Il Green Game 2026 si è confermato come un appuntamento centrale per l’educazione ambientale nelle scuole italiane: un format pensato per tradurre nozioni teoriche in pratiche quotidiane. La formula è semplice ma efficace: squadre di studenti affrontano un quiz multimediale su temi che vanno dalla raccolta differenziata al riciclo, passando per i principi dell’economia circolare. L’obiettivo dichiarato è far diventare i giovani non solo informati, ma veri e propri portavoce di buone pratiche nei loro contesti familiari e sociali.
Il format e gli obiettivi del progetto
Nato dall’iniziativa dei consorzi nazionali per il recupero degli imballaggi, il progetto ha l’ambizione di rendere la sostenibilità un capitolo praticabile nella vita di tutti i giorni. Attraverso sessioni in aula, esercitazioni e gare a eliminazione, gli studenti sperimentano cosa significa separare correttamente vetro, carta, plastica e alluminio, e comprendono che alcuni materiali possono essere riciclati all’infinito.
Il percorso formativo enfatizza inoltre l’importanza della responsabilità collettiva, mostrando come azioni individuali si sommano a livello comunitario.
Struttura delle fasi di gara
La competizione si articola su più livelli: prima le selezioni interne alle singole scuole, poi le gare regionali e infine la finalissima nazionale. Questo percorso graduale consente di consolidare conoscenze e affinare la capacità di lavorare in squadra. In ogni tappa vengono utilizzate piattaforme digitali e strumenti interattivi, resi possibili dal contributo di formatori specializzati, per trasformare il quiz in una vera esperienza didattica e partecipativa.
La finale a Roma e i risultati
La finale nazionale si è svolta a Roma il 31 marzo 2026, trasformando il PalaTiziano in un’arena di confronto e apprendimento: oltre 3.000 studenti provenienti da tutta Italia si sono affrontati in manches serrate che hanno premiato preparazione, velocità e spirito di squadra.
La vittoria è andata all’Isis Valceresio di Bisuschio (VA), che ha conquistato il titolo al termine di una sfida combattuta fino all’ultimo quesito. Al secondo posto si è piazzato il Liceo Scientifico Tosi di Busto Arsizio (VA), mentre il terzo gradino del podio è spettato all’ITI E. Fermi di Desio (MB).
Premi e riconoscimenti
In questa edizione i premi sono stati raddoppiati per sostenere concretamente le scuole: €1.500 alla prima classificata, €1.000 alla seconda e €500 alla terza, destinati all’acquisto di materiale didattico. Oltre al montepremi, il vero valore aggiunto resta il bagaglio di capacità acquisite: studenti formati sui criteri della raccolta differenziata e consapevoli delle opportunità offerte dall’economia circolare.
Numeri, partecipazione e impatto
L’edizione 2026-26 ha registrato numeri record: circa 50.000 studenti e 300 istituti coinvolti durante l’anno scolastico, e la partecipazione dall’intero territorio nazionale dimostra la diffusione dell’iniziativa.
Complessivamente, nelle tredici edizioni del progetto sono stati raggiunti centinaia di migliaia di ragazzi, consolidando il Green Game come uno degli strumenti principali di educazione ambientale nel panorama scolastico italiano.
Perché il progetto funziona
Il successo del Green Game nasce dall’unione di contenuti pertinenti e modalità comunicative vicine ai linguaggi giovanili: gamification, tecnologie interattive e team work. I formatori, insieme ai consorzi promotori, hanno saputo rendere le nozioni tecniche accessibili e applicabili, trasformando concetti come sviluppo sostenibile ed economia circolare in pratiche osservabili e ripetibili. In questo modo gli studenti non solo imparano, ma diventano agenti di cambiamento nel loro ambiente.
Conclusione: un’eredità educativa
Il Green Game 2026 dimostra che l’educazione ambientale può essere efficace se proposta come esperienza concreta e collettiva.
Le scuole vincitrici portano a casa premi materiali, ma l’impatto più duraturo è la capacità di diffondere conoscenze pratiche sulle corrette modalità di smaltimento e riciclo. Il progetto conferma la sua missione: formare giovani cittadini capaci di custodire le risorse, promuovendo una cultura della sostenibilità che si manifesta nelle scelte di ogni giorno.


