli asset in relazione agli interventi proposti. Roberto Conti osserva che, nel mercato immobiliare la location è tutto, ma nel settore energetico la capacità di integrare tecnologie digitali e fonti rinnovabili determina il valore dell’investimento.

Il prossimo passo previsto è la selezione di progetti pilota per validare le soluzioni individuate.

Servizi attesi dall’audit

A valle della selezione dei progetti pilota, l’audit deve fornire un quadro operativo per la fase di sperimentazione. In primo luogo occorre una valutazione della maturità tecnologica, che definisca lo stato delle infrastrutture e la compatibilità con soluzioni integrate. In secondo luogo va prodotto un mapping dei consumi che quantifichi i carichi energetici e identifichi i profili di domanda.

L’analisi deve inoltre individuare interventi di digitalizzazione e stimare il ritorno sull’investimento per integrazione di fonti rinnovabili o tecnologie di accumulo. Roberto Conti osserva che nel mercato immobiliare la location è tutto, ma nei progetti energetici la diagnosi accurata è il presupposto per massimizzare il ROI.

Il contributo economico coprirà i costi della fase diagnostica, propedeutica all’implementazione dei progetti pilota e alla validazione delle soluzioni scelte.

Dettagli sul finanziamento e modalità di partecipazione

Il contributo previsto dall’iniziativa coprirà i costi della fase diagnostica, propedeutica all’implementazione dei progetti pilota e alla validazione delle soluzioni scelte. La dotazione complessiva dell’open call è di 100.000 euro. A ciascuna impresa selezionata sarà erogato un contributo forfettario di 2.000 euro per la realizzazione dell’audit.

Le candidature possono essere presentate nei due termini stabiliti: 3 aprile 2026 e 31 agosto 2027. I termini corrispondono a due cut-off, cioè finestre temporali per l’invio delle domande e la valutazione delle stesse. Le imprese devono verificare i requisiti di ammissibilità e allegare la documentazione richiesta secondo le istruzioni del bando.

Requisiti delle imprese

Possono partecipare esclusivamente le PMI registrate da almeno un anno alla data di presentazione della domanda. È necessario dimostrare l’impegno a intraprendere un percorso di innovazione energetica e l’orientamento dell’audit a miglioramenti misurabili in termini di efficienza e resilienza.

Il bando richiede evidenze documentali sul profilo aziendale, sullo stato dei consumi energetici e sugli obiettivi del piano di intervento. I dati di progetto saranno valutati in funzione della fattibilità tecnica e dell’impatto atteso sui consumi e sui costi operativi.

Il mattone resta sempre un parametro di riferimento per gli investitori interessati a interventi sull’edilizia strumentale. I dati di compravendita mostrano come progetti di efficienza energetica possano migliorare il valore degli immobili e il ritorno sull’investimento.

Implicazioni pratiche per le PMI e opportunità future

I dati di compravendita mostrano come progetti di efficienza energetica possano migliorare il valore degli immobili e il ritorno sull’investimento. Per le piccole e medie imprese, il finanziamento consente di accedere a una diagnosi energetica professionale senza sopportarne l’intero onere iniziale. L’audit funge da base documentale per progettare interventi successivi e per ottenere finanziamenti aggiuntivi.

Adottare un percorso strutturato verso l’innovazione energetica riduce i consumi e i costi operativi e rafforza la posizione competitiva nel medio-lungo periodo. Il contributo di 2.000 euro abbassa la barriera d’ingresso alla fase diagnostica e permette alle PMI di pianificare interventi mirati con maggiore certezza tecnica e finanziaria. Nel mercato immobiliare la location è tutto, ma il mattone resta sempre più appetibile quando l’efficienza energetica migliora il cash flow e il potenziale di rivalutazione.

Per partecipare, le imprese devono verificare i requisiti del bando e rispettare le scadenze indicate: 3 aprile 2026 e 31 agosto 2027. Audit qui inteso come valutazione diagnostica della rete energetica va considerato un investimento iniziale capace di moltiplicare i benefici futuri in termini di efficienza, sostenibilità e resilienza della rete.

PowerBoost rappresenta una opportunità concreta per le PMI interessate a trasformare la transizione energetica in un vantaggio competitivo. Il bando finanzia la fase diagnostica e sostiene un percorso di innovazione orientato a risultati misurabili; nel mercato immobiliare la location è tutto, ma il mattone resta sempre più appetibile quando l’efficienza energetica migliora il cash flow e la rivalutazione. Si prevede una crescita delle adesioni fino alla scadenza del 31 agosto 2027, con effetti potenzialmente rilevanti sul ritorno sull’investimento delle imprese coinvolte.

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Scritto da Staff

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